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Art. 1938 codice civile: Fideiussione per obbligazioni future o condizionali

La fideiussione può essere prestata anche per un’obbligazione condizionale o futura con la previsione, in questo ultimo caso, dell’importo massimo garantito (1) (2).

 



Commento

Obbligazione condizionale: obbligazione sottoposta a condizione ed, in particolare, in questo contesto, sottoposta a condizione sospensiva (nella quale è, dunque, incerto se e quando nascerà l’obbligazione).

 

Obbligazione futura: obbligazione non ancora venuta ad esistenza.

 

 

(1) La norma in esame prevede che possa prestarsi fideiussione anche per un’obbligazione futura, cioè ancora non sorta: ciò può verificarsi sia nel caso in cui è futuro il solo debito.

 

(2) Si definisce fideiussione omnibus (o fideiussione generale) il contratto con cui il fideiussore garantisce l’adempimento di tutte le obbligazioni che un soggetto (generalmente un imprenditore) assumerà nei confronti di un altro soggetto (generalmente una banca) in dipendenza di un certo tipo di rapporti che intercorreranno tra il debitore principale e il creditore. In pratica, un soggetto garantisce (nei confronti della banca) l’adempimento delle operazioni bancarie di qualunque natura che sono state consentite e verranno consentite in futuro ad un altro dato soggetto (l’imprenditore dell’esempio).

 

 


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

La fideiussione prestata a garanzia di una o più obbligazioni si protrae, salva diversa volontà negoziale, per lo stesso termine entro il quale la prestazione garantita va eseguita sicché nella ipotesi di locazione in cui sia garantito l'obbligo del pagamento del canone, il fideiussore può recedere anticipatamente solo se, nel contratto di locazione e in quello di fideiussione, le parti abbiano espressamente convenuto il diritto del garante di recedere in qualunque momento dalla prestazione di garanzia ovvero se ricorra altra causa idonea a giustificare il recesso. Cassa con rinvio, App. Catanzaro, 25/09/2012

Cassazione civile sez. VI  26 novembre 2014 n. 25171  

 

Prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale, gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla prestazione della fideiussione medesima, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti all'azione revocatoria ordinaria, ai sensi dell'art. 2901, n. 1, prima parte, c.c., in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza del fideiussore (e, in caso di atto a titolo oneroso, del terzo) di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore; l'acquisto della qualità di debitore del fideiussore nei confronti del creditore procedente risale al momento della nascita del credito, sicché a tale momento occorre far riferimento per stabilire se l'atto pregiudizievole sia anteriore o successivo al sorgere del credito.

Cassazione civile sez. III  10 luglio 2014 n. 15773  

 

In tema di fideiussione, l'art. 1938 cod. civ., come modificato dalla legge 17 febbraio 1992, n. 154, il quale prevede la necessità della determinazione dell'importo massimo garantito per le obbligazioni future, non si applica solo alle fideiussioni rilasciate a favore di banche o di società finanziarie, posto che né la lettera della norma, né la sua "ratio", consentono tale limitazione. Rigetta, App. Firenze, 22/02/2007

Cassazione civile sez. III  14 marzo 2014 n. 5951

 

Ai sensi dell'art. 1938 c.c. è valida la fideiussione prestata anche per un'obbligazione futura - di modo che non è necessario che nella garanzia sia specificato il singolo rapporto contrattuale - a condizione della previsione dell'importo massimo garantito.

Tribunale Milano sez. VI  27 marzo 2013

 

Con riguardo al contratto di locazione, la estensione della garanzia fideiussoria a prestazioni future deve ritenersi compatibile sia con il requisito della determinatezza dell'oggetto dei contratto, imposto dall'art. 1346 c.c., sia con il requisito della indicazione dell'importo massimo garantito, previsto dall'art. 1938 c.c., ogni qualvolta l'oggetto e, rispettivamente, la misura dell'obbligazione garantita siano agevolmente determinabili, per relationem, sulla base di elementi obiettivi risultanti dal contratto e sottratti alla mera discrezionalità del creditore garantito.

