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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1943 codice civile: Obbligazione di prestare fideiussione

Il debitore obbligato a dare un fideiussore deve presentare persona capace, che possieda beni sufficienti a garantire l’obbligazione e che abbia o elegga domicilio nella giurisdizione della corte di appello in cui la fideiussione si deve prestare.

Quando il fideiussore è divenuto insolvente, deve esserne dato un altro, tranne che la fideiussione sia stata prestata dalla persona voluta dal creditore.


Giurisprudenza annotata

Concorrenza

In tema di sanzioni amministrative, ogni atto del procedimento previsto dalla legge per l'accertamento della violazione e per l'irrogazione della sanzione ha la funzione di far valere il diritto dell'Amministrazione alla riscossione della pena pecuniaria, in quanto, costituendo esercizio della pretesa sanzionatoria, è idoneo a costituire in mora il debitore ai sensi dell'art. 1943 c.c. con conseguente effetto interruttivo della prescrizione. Inoltre, tenendo conto delle peculiarità del procedimento, la contestazione degli addebiti è comunque un atto che avvia un procedimento di tipo partecipativo (artt. 6 e 7, d.P.R. 30 aprile 1998 n. 217), individuando puntualmente l'oggetto della pretesa di chi lo forma, sicché la contestazione si presenta contigua e sovrapponibile all'atto con cui si inizia un giudizio, interrompendo così la prescrizione.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  07 ottobre 2013 n. 8671  

 

 

Fideiussioni

L'obbligazione fideiussoria promana da un contratto risultante, nella sua configurazione tipica (art. 1936 c.c.), dalla proposta del fideiussore non rifiutata dal creditore, e non richiede quindi, perché si perfezioni, l'accettazione espressa di quest'ultimo (art. 1333 c.c.). Ne consegue che l'eventuale conferma inviata dal creditore costituisce un elemento esecutivo del negozio già concluso. Inoltre, in relazione al carattere accessorio del contratto di fideiussione rispetto all'obbligazione garantita e alla efficacia di esso anche se il debitore non ne abbia avuto conoscenza, non è necessaria la partecipazione diretta del fideiussore all'accordo con il quale la parte debitrice si obbliga nei confronti del creditore a dare fideiussione, poiché, come il debitore resta estraneo al negozio fideiussorio anche nel caso in cui abbia assunto per contratto l'obbligazione di prestare una fideiussione ai sensi dell'art. 1943 c.c., così anche il fideiussore non deve necessariamente partecipare all'accordo suddetto tra debitore e creditore.

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2006 n. 13652  

 

Il negozio fideiussorio interviene tra il fideiussore ed il creditore, mentre (salvo diverse intese tra le parti) il debitore resta ad esso estraneo anche nel caso in cui il debitore abbia assunto per contratto l'obbligazione di prestare una fideiussione (art. 1943 c.c.). Peraltro, il carattere accessorio dell'obbligazione fideiussoria rispetto a quella principale non impedisce che nei rapporti tra creditore e debitore l'inadempimento dell'obbligazione da questi assunta di prestare la fideiussione (ovvero, in caso di revoca della fideiussione in corso di rapporto, di sostituire il fideiussore con altra garanzia personale idonea), possa avere rilevanza come causa di sospensione dell'esecuzione dell'obbligazione principale ovvero di risoluzione del contratto cui la fideiussione accede.

Cassazione civile sez. II  27 giugno 1992 n. 8064  

 

 

Pubblica amministrazione

Ai sensi degli art. 30 l. 11 febbraio 1994 n. 109, e 1943 e 1393 c.c., il soggetto che partecipi ad una gara pubblica con l'obbligo di presentare cauzione provvisoria, può fare ricorso alla fideiussione ma è comunque obbligato a presentare soggetto capace a prestare la garanzia e, se si tratta di una società per azioni regolarmente autorizzata, deve fornire alla stazione appaltante, con il documento fideiussorio, anche gli elementi giustificativi dei poteri del sottoscrittore di costituire l'obbligazione di garanzia a carico della società presentata (nella specie, è stata ritenuta legittima la clausola della lettera di invito che esige la presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio del sottoscrittore della garanzia, che ne comprovi l'identità ed il potere di impegnare, con la sottoscrizione, il soggetto che è stato presentato come garante dal concorrente, accompagnata da una copia fotostatica del documento di identità del dichiarante). ( Annulla Tar Lombardia, Milano, sez. III, 17 luglio 2003 n. 3588 ).

Consiglio di Stato sez. V  30 agosto 2005 n. 4421



 
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