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Art. 1899 codice civile: Durata dell’assicurazione

L’assicurazione ha effetto dalle ore ventiquattro del giorno della conclusione del contratto alle ore ventiquattro dell’ultimo giorno della durata stabilita nel contratto stesso (1). L’assicuratore, in alternativa ad una copertura di durata annuale, può proporre una copertura di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura del contratto annuale. In questo caso, se il contratto supera i cinque anni, l’assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con effetto dalla fine dell’annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata.
Il contratto può essere tacitamente prorogato una o più volte, ma ciascuna proroga tacita non può avere una durata superiore a due anni (2).
Le norme del presente articolo non si applicano alle assicurazioni sulla vita.


Commento

(1) Circa il concetto di durata in campo assicurativo è opportuno distinguere tra: a) durata formale: essa ha inizio nel momento in cui il contratto è concluso e termina alla scadenza del periodo previsto (es.: nell’assicurazione danni la durata formale è in genere di un anno); b) durata sostanziale, dà rilievo agli effetti del contratto. Il rapporto assicurativo può infatti iniziare in un momento successivo rispetto alla conclusione del contratto anche quando l’efficacia del contratto è subordinata a termini o condizioni.

 

(2) La proroga tacita è introdotta nell’interesse di entrambe le parti al fine di evitare che il contratto si estingua e, successivamente, si debba stipulare un nuovo contratto con le stesse caratteristiche del precedente. La proroga tacita deve essere limitata nella durata al massimo di due anni ogni volta.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Il contratto di assicurazione è nullo se l'evento rischioso assicurato si è già verificato, al momento della sua stipula; infatti, da un lato il contratto assicurativo è privo della sua funzione causale e dall'altra ha perso il carattere dell'aleatorietà suo proprio. Nel caso di specie, pertanto, si è ritenuto non coperto dalla garanzia un incidente stradale accaduto prima della stipula del contratto assicurativo i cui effetti erano stati pattiziamente retrodatati.

Cassazione civile sez. III  30 giugno 2011 n. 14410  

La disposizione dell'art. 1899 c.c. (a norma della quale l'assicurazione ha effetto dalle ore 24 del giorno della conclusione del contratto), poiché non involge un interesse generale e cogente, non esclude una pattuizione scritta anticipatrice degli effetti contrattuali. Infatti, il potere dell'agente di assicurazione di concludere un contratto ricomprende la possibilità di specificare pattiziamente l'ora di decorrenza del medesimo e la prova di tale deroga deve essere data per iscritto, senza la possibilità di fare ricorso a testimonianze o a presunzioni.

Cassazione civile sez. III  10 giugno 2005 n. 12305

In tema di assicurazione obbligatoria r.c.a., e con riguardo alla controversia che l'assicurato promuova per l'accertamento dell'avvenuta disdetta alla naturale scadenza del contratto, onde evitarne la proroga tacita di cui all'art. 1899, comma 2, c.c., la prova di tale disdetta può essere fornita anche con riferimento all'esistenza di tempestive ed inequivoche manifestazioni tacite di volontà, evidenzianti una volontà contraria alla prosecuzione del rapporto, considerato che, allo scioglimento del rapporto "per facta concludentia", non è di ostacolo l'assoggettamento del contratto di assicurazione alla forma scritta "ad probationem" (a differenza di quanto si verifica nei casi di forma scritta richiesta "ad substantiam"), e che la forma della raccomandata spedita con preavviso di sei mesi per l'esercizio della facoltà di recesso è prevista dalla norma sopracitata con esclusivo riferimento ai contratti di durata superiore ai dieci anni. Perché possa legittimamente predicarsi la validità e l'efficacia della disdetta tacita è, peraltro, necessario che essa intervenga prima della scadenza del termine finale del contratto, ed ancora che essa si concretizzi in fatti del tutto incompatibili con la volontà di avvalersi della proroga tacita del contratto stesso.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2001 n. 7278

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli, e con riguardo alla controversia che l'assicurato promuova per l'accertamento dell'avvenuta disdetta alla naturale scadenza del contratto, onde evitarne la proroga tacita di cui all'art. 1899, comma 2, c.c., la prova di tale disdetta può essere fornita anche con riferimento all'esistenza di tempestive ed inequivoche manifestazioni tacite di volontà, evidenzianti una volontà un'intenzione contraria alla prosecuzione del rapporto, considerato che, allo scioglimento del rapporto per "facta concludentia", non è di ostacolo l'assoggettamento del contratto di assicurazione alla forma scritta "ad probationem" (a differenza di quanto si verifica nei casi di forma scritta richiesta "ad substantiam"), ed altresì, che la forma della raccomandata spedita con preavviso di sei mesi per l'esercizio della facoltà di recesso è prevista dalla norma sopracitata con esclusivo riferimento ai contratti di durata superiore ai dieci anni. Perché possa legittimamente predicarsi la validità e l'efficacia della disdetta tacita è, peraltro, necessario che essa intervenga prima della scadenza del termine finale del contratto, ed ancora che essa si concretizzi in fatti del tutto incompatibili con la volontà di avvalersi della proroga tacita del contratto stesso, essendo la valutazione dell'idoneità di tali fatti a manifestare in modo inequivoco la volontà del disdettante rimessa al giudice di merito, con apprezzamento incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2001 n. 7278  

La norma di cui all'art. 1899 c.c., pur rispondendo ad esigenze di certezza e di chiarezza operativa, non involge, tuttavia, un interesse preminente e generale, tale da attribuirle carattere di cogenza; in essa non trova dunque ostacolo la pattuizione anticipatrice della decorrenza degli effetti contrattuali.

Cassazione civile sez. I  24 dicembre 1994 n. 11142  

Obbligazioni e contratti

Nei contratti di durata (nella specie, un contratto di somministrazione), qualora le parti convengano che, in caso di mancata disdetta, il rapporto si protrae nel tempo per il periodo da esse predeterminato (c.d. pactum renovandi), la rinnovazione è effetto della clausola contrattuale ed il rapporto prosegue, alle condizioni inizialmente stabilite, per effetto dell'originaria volontà contrattuale; se invece manca la predetta clausola, ma ciò nonostante le parti, dopo la scadenza, manifestano per fatti concludenti la volontà di continuare il rapporto, questo prosegue per tacito accordo, secondo il principio generale, codificato negli art. 1597, 1677, 1899 c.c. e nell'art. 2097 c.c. previgente, per cui, in mancanza di espresso patto contrario, i contratti di durata, se non disdettati in tempo utile, si rinnovano tacitamente per il tempo previsto nel contratto stesso o dagli usi, oppure a tempo indeterminato, ed il nuovo rapporto è regolato dalle stesse clausole contenute nell'originaria convenzione, salvo quelle escluse dalla volontà espressa delle parti o dalla legge, o per incompatibilità o per esaurimento della loro funzione.

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2005 n. 15797  



 
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