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Art. 1897 codice civile: Diminuzione del rischio

Se il contraente comunica all’assicuratore mutamenti che producono una diminuzione del rischio tale che, se fosse stata conosciuta al momento della conclusione del contratto, avrebbe portato alla stipulazione di un premio minore, l’assicuratore, a decorrere dalla scadenza del premio o della rata di premio successiva alla comunicazione suddetta, non può esigere che il minor premio, ma ha facolta’ di recedere dal contratto entro due mesi dal giorno in cui è stata fatta la comunicazione.

La dichiarazione di recesso dal contratto ha effetto dopo un mese (1).


Commento

Diminuzione del rischio: si realizza quando si verificano mutamenti nella situazione oggettiva o soggettiva dell’assicurato da cui deriva una riduzione della probabilità che l’evento si realizzi.

 

(1) La norma disciplina l’ipotesi in cui, durante il contratto, il rischio assicurato si modifica in modo da risultare meno probabile che l’evento si verifichi. Qualora il rischio avesse avuto tali caratteristiche al momento della conclusione del contratto, l’assicuratore avrebbe chiesto un premio minore. Dal momento in cui è data comunicazione all’assicuratore della diminuzione del rischio, questi può tenere due comportamenti: a) applicare per il futuro un minor premio, oppure; b) decidere di recedere dal contratto.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

La modifica del rischio assunto è rilevante nel contratto di assicurazione tipico, non anche nell'assicurazione fideiussoria, che ha come causa non già il rischio assunto dal primo fideiussore bensì la garanzia dell'adempimento del debitore principale.

Cassazione civile sez. III  21 aprile 2006 n. 9371  

La modifica del rischio assunto è rilevante nel contratto di assicurazione tipico, mentre nessun rilievo svolge nell'assicurazione fideiussoria, che ha come causa non il rischio assunto dal primo fideiussore, ma la garanzia dell'adempimento del debitore principale; da ciò discende, fra l'altro, che la riduzione della garanzia in capo al primo fideiussore non si riflette automaticamente sulla controgaranzia, ove questi, nonostante la disposta riduzione, garantisca ancora un adempimento del debitore principale per una somma superiore o pari alla somma controgarantita originariamente dal secondo fideiussore, salvo una espressa diversa volontà delle parti. (Nella specie, a seguito della garanzia autonoma prestata da un istituto di credito per l'adempimento di un contratto di appalto concluso da un'impresa italiana con un committente arabo, alcune società di assicurazione avevano prestato analoga garanzia a favore di detto istituto per l'ipotesi che esso venisse escusso; la S.C., in applicazione del principio soprariportato, ha respinto il ricorso di dette società che pretendevano di vedere ridotto l'impegno preso per essere stato modificato il rischio assunto dal primo fideiussore).

Cassazione civile sez. III  17 maggio 2001 n. 6757

Previdenza ed assistenza

Ai sensi dell'art. 12 del d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, il datore di lavoro - sul quale incombe l'onere di portare a conoscenza dell'Inail, in base al principio generale di cui all'art. 1897 c.c., gli elementi di variazione che determinano una diminuzione del rischio - non può ripetere dall'Istituto i premi pagati in eccedenza, per effetto di un erroneo inquadramento da questo operato, se non a far tempo dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale fu spedita l'istanza di rettifica.

Cassazione civile sez. lav.  28 settembre 1995 n. 10248  

In virtù dell'art. 12 t.u. n. 1124 del 1965 il datore di lavoro, sul quale grava l'onere, ex art. 1897 c.c., di far conoscere all'Inail gli elementi di variazione producenti una diminuzione del rischio, non può ripetere dall'ente i premi pagati in eccedenza per effetto di erroneo inquadramento da questo operato, se non a far tempo dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale fu spedita l'istanza di rettifica.

Cassazione civile sez. lav.  28 settembre 1995 n. 10248  



 
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