Corte appello Bari sez. III  20 marzo 2012 n. 286  

 

La fideiussione prestata per obbligazioni nascenti in capo al conduttore da un contratto di locazione non costituisce, agli effetti dell'art. 1938 c.c., garanzia di un'obbligazione futura o condizionale, con la conseguente necessità della fissazione dell'importo massimo garantito posto che gli obblighi garantiti, compreso quello relativo alla restituzione del bene, non nascono da nuove operazioni poste in essere dal debitore principale, ma sono determinati ed individuati sulla base delle previsioni di legge e contrattuali.

Tribunale Salerno sez. I  27 settembre 2010

 

La fideiussione prestata per le obbligazioni nascenti in capo al conduttore da un contratto di locazione non costituisce, agli effetti dell'art. 1938 c.c., garanzia di un'obbligazione futura o condizionale, con la conseguente necessità della fissazione dell'importo massimo garantito, posto che gli obblighi garantiti, compreso quello relativo alla restituzione del bene, non nascono da nuove operazioni poste in essere dal debitore principale, ma sono determinati ed individuati sulla base delle previsioni di legge e contrattuali

Tribunale Salerno sez. I  27 settembre 2010

 

L'art. 1938 c.c., come modificato dalla l. 17 febbraio 1992 n. 154, nel prevedere la necessità dell'importo massimo garantito per le obbligazioni condizionali o future, nell'ambito della disciplina della fideiussione, pone un principio generale di ordine pubblico economico, valevole anche per le garanzie personali atipiche e, tra queste, quella di patronage.

Cassazione civile sez. III  26 gennaio 2010 n. 1520  

 

L'obbligo di indicazione dell'importo massimo garantito previsto per le fideiussioni per obbligazioni future o condizionali dall'art. 1938 c.c., nel testo novellato dalla l. 154/92, corrisponde ad un principio generale di garanzia e di ordine pubblico economico ed ha valenza generale, applicandosi anche alle garanzie atipiche e, tra queste, alle lettere di patronage.

Cassazione civile sez. III  26 gennaio 2010 n. 1520  

 

In tema di fideiussione, l'art. 1938 c.c., come modificato dalla l. 17 febbraio 1992 n. 154, nel prevedere la necessità della determinazione dell'importo massimo garantito per le obbligazioni future, pone un principio generale di garanzia e di ordine pubblico economico, valevole anche per le garanzie personali atipiche.

Cassazione civile sez. III  26 gennaio 2010 n. 1520  

 

Deve escludersi che l'art. 1938 c.c., come modificato dall'art. 10 l. n. 154 del 1992, sia applicabile solo ai soggetti di cui all'art. 1 della medesima legge (secondo cui, in particolare "le norme della presente legge trovano applicazione nei confronti degli enti creditizi operanti nel territorio dello stato e di ogni altro soggetto che, nel medesimo territorio, eserciti professionalmente attività di prestito e finanziamento o, in ogni caso, una o più delle attività indicate alle voci 2, 3, 4, 5, 7, 11 e 14 dell'elenco allegato alla direttiva del Consiglio n. 89/646/Cee del 15 dicembre 1989"). Sia il tenore letterale dell'art. 1938, sia considerazioni di carattere sistematico, sia, infine la sua stessa "ratio" non consentono - infatti - di ritenere fondata una tale lettura della disposizione. Al chiaro dato testuale (che non lascia spazio alla configurazione di limiti soggettivi) si affianca inoltre quello sistematico: l'art. 161 d.lg. n. 385 del 1993 ha abrogato la l. n. 154 del 1992, compreso l'art. 1, ma ha fatto salvo l'art. 10 che ha modificato l'art. 1938.

Cassazione civile sez. III  13 febbraio 2009 n. 3525



 
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