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Art. 1891 codice civile: Assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta

Se l’assicurazione è stipulata per conto altrui o per conto di chi spetta, il contraente deve adempiere gli obblighi derivanti dal contratto, salvi quelli che per loro natura non possono essere adempiuti che dall’assicurato.

I diritti derivanti dal contratto spettano all’assicurato, e il contraente, anche se in possesso della polizza, non può farli valere senza espresso consenso dell’assicurato medesimo.

All’assicurato sono opponibili le eccezioni che si possono opporre al contraente in dipendenza del contratto.

Per il rimborso dei premi pagati all’assicuratore e delle spese del contratto, il contraente ha privilegio sulle somme dovute dall’assicuratore nello stesso grado dei crediti per spese di conservazione.


Commento

Assicurazione per conto altrui: realizza un’ipotesi di assicurazione nell’interesse del terzo, in cui un soggetto (il titolare dell’interesse assicurato) conclude un contratto per conto di un altro soggetto senza agire come suo rappresentante. Essa è caratterizzata dal fatto che, sin dal momento della conclusione del contratto, è determinato ed indicato il soggetto assicurato.

 

Assicurazione per conto di chi spetta: il contraente non si conosce, oppure è incerto, al momento della conclusione del contratto, chi sarà il soggetto assicurato. È importante che al momento del sinistro si individui la persona alla quale spetta il pagamento (es.: colui che sarà proprietario della cosa).

 

 

La norma disciplina due tipologie di contratto a favore di terzo: l’assicurazione per conto altrui e per conto di chi spetta. Entrambe le tipologie sono caratterizzate dalla scissione tra la persona del contraente e quella del soggetto assicurato. Relativamente al soggetto che deve adempiere gli obblighi contrattuali (es.: pagamento del premio), esso è individuato nella persona del contraente a meno che non si tratti di obblighi che necessariamente richiedono l’intervento dell’assicurato; i diritti che derivano dal contratto spettano, invece, all’assicurato (diritto alla prestazione dell’assicuratore).

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Ai sensi dell’art. 1891, comma 2, c.c., in tema di assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta, ai fini dell’esercizio dei diritti derivanti da detto contratto da parte del contraente è richiesto che l’assicurato abbia espresso il proprio consenso, e, dunque, avente diritto all’indennità in caso di danno è chi al momento dell’evento dannoso risulti proprietario della cosa o titolare di un diritto reale o di garanzia su di essa.

Tribunale Bari sez. III  24 ottobre 2013

Ai fini del principio, desumibile dall'art. 1891, comma 2, c.c., secondo il quale, nell'assicurazione per conto altrui, qual è l'assicurazione contro gli infortuni stipulata dal datore di lavoro in favore del dipendente, il contraente, non potendo esercitare i diritti contrattuali senza l'espresso consenso dell'assicurato, non risponde dei danni subiti da quest'ultimo a causa della prescrizione, è irrilevante l'insussistenza di un conflitto di interessi tra contraente e assicurato, poiché la norma intende garantire l'assicurato a prescindere dai suoi rapporti con il contraente.

Cassazione civile sez. lav.  23 dicembre 2011 n. 28695

In tema di assicurazioni per conto altrui o per conto di chi spetta, ai sensi dell'art. 1891, comma due, c.c., al fine dell'esercizio dei diritti derivanti da detto contratto da parte del contraente è richiesto che l'assicurato esprima il proprio consenso, e, dunque, avente diritto all'indennità in caso di danno è chi al momento dell'evento dannoso risulti proprietario della cosa o titolare di o di un diritto reale o di garanzia su di essa e non, in mancanza di apposita pattuizione, chi ha una relazione di custodia o detenzione, anche qualificata, con il bene.

Tribunale Roma sez. XII  30 maggio 2011 n. 11661  

In tema di contratti assicurativi, alla luce della disciplina di cui all'art. 1891, comma 2, c.c., il terzo acquista i diritti nascenti dal contratto a cui non ha preso parte direttamente verso il promittente la prestazione ed al momento della stipulazione del contratto stesso.

Tribunale Roma  30 ottobre 2009

Nell'assicurazione per conto di chi spetta ha diritto all'indennità chi al momento dell'evento dannoso risulti proprietario della cosa o titolare di un diritto reale o di garanzia su di essa, mentre il contraente, anche quando si trova in una relazione di custodia con la cosa, può pretendere l'indennità in luogo dell'avente diritto se quest'ultimo presti il proprio consenso ovvero se ciò sia previsto da apposita clausola. (Nella fattispecie, relativa ad un contratto di assicurazione stipulato dal vettore in favore del proprietario delle cose trasportate, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva dichiarato la carenza di legittimazione del vettore ad agire contro l'assicuratore per il pagamento dell'indennizzo, a seguito della rapina su un furgone portavalori, dal momento che i valori perduti non appartenevano al vettore, ma ad altro soggetto, e che non poteva ravvisarsi nel comportamento dell'assicurato, che non aveva profittato dell'assicurazione, il di lui "espresso consenso" a che il contraente esercitasse i diritti derivanti dalla polizza, ai sensi del comma 2 dell'art. 1891 c.c.).

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 2007 n. 26253

Responsabilità civile

La polizza di assicurazione stipulata dalla p.a. con un istituto assicuratore, contro gli infortuni di lavoro dei propri dipendenti e funzionari, è una normale assicurazione contro i danni che segue lo schema dell'art. 1891, c.c., atteso che l'interesse assicurato è solamente quello del terzo beneficiario, portatore del rischio, il quale, pur non partecipando alla formazione del contratto, diviene immediatamente parte del rapporto così generato e trae dal medesimo il diritto al pagamento dell'indennità, che può esercitare direttamente nei confronti della società assicuratrice. I diritti derivanti dal contratto così qualificato sono soggetti alla prescrizione annuale, ai sensi del secondo comma dell'art. 2952 c.c., che testualmente dispone come tutti i diritti derivanti dal contratto di assicurazione (e fra questi quello oggetto dell'odierno contendere) si prescrivono in un anno. A ciò aggiungasi che non vi è solidarietà, ai sensi dell'art. 1292, c.c., tra la p.a. stipulante e la società assicuratrice. Difatti, un'obbligazione può dirsi solidale solo ove tra i debitori esista un reciproco mandato avente ad oggetto il pagamento della quota di debito cui ciascuno è tenuto. Sicché la responsabilità solidale implica l'obbligo dei condebitori alla stessa prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto per la totalità, e l'adempimento da parte di uno libera gli altri. Diversamente, nei contratti di assicurazione per conto altrui (o per conto di chi spetta) il beneficiario diventa immediatamente parte del contratto, potendo far valere nei confronti dell'assicurazione tutti i diritti inerenti alla polizza stipulata in suo conto. Il contraente è invece obbligato soltanto al pagamento dei premi assicurativi, ed ha il dovere di informare il terzo beneficiario dell'esistenza della polizza, oltre a dover denunciare tempestivamente l'eventuale sinistro alla compagnia assicuratrice.

Tribunale Bari sez. II  08 giugno 2010 n. 2032  



 
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