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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1894 codice civile: Assicurazione in nome o per conto di terzi

Nelle assicurazioni in nome o per conto di terzi, se questi hanno conoscenza dell’inesattezza delle dichiarazioni o delle reticenze relative al rischio, si applicano a favore dell’assicuratore le disposizioni degli articoli 1892 e 1893.


Commento

La norma disciplina il caso in cui il contraente ha descritto il rischio all’assicuratore con dichiarazioni inesatte, ed i terzi (assicurato o beneficiario) sono a conoscenza della non correttezza delle dichiarazioni. In tal caso, se il contraente ha agito con volontà, sarà applicato il rimedio dell’annullamento del contratto [v. 1892], in caso contrario sarà possibile per l’assicuratore recedere dal contratto [v. 189


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

La disposizione di cui all'art. 1892 ultimo comma c.c. - ai sensi della quale se l'assicurazione riguarda più persone o più cose, il contratto è valido per quelle persone o per quelle cose alle quali non si riferisce la dichiarazione inesatta o la reticenza - non trova applicazione al caso di specie, in cui le dichiarazioni inesatte o reticenti concernono indistintamente la posizione di tutti gli assicurati. Né la mancata prova della consapevolezza della falsità delle dichiarazioni in capo ai singoli assicurati (amministratori e sindaci) può assumere rilievo ai sensi dell'art. 1894 c.c., atteso che il senso della disposizione in discorso è meramente quello di estendere agli assicurati l'obbligo di informazione e non quello di aggiungere ai presupposti dell'art. 1892 c.c. il requisito della conoscenza da parte degli assicurati o dei beneficiari delle inesattezze e reticenze

Corte appello Milano sez. IV  12 luglio 2011 n. 2105  

Posto che nel contratto di assicurazione di crediti futuri le c.d. dichiarazioni per l'applicazione, rese di volta in volta dall'assicuratore, non hanno ordinariamente altra funzione che di inserire nel rapporto assicurativo le singole operazioni da cui scaturiscono i crediti, incorre in vizio di motivazione la sentenza di merito che, nel caso in cui l'indennizzo sia destinato, in base ad appendici di vincolo, ad un terzo cessionario dei crediti assicurati, ricolleghi a quelle dichiarazioni l'assunzione di un'autonoma garanzia dell'assicuratore verso il terzo circa la "veritas nominis", nell'indimostrato presupposto che le dichiarazioni stesse siano rivolte a favorire la concessione all'assicurato dei finanziamenti a fronte dei quali viene operata la cessione dei crediti.

Cassazione civile sez. I  21 ottobre 1981 n. 5515



 
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