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Art. 1907 codice civile: Assicurazione parziale

Se l’assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del sinistro, l’assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente convenuto (1).


Commento

Assicurazione parziale: si ha quando la somma assicurata è inferiore al valore assicurabile. L’indennità dovuta in questo caso è calcolata con la regola proporzionale.

 

(1) Per determinare la somma che l’assicuratore deve corrispondere all’assicurato al fine di risarcire il danno, è necessario tenere conto di quanto è stabilito nel contratto. È possibile che le parti, al momento della conclusione del contratto, decidano di assicurare le cose per una somma inferiore al loro valore, oppure che nel corso della durata del contratto si sia verificato un aumento del valore della cosa assicurata. In entrambe le ipotesi si parla di sottoassicurazione. In questo caso si applica la regola proporzionale per calcolare il risarcimento dovuto, e l’indennità corrisposta dall’assicuratore è rapportata solo ad una parte del valore.  Le parti possono però nel contratto stabilire di non rispettare la regola proporzionale.

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

La stipula di una polizza stimata ex art. 1908 cod. civ., che ha lo scopo di determinare convenzionalmente il valore assicurabile, non è incompatibile con l'assicurazione parziale di cui all'art. 1907 cod. civ., nella quale il valore assicurato rappresenta solo una parte del valore della cosa. Rigetta, App. Milano, 10/10/2006

Cassazione civile sez. III  12 novembre 2013 n. 25405

In tema di assicurazione della responsabilità civile per danni prodotti a terzi da cose, il valore dell'edificio per il quale l'assicurato intende essere coperto da assicurazione non incide nè sul rischio in senso tecnico (cioè sulla probabilità di verificazione del sinistro), nè sulla stessa entità della prestazione dell'assicuratore (e quindi sul premio), in quanto in tale tipo di contratto l'ammontare massimo dell'eventuale esposizione debitoria dell'assicurato - e perciò dell'obbligazione dell'assicuratore di liberarlo dal debito che lo ha colpito - non è determinato in funzione del valore del bene, ma dei danni subiti dal terzo. Ne consegue che in siffatto tipo di assicurazione non può trovare applicazione la norma di cui all'art. 1907 c.c. e l'unica possibilità di introdurre un limite convenzionale alla garanzia prestata dall'assicuratore è costituita dal massimale previsto in contratto.

Cassazione civile sez. I  19 agosto 1995 n. 8958  

Con riguardo a polizza di assicurazione contro i danni cosiddetta "a primo rischio", ciò con patto di deroga, in favore dell'assicurato, della regola della proporzionale riduzione dell'indennizzo in caso di inferiorità del valore assicurato rispetto a quello reale (art. 1907 c.c.), deve ritenersi nulla, e quindi come non apposta nella polizza medesima, la clausola che non si limiti a fissare un eventuale "tetto" del valore reale, oltre il quale riprenda vigore detta regola, ma escluda l'indennizzo per il solo fatto che il medesimo valore reale superi il massimale, atteso che siffatta clausola è radicalmente incompatibile con l'indicato patto di deroga, comportando per l'assicurato un trattamento deteriore anche rispetto a quello che avrebbe in difetto della deroga stessa.

Cassazione civile sez. I  05 gennaio 1991 n. 44  

Qualora una medesima polizza contenga due distinti contratti assicurativi, concernenti, rispettivamente, i danni di un edificio e la responsabilità civile per i danni arrecati a terzi dall'edificio stesso, la clausola la quale, riproducendo la norma dell'art. 1907 c.c. prevede la riduzione dell'indennizzo a carico dell'assicuratore per il caso in cui l'assicurazione copra soltanto una parte del valore della cosa assicurata al momento del sinistro, riguarda esclusivamente il primo contratto per il quale soltanto può parlarsi di sottoassicurazione e non anche il contratto di assicurazione contro la responsabilità civile, rispetto al quale il valore dell'immobile non può essere assunto quale parametro di valutazione, essendo il rischio assicurato con quest'ultimo negozio in relazione con il diritto del terzo danneggiato.

Tribunale Napoli  25 novembre 1989

La regola proporzionale prevista dall'art. 1907 c.c. riguarda esclusivamente le assicurazioni contro i danni a cose, per le quali soltanto può parlarsi di sottoscrizione, e non anche l'assicurazione di responsabilità civile, nella quale il valore della cosa assicurata non può essere assunto a parametro della valutazione dei danni in quanto il rischio è in relazione con il diritto del terzo danneggiato.

Tribunale Napoli  26 gennaio 1986

La previsione dell'art. 1907 c.c. è applicabile esclusivamente alle assicurazioni contro i danni a cose, per le quali solo può parlarsi di sottrazione e non anche all'assicurazione di responsabilità civile nella quale il valore della cosa non costituisce parametro per alcuno dei danni enunciati dal contratto.

Tribunale Napoli  26 gennaio 1986

In tema di assicurazione contro gli infortuni, l'indagine diretta a stabilire se il massimale fissato dalla polizza, come limite della prestazione dell'assicuratore in caso d'invalidità, prescinda dal grado dell'invalidità stessa, tanto da essere integralmente dovuto anche in ipotesi d'invalidità parziale, con danno pari o superiore al massimale medesimo ovvero si riferisca solo all'invalidità totale sì da dover essere proporzionalmente ridotto in ipotesi d'invalidità parziale, va condotta alla stregua dei fatti contrattuali, ed a prescindere dalle disposizioni dell'art. 1907 c.c., sulla cosiddetta assicurazione parziale, le quali operano esclusivamente nel campo dell'assicurazione contro i danni.

Cassazione civile sez. I  18 febbraio 1982 n. 1022  



 
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