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Art. 1893 codice civile: Dichiarazioni inesatte e reticenze senza dolo o colpa grave

Se il contraente ha agito senza dolo o colpa grave, le dichiarazioni inesatte e le reticenze non sono causa di annullamento del contratto, ma l’assicuratore può recedere dal contratto stesso, mediante dichiarazione da farsi all’assicurato nei tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto l’inesattezza della dichiarazione o la reticenza (1).

Se il sinistro si verifica prima che l’inesattezza della dichiarazione o la reticenza sia conosciuta dall’assicuratore, o prima che questi abbia dichiarato di recedere dal contratto, la somma dovuta è ridotta in proporzione della differenza tra il premio convenuto e quello che sarebbe stato applicato se si fosse conosciuto il vero stato delle cose.


Commento

(1) L'assicurato ha agito senza dolo né colpa grave, ma ugualmente ha fornito all’assicuratore una rappresentazione non veritiera della situazione di rischio da assicurare. Proprio perché si configura un’ipotesi di minore gravità rispetto a quella prevista dall’art. 1892 il legislatore non prevede il rimedio dell’annullamento del contratto, ma riconosce all’assicuratore la facoltà di recedere dal contratto.

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Le falsità e reticenze di cui all'art. 1892 c.c. producono l'annullamento del contratto (o la perdita del diritto all'indennizzo, se scoperte dall'assicuratore dopo l'avveramento del rischio) non quando la circostanza taciuta abbia provocato l'evento avverso, ma anche allorché al momento della stipula la falsità appariva astrattamente idonea ad aumentare la relativa probabilità.

Cassazione civile sez. III  06 giugno 2014 n. 12831  

Non può ritenersi reticente l'assicurato che, al momento della stipula del contratto, ometta di segnalare all'assicuratore l'esistenza di sintomi ritenuti dai medici in quel momento ambigui, aspecifici e comunque non allarmanti, a nulla rilevando che successivamente emerga che quei sintomi erano invece determinati da una grave malattia non ancora palesatasi né facilmente accertabile al momento della stipula del contratto stesso.

Cassazione civile sez. III  06 giugno 2014 n. 12838

Nei contratti di assicurazione della responsabilità civile l'estensione della copertura alle responsabilità dell'assicurato scaturenti da fatti commessi prima della stipula del contratto (cosiddetta clausola "claims made") non fa venire meno l'alea e, con essa, la validità del contratto, se al momento della stuipula le parti (e, in specie, l'assicurato) ignoravano l'esistenza di questi fatti, potendosi, in caso contrario, opporre la responsabilità del contraente ex artt. 1892 e 1893 cod. civ. per le dichiarazioni inesatte o reticenti. Cassa con rinvio, App. Roma, 31/07/2007

Cassazione civile sez. III  17 febbraio 2014 n. 3622  

Sussiste la coscienza del valore determinante delle dichiarazioni false o reticenti sul consenso dell'altra parte nei casi in cui l'assicuratore abbia espressamente indicato, nell'apposito questionario, la essenzialità ex artt. 1892 e 1893 c.c. della conoscenza della notizia circa pregressi sinistri della stessa natura subiti dall'assicurato, ovvero, di avere in corso altre polizze a copertura del medesimo rischio, in tal modo richiamando la specifica attenzione dell'assicurato sul punto.

Tribunale Bologna  20 giugno 2012

L'assicuratore il quale, prima della stipula di un'assicurazione sulla vita, sottoponga al contraente un questionario anamnestico per la valutazione del rischio, non ha alcun onere di indicare analiticamente tutti gli stati morbosi che ritiene influenti sul rischio, ma è sufficiente che ponga all'assicurato la generica richiesta di dichiarare ogni stato morboso in atto al momento della stipula o ne raggruppi le specie per tipologie (nella specie: patologie metaboliche) né tale formulazione del questionario può essere interpretata come disinteresse dell'assicuratore alla conoscenza di malattie non espressamente indicate. Ne consegue che, per escludere la reticenza di cui agli art. 1892 e 1893 c.c., non può essere dall'assicurato sottaciuta l'esistenza di una patologia preesistente come il diabete anche se non singolarmente indicata nel questionario anamnestico.

Cassazione civile sez. III  20 dicembre 2011 n. 27578  

In tema di assicurazione sulla vita, non può ritenersi reticente, per i fini di cui all'art. 1892 c.c., la condotta dell'assicurato che al momento della stipula del contratto sottaccia all'assicuratore l'esistenza di sintomi ritenuti dai medici, in quel momento, ambigui, aspecifici e comunque non allarmanti, a nulla rilevando che in prosieguo di tempo emerga che quei sintomi erano provocati da una grave malattia, non accertabile al momento della stipula del contratto se non attraverso specifici e particolari esami.

Cassazione civile sez. III  21 giugno 2011 n. 13604  

Non versa in stato di colpa grave, tanto meno in dolo, il contraente di polizza assicurativa che abbia omesso di riferire una pregressa patologia qualora non sia stato ragionevolmente edotto della rilevanza delle sue risposte da parte dei sanitari. Infatti, la reticenza dell'assicurato in ordine alle circostanze influenti sul rischio è causa di annullamento del contratto ai sensi dell'articolo 1892 c.c., solo se l'assicurato sia in dolo o colpa grave. Perché sia integrato il requisito della colpa grave occorre che l'assicurato sia a conoscenza delle circostanze taciute e abbia la piena consapevolezza dell'importanza delle medesime ai fini della valutazione del rischio dell'assicuratore, dovendo tale rilevanza determinante emergere dal questionario. L'onere probatorio in ordine alla sus sistenza di tali condizioni, che costituiscono il presupposto di fatto e di diritto dell'inoperatività della garanzia assicurativa, è a carico dell'assicuratore.

Tribunale Prato  07 giugno 2011

In tema di contratto di assicurazione che copra le spese per ricoveri da malattia, l'inesattezza delle dichiarazioni o le reticenze cui fanno riferimento gli art. 1892 e 1893 c.c. non necessariamente presuppongono la consapevolezza da parte del contraente di essere affetto dalla specifica malattia che abbia poi dato luogo al sinistro, ma possono essere integrate da qualsiasi circostanza sintomatica del suo stato di salute che l'assicuratore abbia considerato potenzialmente rilevante ai fini della valutazione del rischio, domandandone di esserne informato dal contraente tramite la compilazione di un questionario. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in base a motivazione carente ed incongrua, aveva ritenuto irrilevanti le reticenze dell'assicurata in ordine alla specificazione, in apposito questionario, degli accertamenti diagnostici effettuati in epoca appena precedente alla stipula della polizza, indicati soltanto come "esami di routine", pretermettendo di valutare il contesto patologico che aveva dato luogo a detti accertamenti e conferendo, invece, improprio rilievo alla circostanza che gli stessi esami avevano poi avuto esito negativo).

Cassazione civile sez. III  11 giugno 2010 n. 14069  

L’inesattezza delle dichiarazioni o le reticenze cui fanno riferimento gli artt. 1892 e 1893 c.c. non necessariamente presuppongono, in una polizza che copra le spese per ricoveri da malattia, la consapevolezza da parte del contraente di essere affetto dalla specifica malattia che abbia poi dato luogo al sinistro, ma possono essere integrate da qualsiasi circostanza sintomatica del suo stato di salute che l’assicuratore abbia considerato potenzialmente rilevante ai fini della valutazione del rischio, domandandone di esserne informato dal contraente tramite la compilazione di un questionario.

Cassazione civile sez. III  11 giugno 2010 n. 14069  



 
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