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Art. 1923 codice civile: Diritti dei creditori e degli eredi

Le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.

Sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni relative alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e quelle relative alla collazione, all’imputazione e alla riduzione delle donazioni.


Commento

Azione esecutiva: azione che consente di provocare l’applicazione di misure o mezzi esecutivi diretti a soddisfare concretamente il diritto esercitato, ad esempio con il pignoramento: l’ufficiale giudiziario ordina al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alle garanzie del credito i beni che vi si sottopongono.

 

Azione cautelare: azione con finalità sussidiaria ed accessoria diretta ad assicurare e garantire l’efficace svolgimento ed il proficuo risultato delle azioni di cognizione ed esecutiva. Tra le azioni cautelari tipico è il sequestro conservativo con il quale si vuole garantire la conservazione e l’indisponibilità di determinati beni o cose.

 

(1) La norma ha lo scopo di proteggere i diritti che la polizza assicurativa garantisce al contraente o al beneficiario dalle eventuali pretese dei creditori e degli eredi di questi. Il legislatore infatti stabilisce che le somme dovute dall’assicuratore sono sottratte all’azione esecutiva o cautelare. La legge però considera il caso in cui il contraente, attraverso il pagamento di premi, abbia voluto danneggiare i suoi creditori riducendo il suo patrimonio. In questo caso i creditori possono far valere i propri diritti sulle somme dovute dall’assicuratore, ma solo nei limiti dell’importo dei premi corrisposti per il contratto.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

In tema di impignorabilità ed insequestrabilità delle polizze "vita" il tribunale di Parma ha dichiarato che le polizze "index linked" sono assoggettabili a pignoramento non potendosi applicare alle medesime l'eccezione di cui all'art. 1923 c.c. in quanto la causa giuridica di tali polizze non è assicurativa, di garanzia, ma trattasi, in maniera prevalente, di prodotti finanziari a tutti gli effetti che possono essere riscattati in qualsiasi momento e nulla garantiscono per l'assicurato, nemmeno il recupero del valore investito, contrariamente a quanto si verifica per le polizze vita tradizionali.

Tribunale Parma sez. I  10 agosto 2010 n. 1107  

Il divieto di azione esecutiva e cautelare previsto dall'art. 1923 c.c. non si applica alle polizze sulla vita "index linked".

Tribunale Parma sez. I  10 agosto 2010 n. 1107  

In tema di contratto di assicurazione sulla vita, alla dichiarazione di fallimento del beneficiario non consegue lo scioglimento del contratto, né il curatore - al pari di quanto previsto per le «somme dovute», di regola già impignorabili secondo l'art. 1923 c.c. - può agire contro il terzo assicuratore per ottenere il valore di riscatto della relativa polizza stipulata dal fallito quand'era in bonis, non rientrando tale cespite tra i beni compresi nell'attivo fallimentare ai sensi dell'art. 46, comma 1, n. 5, l. fall., considerata la funzione previdenziale riconoscibile al predetto contratto, non circoscritta alle sole somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento . (Conferma App. Napoli 26 febbraio 2002).

Cassazione civile sez. un.  31 marzo 2008 n. 8271  

In tema di contratto di assicurazione sulla vita, alla dichiarazione di fallimento del beneficiario non consegue lo scioglimento del contratto, né il curatore - al pari di quanto previsto per le "somme dovute", di regola già impignorabili secondo l'art. 1923 c.c. - può agire contro il terzo assicuratore per ottenere il valore di riscatto della relativa polizza stipulata dal fallito quand'era "in bonis", non rientrando tale cespite tra i beni compresi nell'attivo fallimentare ai sensi dell'art. 46, comma 1 n. 5, l. fall., considerata la funzione previdenziale riconoscibile al predetto contratto, non circoscritta alle sole somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento.

Cassazione civile sez. un.  31 marzo 2008 n. 8271

L'art. 1923 c.c. esclude le somme dovute dall'assicuratore in forza di assicurazione sulla vita, dal novero dei beni sequestrabili o pignorabili. Tali polizze, infatti, sono funzionali al conseguimento dello scopo di previdenza e tale finalità può dirsi raggiunta solo nel caso in cui il contratto abbia raggiunto il suo scopo tipico, ossia la reintegrazione del danno provocato dall'evento morte e/o sopravvivenza attraverso la prestazione dell'assicuratore preventivamente stimata, idonea a soddisfare l'interesse leso da tale evento, e non anche quello in cui l'assicurato, mercé l'esercizio del diritto di recesso ""ad nutum"", recuperi al suo patrimonio somme che, pur realizzando lo scopo di "risparmio", non integrano altresì gli estremi della funzione "previdenziale". (Il caso di specie, riguarda il valore di riscatto di polizze vita vincolate a favore della Cassa di previdenza). Ne consegue che in tale ipotesi seppur venga a realizzarsi la funzione di risparmio, totalizzando il beneficiario risorse monetarie recuperate dai premi versati, non si raggiunge il fine previdenziale e in siffatta ipotesi viene meno la ragione di ritenere impignorabili e/o insequestrabili tali somme.

Tribunale Milano sez. III  27 febbraio 2008 n. 2554  

In caso di polizza assicurativa (c.d. “unit linked”) la previsione del diritto di riscatto non è in grado di snaturare la polizza e di far ritenere che la stessa sia sganciata dalla funzione previdenziale, poiché la prestazione dell’assicuratore è comunque ancorata ad un evento attinente la vita umana con in più lo specifico agganciamento del premio di maggiorazione per decesso all’età dell’assicurato, finalità di risparmio che non vale a snaturare il contratto di assicurazione.

Tribunale Monza  17 gennaio 2006

Fallimento

L’art. 1923 c.c., in relazione all’art. 46 n. 5 l.fall., stabilisce l’impignorabilità di tutte le somme dovute dall’assicuratore, ivi comprese quelle derivanti dal riscatto della polizza posto che il riscatto medesimo non costituisce la semplice somma dei premi pagati e restituiti per una controprestazione che non verrà più corrisposta bensì il capitale assicurato, sebbene ridotto in base ad indici previsti dalla legge, cui non può negarsi una funzione latamente previdenziale.

Corte appello Reggio Calabria  25 novembre 2005



 
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