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Art. 1916 codice civile: Diritto di surrogazione dell’assicuratore

L’assicuratore che ha pagato l’indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell’ammontare di essa, nei diritti dell’assicurato verso i terzi responsabili.
Salvo il caso di dolo, la surrogazione non ha luogo se il danno è causato dai figli, [dagli affiliati], dagli ascendenti, da altri parenti o da affini dell’assicurato stabilmente con lui conviventi o da domestici (1).
L’assicurato è responsabile verso l’assicuratore del pregiudizio arrecato al diritto di surrogazione.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche alle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e contro le disgrazie accidentali (2) (3).


Commento

Diritto di surrogazione: si tratta, nel caso di specie, di surrogazione legale, che ricorre quando la legge autorizza il terzo (l’assicuratore) che paga un debito altrui a surrogarsi nei diritti del creditore (l’assicurato) nei confronti del terzo responsabile. Con essa si realizza un’ipotesi di successione nel credito. L’ipotesi dell’assicuratore che ha risarcito il danno all’assicurato costituisce proprio un caso di surrogazione legale.

 

 

(1) La Corte cost., con sent. 21-5-1975, n. 117, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma «nella parte in cui non annovera, tra le persone nei confronti delle quali non è ammessa surrogazione, il coniuge dell’assicurato».

 

(2) La Corte cost., con sent. 18-7-1991, n. 356, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui consente all’assicuratore di avvalersi, nell’esercizio del diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute all’assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico.

 

(3) Attraverso la surrogazione si realizza una successione nel credito in base alla quale l’assicuratore acquista un diritto di credito nei confronti di un terzo soggetto; tale azione presuppone, infatti, l’esistenza di un soggetto (colui che ha provocato il sinistro) responsabile verso l’assicurato. Attraverso la surroga, l’assicuratore, corrisposta l’indennità all’assicurato, può rivalersi nei confronti del terzo, nei limiti della somma pagata. Tale azione non può essere esercitata dall’assicuratore nel caso in cui il terzo soggetto abbia con l’assicurato un particolare rapporto di parentela, per evitare che l’assicurato indirettamente debba sostenere comunque l’onere derivante dal sinistro (si tratta dei figli, degli ascendenti etc.).


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

È terzo responsabile ai sensi dell'art. 1916 c.c., in relazione al danno patito dall'assicurato in conseguenza del furto di un autoveicolo oggetto di un contratto di noleggio/locazione, quale sinistro specificamente dedotto in assicurazione, il soggetto noleggiante/conduttore onerato della custodia dell'automezzo detenuto e che è risultato inadempiente a tale obbligo di custodia, per essersi verificato il furto in assenza della predisposizione delle cautele necessario ad evitarlo.

Cassazione civile sez. III  29 settembre 2014 n. 20481  

Ai fini della surroga ex art. 1916 c.c., l'assicuratore può adempiere all'onere di provare la sua qualità di assicuratore ed il danno risarcito con la produzione della quietanza, se essa contiene la prova del contratto d'assicurazione e l'individuazione del danno risarcito. Tuttavia, quando l'assicuratore agisce nei confronti del terzo responsabile, questi, mentre non può far valere ragioni di annullabilità, rescissione o risoluzione del contratto, deducibili soltanto dall'altro contraente, è legittimato a contrastare, in via d'eccezione, i presupposti della surrogazione medesima, e, quindi, può opporre la nullità del contratto stesso, inclusa quella per inesistenza del rischio o per carenza di interesse, oppure l'avvenuto pagamento dell'indennizzo a persona diversa dal titolare del relativo diritto. In tal caso è necessario che l'assicuratore esibisca la polizza, ovvero provi in altra forma documentale il contenuto del contratto, non essendo sufficiente il solo richiamo al numero di polizza contenuto nella quietanza rilasciata dal terzo danneggiato. Rigetta, App. Roma, 12/10/2006

Cassazione civile sez. III  12 settembre 2013 n. 20901

In tema di recupero di prestazioni previdenziali ed assistenziali erogate al danneggiato a seguito di un sinistro stradale, all'ente gestore dell'assicurazione sociale spetta la scelta di agire in surrogatoria nei confronti del terzo responsabile del danno ai sensi dell'art. 1916 c.c., ovvero di esperire l'azione diretta, ai sensi dell'art. 28 l. 24 dicembre 1969 n. 990, nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile di detto terzo responsabile, giacché i due rimedi, che attribuiscono il diritto di successione nel credito rispetto a due diversi soggetti obbligati, non risultano tra loro incompatibili, ma alternativi.

