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Art. 1905 codice civile: Limiti del risarcimento

L’assicuratore è tenuto a risarcire, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto, il danno sofferto dall’assicurato in conseguenza del sinistro.

L’assicuratore risponde del profitto sperato solo se si è espressamente obbligato (1).


Commento

(1) L’articolo mette in evidenza la natura indennitaria propria dell’assicurazione contro i danni; la funzione fondamentale dell’assicurazione è, infatti, reintegrare il patrimonio dell’assicurato dal danno subito in seguito ad un determinato evento.

Nel contratto è stabilito il limite massimo della somma che l’assicuratore dovrà versare all’assicurato in caso di sinistro.

 

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

In tema di assicurazione contro i danni, quando le parti elevino a condizione sospensiva della "liquidazione del danno", da parte dell'assicuratore, la circostanza futura ed incerta dell'inizio di un procedimento penale a carico dell'assicurato per reato riguardante i fatti generatori del danno, l'avveramento della condizione non osta all'esercizio del solo diritto al pagamento di quanto dovuto dall'assicuratore, né del diritto dell'assicurato all'indennizzo, giacché la loro coincidenza comporta che la prescrizione di tale unitario diritto resti interrotta - a norma dell'art. 2935 cod. civ. - fino al passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento dell'assicurato, identificandosi il suo diritto all'indennizzo con quello a vedersi risarcire, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto, il danno sofferto in conseguenza del sinistro. Cassa con rinvio, App. Firenze, 14/12/2007

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15921

In caso di assicurazione del medesimo rischio presso diversi assicuratori, il doloso inadempimento dell'obbligo imposto all'assicurato dall'art. 1910 c.c. di avvisare ciascun assicuratore dell'esistenza delle altre assicurazioni ed altresì, in caso di sinistro, di quello di farne avviso a ciascun assicuratore, comunicandogli i nomi degli altri, presuppone la consapevolezza della sussistenza di tale obbligo e la cosciente volontà di non osservarlo ed è diretto ad evitare che l'assicurato possa percepire una molteplicità di indennizzi dai singoli assicuratori, ignari della pluralità di contratti, in contrasto con il principio indennitario posto dall'art. 1905 c.c.

Tribunale Milano  23 ottobre 2013

In caso di assicurazione del medesimo rischio presso diversi assicuratori, il doloso inadempimento dell'obbligo imposto all'assicurato dall'art. 1910 c.c. di avvisare ciascun assicuratore dell'esistenza delle altre assicurazioni ed altresì, in caso di sinistro, di quello di farne avviso a ciascun assicuratore, comunicandogli i nomi degli altri, presuppone la consapevolezza della sussistenza di tale obbligo e la cosciente volontà di non osservarlo ed è diretto ad evitare che l'assicurato possa percepire una molteplicità di indennizzi dai singoli assicuratori, ignari della pluralità di contratti, in contrasto con il principio indennitario posto dall'art. 1905 c.c.

Tribunale Treviso  01 luglio 2013 n. 116

L'assicuratore contro il rischio di furto, in caso di sottrazione di capi di abbigliamento da un esercizio commerciale assicurato, è tenuto a corrispondere un indennizzo quantificato in misura corrispondente al costo di acquisto delle merci da parte del negoziante e non in misura corrispondente al prezzo di rivendita al pubblico, poiché a norma dell'art. 1905 comma 2 c.c., l'assicuratore non risponde del profitto sperato, se non nel caso in cui si sia espressamente obbligato in tal senso.

Cassazione civile sez. VI  26 marzo 2012 n. 4828  

La clausola di un contratto di assicurazione della responsabilità civile contrattuale, a mente della quale la garanzia assicurativa è prestata per ogni sinistro di importo rientrante tra un ammontare minimo ed uno massimo, va interpretata nel senso che la nozione di "sinistro", adottata dalle parti, non possa che essere riferita all'evento di danno considerato unitariamente, e non scomposto nei singoli episodi che ne integrano l'essenza giuridico-economica, rappresentata dalla perdita patrimoniale subita dal danneggiato, senza che assuma rilievo, in proposito, la circostanza del frazionamento dell'unica condotta criminosa, integrante gli estremi della fattispecie a formazione progressiva. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso la garanzia per i danni causati a terzi dal dipendente dell'assicurato, sul presupposto che pur avendo questi commesso molteplici furti, ciascuno di essi aveva causato danni inferiori all'ammontare della franchigia contrattuale).

Cassazione civile sez. III  29 settembre 2011 n. 19865  

L'interpretazione di un contratto di assicurazione deve procedere, in ragione della natura sinallagmatica del vincolo, alla luce del principio di necessaria corrispondenza tra ammontare del premio dovuto dall'assicurato e contenuto dell'obbligazione dell'assicuratore, sicché proprio la determinazione del premio di polizza assume valore determinante ai fini dell'individuazione del tipo e del limite massimo del rischio assicurato, onde possa reputarsi in concreto rispettato l'equilibrio sinallagmatico tra le reciproche prestazioni. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, con motivazione carente e contrastante con gli ordinari canoni ermeneutici, aveva attribuito insufficiente rilievo alla circostanza costituita dalla corrispondenza del premio corrisposto dall'assicurato per una polizza-furto al tipo di garanzia cd. "a primo rischio assoluto", che la compagnia assicuratrice aveva asserito non essere coperta dallo stipulato contratto di assicurazione contro i danni).

Cassazione civile sez. III  30 aprile 2010 n. 10596  



 
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