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Art. 1882 codice civile: Nozione

L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.


Commento

Contratto di assicurazione: contratto consensuale, aleatorio, oneroso, a prestazioni corrispettive, di durata, ad esecuzione continuata, per il quale è richiesta la forma scritta ad probationem.

 

Premio assicurativo: corrispettivo dovuto all’assicuratore dall’assicurato in relazione al contratto concluso.

 

L’assicurazione contro i danni è un contratto tra l’assicuratore ed un altro soggetto (l’assicurato) dal quale derivano due obblighi: l’assicurato deve pagare una somma di danaro (premio) all’assicuratore e questi si obbliga a risarcire all’assicurato il danno prodotto da un eventuale sinistro.

 

L’assicurazione sulla vita è un contratto dal quale deriva per l’assicurato l’obbligo di versare un premio all’assicuratore, e per l’assicuratore l’obbligo di pagare un capitale o una rendita qualora si verifichi l’ipotesi posta alla base del contratto (sopravvivenza o morte dell’assicurato).

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Nel caso in cui le condizioni generali di un contratto di assicurazione contro gli infortuni demandino ad apposita perizia medica l'accertamento dell'entità delle lesioni per cui l'assicurato chiede l'indennizzo, questa previsione paralizza il decorso del termine di prescrizione ex art. 2952, comma 2, c.c. fino alla conclusione della perizia. L'unica condizione è che il sinistro sia stato denunciato alla compagnia di assicurazioni entro l'anno dal giorno in cui si è verificato il fatto generatore di danno.

Cassazione civile sez. III  27 gennaio 2015 n. 1428  

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto, che subordinano la garanzia assicurativa all'adozione di speciali dispositivi di sicurezza o all'osservanza di oneri diversi, non realizzano una limitazione della responsabilità dell'assicuratore, ma definiscono il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa, specificando il rischio garantito. Ne consegue che non è necessaria la loro specifica approvazione preventiva per iscritto ex art. 1341 cod. civ. Rigetta, App. Catanzaro, 02/02/2011

Cassazione civile sez. III  28 ottobre 2014 n. 22806  

Nell'ipotesi di furto di autoveicolo, oggetto di contratto di noleggio/locazione, il noleggiante/conduttore è terzo responsabile, ai sensi dell'art. 1916 cod. civ., del danno patito dal noleggiatore/locatore per la sottrazione del bene (sinistro specificamente dedotto in assicurazione) qualora egli sia inadempiente all'obbligo contrattuale di custodia dell'automezzo per essersi verificato il furto in assenza della predisposizione delle cautele necessarie ad evitarlo. Rigetta, App. Trieste, 11/11/2010

Cassazione civile sez. III  29 settembre 2014 n. 20481

La predisposizione di un questionario da parte dell’assicuratore, benché non abbia la funzione di tipizzare le possibili cause di annullamento del contratto di assicurazione per dichiarazioni inesatte o reticenti, evidenzia tuttavia l’intenzione dell’assicuratore di annettere particolare importanza a determinati requisiti e richiama l’attenzione del contraente a fornire risposte complete e veritiere sui quesiti medesimi e, quindi, deve essere valutata dal giudice in sede di indagine sul carattere determinante, per la formazione del consenso, dell‘inesattezza o della reticenza.

Tribunale Salerno sez. II  12 settembre 2014 n. 4245  

Ai fini della perdita del diritto all'indennità assicurativa, ai sensi dell'art. 1915, primo comma, cod. civ., non occorre lo specifico e fraudolento intento di arrecare danno all'assicuratore, ma è sufficiente la consapevolezza dell'obbligo previsto dalla norma e la cosciente volontà di non osservarlo. (Nella specie, relativa ad una polizza contro i rischi di insolvenza nei rapporti commerciali, la corte territoriale aveva accertato che l'assicurata, omettendo di comunicare tempestivamente alla assicuratrice l'insolvenza della cliente, aveva potuto pattuire con questa nuove condizioni di rientro delle esposizioni, evitando la revoca del fido con la assicuratrice medesima, circostanze che avevano condotto a ritenere che l'omissione di comunicazione era consapevole e non una mera dimenticanza). Rigetta, App. Milano, 22/07/2010

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17088  

In tema di assicurazione contro i danni, quando le parti elevino a condizione sospensiva della "liquidazione del danno", da parte dell'assicuratore, la circostanza futura ed incerta dell'inizio di un procedimento penale a carico dell'assicurato per reato riguardante i fatti generatori del danno, l'avveramento della condizione non osta all'esercizio del solo diritto al pagamento di quanto dovuto dall'assicuratore, né del diritto dell'assicurato all'indennizzo, giacché la loro coincidenza comporta che la prescrizione di tale unitario diritto resti interrotta - a norma dell'art. 2935 cod. civ. - fino al passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento dell'assicurato, identificandosi il suo diritto all'indennizzo con quello a vedersi risarcire, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto, il danno sofferto in conseguenza del sinistro. Cassa con rinvio, App. Firenze, 14/12/2007

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15921  

Il debito indennitario della compagnia assicuratrice ha natura di debito di valore e non di valuta, in quanto volto a reintegrare il pregiudizio subito dall'assicurato per effetto della patologia contratta. Deriva da quanto precede, pertanto, che tale debito è suscettibile di automatico adeguamento, alla stregua della sopravvenuta svalutazione monetaria.

Cassazione civile sez. III  06 giugno 2014 n. 12838

Ai sensi degli art. 1 e 18 l. 24 dicembre 1969 n. 990 (applicabile "ratione temporis") l'azione diretta, spettante al danneggiato da un sinistro stradale nei confronti dell'assicuratore del responsabile, è ammessa anche per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su area (da equiparare alla strada di uso pubblico) che, ancorché di proprietà privata, sia aperta ad un numero indeterminato di persone ed alla quale sia data la possibilità, giuridicamente lecita, di accesso da parte di soggetti diversi dai titolari dei diritti su di essa, non venendo meno l'indeterminatezza dei soggetti che hanno detta possibilità pur quando essi appartengano tutti ad una o più categorie specifiche e quando l'accesso avvenga per peculiari finalità ed in particolari condizioni. Costituisce oggetto di apprezzamento di fatto - come tale devoluto al giudice di merito e sindacabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione - l'accertamento in ordine alla concreta accessibilità dell'area al pubblico, come sopra intesa. (Nella specie, è stata ritenuta correttamente motivata la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ad un sinistro verificatosi nella rampa di accesso ad un garage, ha ritenuto la stessa - indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell'area al cui interno essa risultava collocata - un luogo in cui la circolazione non è consentita ad un numero indeterminato di persone, bensì limitata a coloro che debbono compiervi la manovra di ingresso o di uscita e che, in quanto titolari del diritto di ricoverarvi il veicolo, costituiscono un numero determinato di persone, venendo in considerazione "uti singuli" e non "uti cives"). Rigetta, App. Napoli, 10/05/2006

Cassazione civile sez. III  03 aprile 2013 n. 8090  



 
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