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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1927 codice civile: Suicidio dell’assicurato

In caso di suicidio dell’assicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla stipulazione del contratto, l’assicuratore non è tenuto al pagamento delle somme assicurate, salvo patto contrario.

L’assicuratore non è nemmeno obbligato se, essendovi stata sospensione del contratto per mancato pagamento dei premi, non sono decorsi due anni dal giorno in cui la sospensione e’ cessata.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

In materia di polizze stipulate contro gli infortuni, si deve rilevare che tali polizze vanno ad assicurare il "rischio infortuni" dal quale eventualmente possa derivare la morte dell'assicurato, sicché in assenza di un infortunio, inteso quale causa fortuita, esterna e violenta, l'evento morte non potrà essere coperto da tali polizze. Ne deriva che, nel caso di specie, in cui è mancata la prova che la morte dell'assicurato potesse ricondursi ad un evento imprevedibile ed occasionale, il giudice ha escluso la configurabilità dell'evento fortuito, in quanto l'evento morte dell'assicurato era riconducibile piuttosto ad un gesto deliberato e volontario dello stesso, deciso a togliersi la vita, con la conseguenza che l'assicurazione non dovrà versare alcun tipo di indennizzo.

Tribunale Vicenza  25 marzo 2010

 

In tema di assicurazione sulla vita, la disciplina prevista dal comma 2 dell'art. 1927 c.c. in caso di suicidio dell'assicurato (secondo la quale l'assicuratore non è obbligato se, essendovi stata sospensione del contratto per mancato pagamento dei premi, non sono decorsi due anni dal giorno in cui la sospensione è cessata) è derogabile con i patti di polizza, non essendo tale disposizione compresa tra le norme inderogabili indicate dall'art. 1932 c.c..

Cassazione civile sez. I  17 luglio 1991 n. 7956  

 

Il suicidio, essendo caratterizzato dalla coscienza e volontà dell'agente di produrre l'evento morte, non rientra nel concetto di infortunio che va inteso invece come fatto prodotto da causa fortuita, violenta ed esterna. In caso di assicurazione contro gli infortuni spetta alla parte che chiede il pagamento dell'indennizzo dare la dimostrazione che la morte sia catalogabile come infortunio e quindi provare la causa fortuita, violenta ed esterna.

Corte appello Milano  03 gennaio 1989



 
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