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Art. 1915 codice civile: Inadempimento dell’obbligo di avviso o di salvataggio

L’assicurato che dolosamente non adempie l’obbligo dell’avviso o del salvataggio perde il diritto all’indennità.

Se l’assicurato omette colposamente di adempiere tale obbligo, l’assicuratore ha diritto di ridurre l’indennità in ragione del pregiudizio sofferto.


Commento

(1) L’articolo disciplina le conseguenze che derivano dall’inosservanza da parte dell’assicurato dell’onere di denuncia del sinistro e dell’onere di salvataggio. Diverse sono le conseguenze secondo che il soggetto abbia agito con dolo o con semplice colpa: nel primo caso l’assicurato perde totalmente il diritto alla prestazione dell’assicuratore; se invece l’assicurato ha agito solo con negligenza, la sanzione consisterà in una riduzione della prestazione dell’assicuratore.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Ai fini della perdita del diritto all'indennità assicurativa, ai sensi dell'art. 1915, primo comma, cod. civ., non occorre lo specifico e fraudolento intento di arrecare danno all'assicuratore, ma è sufficiente la consapevolezza dell'obbligo previsto dalla norma e la cosciente volontà di non osservarlo. (Nella specie, relativa ad una polizza contro i rischi di insolvenza nei rapporti commerciali, la corte territoriale aveva accertato che l'assicurata, omettendo di comunicare tempestivamente alla assicuratrice l'insolvenza della cliente, aveva potuto pattuire con questa nuove condizioni di rientro delle esposizioni, evitando la revoca del fido con la assicuratrice medesima, circostanze che avevano condotto a ritenere che l'omissione di comunicazione era consapevole e non una mera dimenticanza). Rigetta, App. Milano, 22/07/2010

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17088

In tema di assicurazione contro in danni, l’inosservanza, da parte dell’assicurato, dell’obbligo di dare avviso del sinistro, secondo le specifiche modalità previste dalla clausola di polizza, non può implicare, di per sé, la perdita della garanzia assicurativa, occorrendo a tal fine accertare se detta inosservanza abbia carattere doloso o colposo, dato che, nella seconda ipotesi, il diritto all’indennità non viene meno, ma si riduce in ragione del pregiudizio sofferto dall’assicuratore, ai sensi dell’art. 1915 c.c., comma 2.

Tribunale Foggia sez. I  21 novembre 2013 n. 1669  

L'inadempimento dell'obbligo di dare avviso del sinistro all'impresa di assicurazione non può implicare, di per sé, la perdita della garanzia assicurativa, occorrendo a tal fine accertare se detta inosservanza abbia carattere doloso o colposo. In merito deve rilevarsi che, affinché l'assicurato possa essere ritenuto dolosamente inadempiente all'obbligo di dare avviso, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1915, comma 1, c.c. (perdita del diritto all'indennità) non si richiede lo specifico e fraudolento intento di recare danno all'assicuratore, in quanto all'uopo è sufficiente la consapevolezza dell'indicato obbligo e la cosciente volontà di non osservarlo, con onere della prova a carico dell'assicuratore. Ne consegue che per l'assicuratore, ai fini di far dichiarare la perdita del diritto all'indennità per violazione dolosa dell'obbligo di tempestivo avviso di sinistro, non è sufficiente invocare tale violazione.

Corte appello Napoli  11 luglio 2013

L'obbligo dell'assicurato di denunciare il sinistro entro tre giorni ai sensi dell'art. 1913 c.c., ove omesso colposamente e non dolosamente, può implicare soltanto, ai sensi dell'art. 1915 comma 2 c.c., il diritto dell'assicuratore a una riduzione dell'indennità in ragione del pregiudizio effettivamente subito e da dimostrarsi. Ne consegue che, anche a fronte di contraria clausola contrattuale in polizza, ove l'assicuratore non dimostri il dolo dell'assicurato, la garanzia assicurativa è pienamente operante, nonostante il ritardo di denuncia dell'assicurato.

Tribunale Bologna  21 giugno 2012

Dal combinato disposto degli art. 1913 e 1915 c.c. non scaturisce alcun automatismo a sfavore dell'assicurato, con la conseguenza che, anche nel caso di tardiva o incompleta denuncia del sinistro, egli perde l'indennità soltanto se tale mancata denuncia sia dolosa, mentre, nel caso di semplice leggerezza o negligenza, la tardiva denuncia determina una decurtazione dell'indennizzo nei limiti del pregiudizio effettivamente sofferto dall'assicuratore per tale ragione.

Tribunale Campobasso  02 febbraio 2012

La clausola inserita nel contratto di assicurazione, con la quale si impongono all'assicurato particolari modalità od oneri per l'assolvimento dell'obbligo di avviso di cui all'art. 1915 c.c., non può avere l'effetto di ridurre l'ambito della copertura assicurativa. Pertanto, anche in caso di sua violazione, l'assicuratore può rifiutare o ridurre il pagamento dell'indennizzo soltanto ove deduca e dimostri che un tempestivo avviso gli avrebbe consentito di limitare il danno indennizzabile. (Cassa App. Roma 13 novembre 2003).

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2008 n. 29209  

L'art. 1915 c.c. prevede che, laddove l'assicurato non dia tempestivo avviso del sinistro, ai sensi dell'art. 1913 c.c., perda il diritto all'indennità se l'omissione sia dolosa (comma 1), mentre potrebbe vederla ridotta, in misura a discrezione dell'assicuratore, in caso sia colposa (comma 2). Tuttavia non vi è alcuna automatica operatività della disposizione (effetto ricollegato dalla legge al dolo) nel caso in cui non siano stati offerti elementi sufficienti ad evidenziarne la sussistenza in capo al soggetto, sia pure quale "cosciente volontà" di non osservare l'indicato obbligo, laddove non può ritenersi che detta coscienza derivi - di per sé - dalla consapevolezza dell'obbligo in quanto riportato nelle condizioni generali di contratto. L'attenuazione del concetto di dolo anche ad un atteggiamento della volontà privo di fraudolenza, cui ha proceduto l'elaborazione giurisprudenziale sulla portata dell'art. 1915 c.c., non può condurre, anche in assenza di qualsiasi allegazione in punto di fatto, ad una applicazione indifferenziata della disposizione, ponendosi ciò in contrasto con un principio di garanzia più generale che il significato letterale delle norme svolge.

Corte appello Roma  08 ottobre 2008

La comunicazione del sinistro ex art. 1915 c.c. che non rivesta particolari requisiti di forma pone ugualmente l’assicuratore in condizione di acquisire con la dovuta tempestività gli elementi utili per l’adempimento della propria obbligazione, anche prima della effettiva richiesta del soggetto danneggiato.

Tribunale Vicenza  30 giugno 2007 n. 1754

Affinché l'assicurato possa ritenersi dolosamente inadempiente all'obbligo di dare avviso, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1915, comma 1, c.c. (perdita del diritto all'indennità), non si richiede lo specifico e fraudolento intento di recare danno all'assicuratore essendo sufficiente la consapevolezza dell'indicato obbligo e la cosciente volontà di non osservarlo. (Conferma App. Roma 16 ottobre 2002).

Cassazione civile sez. III  22 giugno 2007 n. 14579



 
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