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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1906 codice civile: Danni cagionati da vizio della cosa

Salvo patto contrario, l’assicuratore non risponde dei danni prodotti da vizio intrinseco della cosa assicurata, che non gli sia stato denunziato.

Se il vizio ha aggravato il danno, l’assicuratore, salvo patto contrario, risponde del danno nella misura in cui sarebbe stato a suo carico, qualora il vizio non fosse esistito (1).


Commento

(1) L’articolo considera i vizi della cosa in relazione ai danni prodotti dal sinistro. Qualora i vizi della cosa assicurata — non conosciuti dall’assicuratore — abbiano determinato il sinistro oppure, pur non avendo causato il sinistro, abbiano comunque determinato danni più gravi, l’assicuratore comunque non risponde di tali maggiori danni.

Nel caso in cui i vizi della cosa abbiano invece comportato un aggravamento del rischio, è necessario tenere conto: della gravità del vizio, e del fatto che il contraente abbia agito o meno con dolo o colpa grave.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

L'art. 1906 c.c., ove prevede, in tema di assicurazione contro i danni, che l'assicuratore non risponde, salvo patto contrario, del pregiudizio prodotto da vizio intrinseco della cosa assicurata, non è suscettibile di applicazione estensiva alla assicurazione della responsabilità civile, nella quale manca la cosa assicurata ed il bene del destinatario della copertura assicurativa viene in considerazione al diverso fine di circoscrivere la relativa garanzia, con riferimento alla responsabilità risarcitoria verso terzi per fatti connessi alla proprietà od al godimento del bene medesimo.

Cassazione civile sez. I  06 febbraio 1990 n. 797

Nell'assicurazione contro i danni (nella specie, da furto) la liquidazione del danno ad opera di un collegio di periti, se non sia accettata dalle parti, non trasforma il debito dell'assicuratore in debito di valuta e non impedisce al giudice di liquidare l'ulteriore danno derivante da svalutazione monetaria.

Tribunale Milano  20 luglio 1978



 
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