Cassazione civile sez. III  06 settembre 2012 n. 14941  

La compagnia di assicurazioni che, in forza di polizza a garanzia di credito, abbia corrisposto all'istituto bancario l'importo dovuto a titolo di estinzione anticipata del contratto di prestito, per non aver il debitore principale adempiuto alla restituzione del prestito contratto, è surrogata legalmente ai sensi degli art. 1203 e 1916 c.c. nei diritti della banca nei confronti del debitore.

Tribunale Savona  08 marzo 2012

Il credito dell'assicuratore che agisce in surroga ex art. 1916 c.c. contro il responsabile del danno possiede la stessa natura di quello già spettante al danneggiato. Ne consegue che esso non si trasforma da debito di valore in debito di valuta per effetto del pagamento dell'indennità, che riguarda esclusivamente il rapporto tra assicurato ed assicuratore.

Tribunale Trento  10 febbraio 2012

Responsabilità civile

L'istituzione da parte dei comuni di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, comma 1, lett. f), d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l'assunzione da parte del gestore dell'obbligo di custodire i veicoli su di esse parcheggiati, qualora l'avviso "parcheggio incustodito" sia esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice del merito, che, escludendo la configurabilità di una responsabilità "ex recepto" del gestore del parcheggio sorvegliato senza custodia sito in prossimità di una stazione della metropolitana milanese, aveva respinto la domanda posta nei suoi confronti dall'assicuratore dell'utente, ai sensi dell'art. 1916 c.c., per il recupero della somma versata al proprio assicurato a titolo di indennizzo).

Cassazione civile sez. un.  28 giugno 2011 n. 14319  

Ai sensi dell’art. 1916 c.c., la surroga dell’assicuratore nei diritti dell’assicurato verso il responsabile comporta l’acquisto a titolo derivativo di tali diritti nel medesimo stato, con lo stesso contenuto e con gli stessi limiti in cui essi si trovavano al momento della surrogazione cosicché l’assicuratore subentra così nell’identica posizione sostanziale e processuale dell’assicurato verso il terzo autore del fatto dannoso.

Tribunale Milano sez. X  15 febbraio 2013 n. 2199

Previdenza ed assistenza

L'INAIL, quale titolare di un autonomo diritto di agire in surrogatoria (alternativamente ai sensi dell'art. 1916 cod. civ., dell'art. 28, secondo comma, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 o degli artt. 10 e 11 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124) nei confronti del responsabile civile dell'infortunio indennizzato e nei limiti del risarcimento da questi dovuto secondo le norme generali in materia di fatti illeciti, è legittimato, ai sensi dell'art. 344 cod. proc. civ., a spiegare intervento in appello, nel giudizio promosso dall'infortunato (o suoi aventi causa) contro lo stesso responsabile, per la liquidazione del danno ulteriore rispetto a quello coperto dalle prestazioni assicurative, stante l'incidenza della relativa quantificazione sulla determinazione dei limiti suddetti ed il possibile pregiudizio che essa può arrecare alla esaustiva soddisfazione delle ragioni surrogatorie dell'istituto. Cassa con rinvio, App. Catanzaro, 16/03/2011

Cassazione civile sez. lav.  05 novembre 2014 n. 23601  

In tema di risarcimento dei danni fisici subiti dal conducente di una moto a causa di un sinistro stradale, qualora si tratti si infortunio sul lavoro e l'Inail abbia già corrisposto l'indennizzo al danneggiato, quest'ultimo nulla può pretendere dai responsabili civili del sinistro, vigendo un divieto di locupletazione ricavabile dagli art. 1223, 1226, 2056, 1910, 1916 c.c. ed in relazione agli art. 10 e 11 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1224.

Giudice di pace Palermo sez. VIII  04 marzo 2013



 
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