codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 192 codice civile: Rimborsi e restituzioni

Ciascuno dei coniugi (1) è tenuto a rimborsare alla comunione le somme prelevate dal patrimonio comune per fini diversi dall’adempimento delle obbligazioni previste dall’articolo 186 (2).

E’ tenuto altresì a rimborsare il valore dei beni di cui all’articolo 189 (3), a meno che, trattandosi di atto di straordinaria amministrazione da lui compiuto, dimostri che l’atto stesso sia stato vantaggioso per la comunione o abbia soddisfatto una necessità della famiglia.

Ciascuno dei coniugi può richiedere la restituzione delle somme prelevate dal patrimonio personale (4) ed impiegate in spese ed investimenti del patrimonio comune.

I rimborsi e le restituzioni si effettuano al momento dello scioglimento della comunione; tuttavia il giudice può autorizzarli in un momento anteriore se l’interesse della famiglia lo esige o lo consente (5).

Il coniuge che risulta creditore può chiedere di prelevare beni comuni sino a concorrenza del proprio credito. In caso di dissenso si applica il quarto comma. I prelievi si effettuano sul denaro, quindi sui mobili e infine sugli immobili.


Commento

Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I]; Scioglimento della comunione: [v. 191].

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 71) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) La norma si riferisce alle somme che siano state prelevate con il consenso (anche tacito) dell’altro coniuge. Se i prelievi non sono autorizzati, può essere chiesta l’immediata restituzione.

 

(3) Si tratta dei beni della comunione su cui abbiano agito in esecuzione i creditori personali del coniuge.

 

(4) Il patrimonio personale comprende i soli beni personali e non i redditi individuali destinati a cadere in comunione de residuo.

 

(5) L’autorizzazione del giudice è necessaria soltanto nei casi di disaccordo fra i coniugi.

 

Il comma 1 dell’articolo pone a carico di ciascun coniuge l’obbligo di rimborsare alla comunione le somme prelevate dal patrimonio comune per fini personali.


Giurisprudenza annotata

Coniugi

Allo scioglimento della comunione legale tra i coniugi, ai sensi dell'art. 192, comma 3, c.c., devono essere restituiti solo gli importi impiegati in spese ed investimenti per il patrimonio comune già costituito, ma non il denaro personale impiegato per l'acquisto di immobile che concorre a formare la comunione, trovando, in tale ipotesi, applicazione l'art. 194, comma 1, c.c., secondo il quale all'atto dello scioglimento l'attivo ed il passivo devono essere ripartiti in quote uguali indipendentemente dalla misura della partecipazione di ciascuno dei coniugi.

Cassazione civile sez. I  09 novembre 2012 n. 19454  

 

In tema di divisione della comunione legale tra coniugi, da effettuarsi secondo i criteri di cui agli art. 192 e 194 c.c., la determinazione del periodo per il quale spetta il corrispettivo dovuto con riguardo al mancato godimento della quota di pertinenza del bene immobile fruttifero decorre, ai sensi dell'art. 1148 c.c., dalla data di proposizione della domanda di divisione, quale momento d'insorgenza del debito di restituzione (pro quota) in capo al possessore di buona fede in senso oggettivo e non dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Cassazione civile sez. I  15 giugno 2012 n. 9845  

 

Disatteso ormai il principio per cui costituivano oggetto della comunione "de residuo" non solo i proventi esistenti al momento dello scioglimento della comunione, ma anche quelli per i quali l'utilizzatore non riusciva a provare che fossero stati consumati per il soddisfacimento delle esigenze familiari, va affermato il principio per cui sono esclusi dalla comunione legale tra coniugi i proventi delle attività separate svolte da ciascuno dei coniugi e consumati in epoca precedente allo scioglimento della comunione.

Cassazione civile sez. I  21 ottobre 2010 n. 21648  

 

Il denaro ottenuto a titolo di prezzo per l'alienazione di un bene personale rimane nella esclusiva disponibilità del coniuge alienante anche quando esso venga dal medesimo coniuge depositato sul proprio conto corrente. Questa titolarità non muta in conseguenza della mera circostanza che il denaro sia stato accantonato sotto forma di deposito bancario, giacché il diritto di credito relativo al capitale non può considerarsi modificazione del capitale stesso, né è d'altro canto configurabile come un acquisto nel senso indicato dall'art. 177, comma 1, lett. a) c.c., cioè come un'operazione finalizzata a determinare un mutamento effettivo nell'assetto patrimoniale del depositante.

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2006 n. 1197  

 

 

Esecuzione forzata

La comunione legale dà vita ad una comproprietà solidale e senza quote, nella quale la cd. quota non è un elemento strutturale della stessa. I creditori particolari del coniuge possono pignorare ogni bene, per intero, ricadente nella comunione legale, salvo il limite della metà del valore complessivo della comunione. Ciò si ricava, in particolare dall'obbligo di rimborso previsto dall'art. 192 comma 2 c.c., che ha per oggetto il valore dei beni espropriati - e non le quote degli stessi - e per destinataria la comunione legale e non il coniuge non obbligato. Il ricavato della vendita forzata dell'intero bene va comunque attribuito per metà ai creditori del coniuge obbligato e per l'altra metà al coniuge non obbligato.

Tribunale Ascoli Piceno  17 gennaio 2011

 

Il pignoramento per l'intero del bene in comunione nei confronti del coniuge debitore comporta l'indisponibilità anche nei confronti del coniuge non esecutato. Il creditore deve dare avviso della intrapresa esecuzione al coniuge non debitore il quale potrà scegliere se contenere o meno l'escussione in termini compatibili con il rispetto della quota del coniuge debitore. A tal fine il coniuge non debitore potrà chiedere la separazione giudiziale dei beni comuni. In mancanza, il creditore procedente potrà subastare l'intero bene pignorato pur se oggetto di comunione e pure se il valore supera quello della quota del coniuge debitore, fatto comunque salvo l'obbligo di rimborso in favore della comunione ex art. 192 comma 2 c.c. a carico del coniuge esecutato.

Tribunale Roma  28 dicembre 2005



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti