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Art. 1921 codice civile: Revoca del beneficio

La designazione del beneficiario è revocabile con le forme con le quali può essere fatta a norma dell’articolo precedente. La revoca non può tuttavia farsi dagli eredi dopo la morte del contraente, né dopo che, verificatosi l’evento, il beneficiario ha dichiarato di voler profittare del beneficio.

Se il contraente ha rinunziato per iscritto al potere di revoca, questa non ha effetto dopo che il beneficiario ha dichiarato al contraente di voler profittare del beneficio. La rinuncia del contraente e la dichiarazione del beneficiario devono essere comunicate per iscritto all’assicuratore (1).


Commento

(1) Nel corso della durata del contratto è possibile che il contraente revochi il beneficio al terzo soggetto, ossia decida di sostituire il soggetto indicato come beneficiario con un altro, oppure decida di non destinare ad alcun soggetto la prestazione assicurativa.

La norma disciplina il potere di revocare il beneficio nonostante ci sia stata l’accettazione da parte del beneficiario, derogando quanto stabilito per il contratto a favore di terzi [v. 1411] dove, in seguito alla dichiarazione da parte del terzo, non è più possibile esercitare il potere di revoca.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Nell'ipotesi di assicurazione per il caso di morte, stipulata non solo dopo che il contraente aveva redatto testamento, dividendo il suo patrimonio in parti uguali tra i tre nipoti e onerandoli di alcune disposizioni a favore della donna con cui aveva in precedenza contratto matrimonio soltanto religioso, ma anche in epoca successiva alla morte di quest'ultima, la designazione nella polizza, quali beneficiari delle prestazioni indennitarie, degli eredi testamentari o, in mancanza, degli eredi legittimi va intesa nel senso che essa riguarda in modo esclusivo i nipoti, unici chiamati all'eredità esistenti in vita nel momento della stipula (nella specie, si è escluso che una quota dell'indennizzo spettasse anche agli eredi della donna contemplata nel testamento).

Tribunale Siena  17 febbraio 2010

Poiché nel contratto di assicurazione per il caso di morte il beneficiario designato acquista, ai sensi dell'art. 1921 c.c., un diritto proprio derivante dal contratto alla prestazione assicurativa (salvi gli effetti dell'eventuale revoca della designazione ex art. 1921 c.c.), l'eventuale designazione dei terzi beneficiari con la categoria degli eredi legittimi o testamentari non vale ad assoggettare il rapporto alle regole della successione ereditaria, atteso che tale designazione concreta una mera indicazione del criterio per la individuazione dei beneficiari, i quali sono coloro che rivestono, al momento della morte del contraente, la qualità di chiamati all'eredità, senza che rilevi la (successiva) rinunzia o accettazione dell'eredità da parte degli stessi.

Cassazione civile sez. II  23 marzo 2006 n. 6531

Ai sensi dell'art. 1921 c.c. la disposizione testamentaria costituisce una delle modalità con cui il contraente di un contratto di assicurazione sulla vita a favore di terzi può revocare, anche tacitamente, la designazione del beneficiano, allorché la disposizione testamentaria risultando incompatibile con la precedente designazione contrattuale, dia luogo a nuova designazione.

Tribunale Palermo sez. II  22 gennaio 2003

Ai sensi dell'art. 1921 c.c. la disposizione testamentaria costituisce una delle modalità con cui il contraente di un contratto di assicurazione sulla vita a favore di terzi può revocare, anche tacitamente, la designazione del beneficiario, allorché la disposizione testamentaria risulti incompatibile con la precedente designazione contrattuale del beneficiario.

Tribunale Palermo sez. II  22 gennaio 2003



 
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