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Art. 1896 codice civile: Cessazione del rischio durante l’assicurazione

Il contratto si scioglie se il rischio cessa di esistere dopo la conclusione del contratto stesso, ma l’assicuratore ha diritto al pagamento dei premi finché la cessazione del rischio non gli sia comunicata o non venga altrimenti a sua conoscenza. I premi relativi al periodo di assicurazione in corso al momento della comunicazione o della conoscenza sono dovuti per intero.

Qualora gli effetti dell’assicurazione debbano avere inizio in un momento posteriore alla conclusione del contratto e il rischio cessi nell’intervallo, l’assicuratore ha diritto al solo rimborso delle spese (1).


Commento

(1) L’articolo disciplina due ipotesi nelle quali il rischio viene a mancare: a) dopo la conclusione e dopo l’inizio dell’efficacia del contratto: in tal caso, venendo a cessare il rischio, viene meno la causa del contratto; b) dopo la conclusione ma prima che il contratto abbia iniziato la sua efficacia. In entrambi i casi il contratto si scioglie ma differenti sono le conseguenze per quanto riguarda i premi ai quali ha diritto l’assicuratore. Nel primo caso, l’assicurato è obbligato al pagamento del premio relativamente al momento in cui comunica all’assicuratore la cessazione del rischio; nel secondo caso, l’assicuratore ha diritto solo al rimborso delle spese.

 

 


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

Qualora un soggetto a garanzia dell’adempimento di obbligazioni scaturenti dal contratto di appalto abbia contratto una polizza fideiussoria, l’obbligo di pagamento del premio persiste fino a quando l’ente beneficiario non abbia restituito alla compagnia assicuratrice la polizza o la dichiarazione liberatoria da ogni eventuale responsabilità. Ciò non necessita di specifica approvazione scritta in quanto attenendo alla durata del contratto costituisce una specifica applicazione dell’art. 1896 c.c., persistendo per contro l’obbligo per il fideiussore di tenersi pronto a garantire l’adempimento stesso. Pertanto, non può essere accolta l’opposizione a decreto ingiuntivo della compagnia assicuratrice da parte dell’obbligata per il pagamento della polizza fideiussoria.

Tribunale Roma sez. X  02 marzo 2007

È lecita la clausola di una polizza fideiussoria cauzionale che riproduca il disposto dell'art. 1896 c.c., il quale prevede che l'assicuratore ha diritto al pagamento dei premi finché la cessazione del rischio e il conseguente scioglimento del contratto non gli sia comunicata: inconferente è il rilievo che la polizza sia stata stipulata per pubblici appalti soggetti alla legge n. 741 del 1981 aventi un inizio e una fine predeterminati.

Corte appello Milano  25 maggio 2004

La pretesa della risoluzione del contratto non necessariamente cagiona l'estinzione della garanzia o la nullità originaria di una polizza fideiussoria, posto che in questo genere di contratti viene assicurato il rischio derivante dall'inadempimento di qualsiasi obbligazione nascente dal titolo contrattuale, anche se di natura risarcitoria, come quella che sopravvive alla risoluzione del contratto e che scaturisce autonomamente dall'inadempimento.

Tribunale Monza sez. I  06 aprile 2002

Assicurazione

Il trasferimento di una impresa in altra sede fa presumere di norma la cessazione del rischio per tutti i contratti assicurativi stipulati per l'esercizio dell'impresa: non solo di quelli in cui il rischio sia legato a singoli beni materiali esistenti nella sede abbandonata (ad esempio, assicurazione cristalli o macchinari), ma anche di quelli in cui il rischio sia inerente l'attività di impresa nel suo complesso (ad esempio, assicurazione della responsabilità civile). Ne consegue che il suddetto trasferimento comporta lo scioglimento dei suddetti contratti per cessazione del rischio, a meno che chi vi abbia interesse non deduca e dimostri che il trasferimento della sede dell'impresa ha lasciato inalterata la consistenza del rischio assicurato. (Cassa App. Torino 18 aprile 2003).

Cassazione civile sez. III  08 settembre 2008 n. 22649  

Nell’ipotesi di modifica dello stato dei luoghi, i contratti di assicurazione stipulati con esplicito riferimento ad una data ubicazione dell’attività assicurata vanno quanto meno rinegoziati, fermo restando il diritto di ognuna delle parti di recedere, dimostrando il mutamento del rischio assicurato.

Cassazione civile sez. III  08 settembre 2008 n. 22649  

Ai sensi dell'art. 1896 c.c., nel caso di cessazione del rischio assicurativo, ovvero nell'analogo caso della sopravvenuta inassicurabilità del rischio medesimo, lo scioglimento del contratto si verifica "ipso iure", senza necessità di una manifestazione di volontà delle parti e malgrado un'eventuale volontà contraria, restando esclusa ogni possibilità per le parti di mantenere in vita un'assicurazione senza rischio.

Cassazione civile sez. III  29 marzo 2005 n. 6561  

Per il disposto dell'art. 1896 c.c. la cessazione del rischio comporta "ipso iure" lo scioglimento del contratto di assicurazione senza necessità di una manifestazione di volontà in tale senso, fermo restando, in deroga al principio della sinallagmaticità, il limitato obbligo a carico dell'assicurato della corresponsione del premio relativo al periodo assicurativo in corso, periodo che coincide con il lasso di tempo al quale le parti hanno rapportato e commisurato il premio.

Cassazione civile sez. III  21 maggio 1998 n. 5081

La nullità del contratto di assicurazione per inesistenza del rischio, ai sensi dell'art. 1895 c.c., si verifica quando tale inesistenza sia in atto al momento della stipulazione, mentre, se essa intervenga successivamente, ancorché prima del momento in cui diviene efficace la copertura assicurativa, si produce lo scioglimento del contratto stesso, a norma dell'art. 1896 c.c..

Cassazione civile sez. I  03 luglio 1991 n. 7300



 
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