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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1887 codice civile: Efficacia della proposta

La proposta scritta diretta all’assicuratore rimane ferma per il termine di quindici giorni, o di trenta giorni quando occorre una visita medica. Il termine decorre dalla data della consegna o della spedizione della proposta.


Commento

Lo scopo di questa norma è di tutelare l’assicurando: infatti, trascorso il termine stabilito, la proposta non è più efficace; ma, qualora l’assicuratore comunichi con ritardo di aver accettato, l’assicurato potrà ritenerla efficace dandone immediatamente avviso all’assicuratore. Il legislatore ha voluto tutelare anche l’assicuratore; infatti, stabilendo l’irrevocabilità della proposta scritta, gli consente di esaminare il rischio da assicurare.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

In tema di assicurazione, la c.d. nota di copertura può costituire un documento probatorio del contratto già concluso, rivolto a garantirne l'efficacia in attesa del rilascio della polizza, ovvero può evidenziare l'intervento di un accordo provvisorio, diretto a coprire il rischio nelle more dell'"iter" formativo del contratto, ferma restando la libertà delle parti di addivenire o meno alla conclusione dell'affare definitivo; in entrambi i casi, la configurabilità della nota di copertura postula il perfezionarsi dell'accordo delle parti sulla costituzione di un rapporto assicurativo definitivo o provvisorio. Nel primo caso la nota di copertura provvisoria costituisce l'atto scritto documentativo, in via provvisoria, del rapporto assicurativo vincolante per l'assicuratore con la conseguenza che la successiva polizza con la quale si formalizza il rapporto già concluso non può contenere clausole restrittive in contrasto con la nota di copertura provvisoria, e che nel caso di diversa delimitazione del rischio assunto e garantito con la nota è richiesta per la validità della relativa clausola una specifica approvazione per iscritto a norma del comma 2 dell'art. 1341 c.c.

Cassazione civile sez. I  15 dicembre 1987 n. 9298  

In tema di assicurazione, la c.d. nota di copertura può costituire un documento probatorio del contratto già concluso, rivolto a garantirne l'efficacia in attesa del rilascio della polizza, ovvero può evidenziare l'intervento di un accordo provvisorio, diretto a coprire il rischio nelle more dell'"iter" formativo del contratto, ferma restando la libertà delle parti di addivenire o meno alla conclusione dell'affare definitivo; in entrambi i casi, pertanto, la configurabilità della nota di copertura postula il perfezionarsi dell'accordo delle parti sulla costituzione di un rapporto assicurativo definitivo e provvisorio. Nel primo caso la nota di copertura provvisoria costituisce l'atto scritto documentativo, in via provvisoria, del rapporto assicurativo vincolante per l'assicuratore con la conseguenza che la successiva polizza con la quale si formalizza il rapporto già concluso non può contenere clausole restrittive in contrasto con la nota di copertura provvisoria, e che nel caso di diversa delimitazione del rischio assunto e garantito con la nota è richiesta per la validità della relativa clausola una specifica approvazione per iscritto a norma del comma 2 dell'art. 1341 c.c.

Cassazione civile sez. I  15 dicembre 1987 n. 9298  

Il rilascio della ricevuta di pagamento del premio non vale di per sè solo a perfezionare il contratto di assicurazione, per il quale il requisito di forma è richiesto "ad probationem", essendo al riguardo necessario l'accertamento della volontà delle parti in relazione al contenuto del negozio, sostanziantesi in un'indagine di fatto rimessa al giudice del merito e sindacabile in sede di legittimità solamente in caso di motivazione inadeguata ovvero di violazione dei canoni legali di interpretazione ex art. 1362 ss. c.c..

Cassazione civile sez. III  11 gennaio 2005 n. 367  

In materia di assicurazione, la clausola di cosiddetta copertura provvisoria può essere rivolta a garantire l'efficacia di un contratto già definitivamente concluso, in attesa del rilascio della polizza, ovvero può stare ad indicare l'intervento di un accordo provvisorio, diretto a coprire il rischio nelle more dell'"iter" formativo del contratto, ferma restando la libertà delle parti di addivenire o meno alla conclusione dell'affare definitivo, ma in entrambi i casi essa postula l'avvenuto perfezionamento dell'accordo delle parti sulla costituzione di un rapporto assicurativo, definitivo o provvisorio, che intanto, quindi, può considerarsi impegnativo per l'assicuratore, solo in quanto quest'ultimo abbia espresso al riguardo un valido consenso, anche a mezzo di rappresentante.

Cassazione civile sez. I  21 novembre 1983 n. 6932

La clausola "con riserva di accettazione da parte della direzione", o altra analoga contenuta in un contratto di assicurazione, non limita, nè riguarda in alcun modo la responsabilità dell'assicuratore, e quindi la necessità di una sua specifica approvazione per iscritto, ai sensi dell'art. 1341 c.c., potrebbe eventualmente ritenersi solo ove la clausola si configurasse come attributiva della facoltà di recesso in un contratto già concluso da soggetto abilitato a rappresentare la società di assicurazione, mentre, quando si tratti di contratto solo predisposto da un agente privo di poteri rappresentativi, la detta clausola è priva di effetti attenendo semplicemente alla formazione del contratto, in relazione alla necessaria accettazione della proposta da parte della società, ai fini del perfezionamento dell'accordo negoziale.

Cassazione civile sez. I  21 novembre 1983 n. 6932  

Con riguardo al documento sottoscritto dal soggetto che intende assicurarsi e contenente una semplice proposta di contratto, sì da restare di per sè idoneo alla costituzione del rapporto assicurativo fino a che non intervenga l'accettazione dello assicuratore (ed a prescindere dall'esistenza di una formale clausola in tal senso), il perfezionarsi del contratto di assicurazione non può essere affermato in relazione al mero fatto che tale documento sia predisposto dall'assicuratore e con tutte le clausole proprie della polizza, trattandosi di circostanza, frequente nella prassi, giustificata dal carattere fermo della proposta (art. 1887 c.c.) e dell'esigenza di consentire la conclusione del contratto con la sola accettazione del destinatario, nè in relazione al fatto che il documento medesimo rechi anche la firma dell'agente dello assicuratore che abbia sollecitato e promosso la proposta di detto soggetto, atteso che l'agente non abilitato a concludere il contratto in nome e per conto dell'assicuratore, ove siffatto potere di rappresentanza non risulti espressamente conferito (art. 1752 e 1903 c.c., ovvero non derivi da preposizione institoria per l'esercizio di una sede secondaria o di un ramo della impresa assicuratrice (art. 2203 e segg. c.c.).

Cassazione civile sez. I  15 dicembre 1981 n. 6621



 
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