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Art. 191 codice civile: Scioglimento della comunione

La comunione (1) si scioglie (2) per la dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi, per l’annullamento, per lo scioglimento (3) o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni (4), per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi (5).

Nel caso di azienda di cui alla lettera d) dell’articolo 177, lo scioglimento della comunione può essere deciso, per accordo dei coniugi, osservata la forma prevista dall’articolo 162.


Commento

Assenza: [v. 49]; Morte presunta (dichiarazione): [v. 58]; Annullamento (del matrimonio): [v. 89]; Scioglimento (del matrimonio): [v. 149]; Separazione personale: [v. 150]; Separazione giudiziale dei beni: [v. 193]; Azienda: [v. 177].

 

Scioglimento della comunione: le cause di scioglimento previste dall’articolo non pongono termine alla comunione; essa viene meno solo con la successiva e separata vicenda della divisione, regolata dall’art. 194. Per (—) deve intendersi la cessazione del regime legale di comunione, per cui gli acquisti compiuti successivamente da ciascuno dei coniugi non cadono più in comunione.

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 70) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) Le cause di scioglimento previste dalla norma sono tassative ed operano di diritto (con effetto immediato, non appena si verificano).

 

(3) Nel caso in cui il divorzio sia stato preceduto dalla separazione personale dei coniugi, la comunione legale si era già sciolta nel momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

 

(5) La cessazione del regime di comunione nell’ipotesi di separazione giudiziale ha efficacia dal momento della proposizione della domanda giudiziale.

 

(6) Se la sentenza dichiarativa del fallimento è stata pronunziata prima del matrimonio, essa impedisce la stessa costituzione della comunione legale fra i coniugi. La sentenza di fallimento pronunziata dopo il matrimonio produce i suoi effetti dal giorno della sua emanazione.

 


Giurisprudenza annotata

Imposta di registro

In tema di benefici fiscali "prima casa" di cui all'art. 1, nota II bis, lett. b), della Tariffa allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, al verificarsi della separazione legale, la comunione tra coniugi di un diritto reale su un immobile, ancorché originariamente acquistato in regime di comunione legale, deve essere equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni suddette, atteso che la facoltà di usare il bene comune, che non impedisca a ciascuno degli altri comunisti di "farne parimenti uso" ai sensi dell'art. 1102 cod. civ., non consente di destinare la casa comune ad abitazione di uno solo dei comproprietari, per cui la titolarità della quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfare le esigenze abitative. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Milano, 26/01/2009

Cassazione civile sez. trib.  19 febbraio 2014 n. 3931  

 

In tema di imposta di registro relativa ad atti giudiziari, l'agevolazione di cui all'art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74, opera con riferimento a tutti i provvedimenti "relativi" al procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio, compresi quelli (nella specie, la divisione giudiziale con attribuzione della casa coniugale in proprietà esclusiva al contribuente) pronunciati fuori dallo stesso, purché rivolti a regolare rapporti economici insorti tra i coniugi a cagione della loro lite matrimoniale. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Bologna, 07/05/2007

Cassazione civile sez. trib.  05 giugno 2013 n. 14157

 

 

Coniugi

I coniugi non possono sciogliere consensualmente il fondo patrimoniale in presenza di figli minori, o anche solo concepiti, i quali, pertanto, sono legittimati a dedurne la conseguente l'invalidità. Cassa con rinvio, App. Trento, 08/02/2012

Cassazione civile sez. I  08 agosto 2014 n. 17811  

 

Il passaggio in giudicato della sentenza di separazione è il fatto costitutivo del diritto del coniuge allo scioglimento della comunione familiare, anche se i beni da dividere siano solo genericamente indicati (nella specie, mobili presenti nell'appartamento comune), in quanto la loro specifica individuazione appartiene alla fase attuativa della divisione. Cassa con rinvio, App. Roma, 28/11/2006

Cassazione civile sez. II  18 febbraio 2014 n. 3808  

 

In tema di scioglimento della comunione legale tra coniugi, il credito verso il coniuge socio di una società di persone, a favore dell'altro coniuge in comunione "de residuo", è esigibile al momento della separazione personale, che è causa dello scioglimento della comunione, ed è quantificabile nella metà del plusvalore realizzato a tale momento, consentendosi altrimenti al coniuge-socio di procrastinare "sine die" la liquidazione della società o di annullarne il valore patrimoniale. Rigetta, App. Brescia, 28/01/2008

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2013 n. 6876  

 

 

Esecuzione forzata

La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l'espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene (o di più beni) in comunione abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene staggito all'atto della sua vendita od assegnazione e diritto del coniuge non debitore alla metà della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo, in caso di assegnazione (principio affermato ai sensi dell'art. 363 c.p.c.).

Cassazione civile sez. III  14 marzo 2013 n. 6575  

 



 
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