codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1944 codice civile: Obbligazione del fideiussore

Il fideiussore è obbligato in solido col debitore principale al pagamento del debito (1).

Le parti però possono convenire che il fideiussore non sia tenuto a pagare prima dell’escussione del debitore principale. In tal caso, il fideiussore, che sia convenuto dal creditore e intenda valersi del beneficio dell’escussione, deve indicare i beni del debitore principale da sottoporre ad esecuzione (2).

Salvo patto contrario, il fideiussore è tenuto ad anticipare le spese necessarie.


Commento

Obbligazione in solido: obbligazione con più soggetti (creditori o debitori) per un unico debito, ove ognuno dei debitori deve eseguire la prestazione per l’intero, in modo che l’adempimento di uno libera tutti (solidarietà passiva), ovvero ognuno dei creditori ha diritto di pretendere la prestazione per l’intero, in modo che l’adempimento nei confronti di uno solo dei creditori libera il debitore anche nei confronti di tutti gli altri (solidarietà attiva).

 

Beneficio d’escussione: beneficio riconosciuto al fideiussore in base al quale il creditore, prima di rivolgersi a lui per il pagamento del debito, deve preventivamente sottoporre ad esecuzione forzata i beni del debitore principale, indicatigli dal fideiussore stesso.

 

(1) Il richiamo alla solidarietà non comporta la recezione, per intero, della disciplina delle obbligazioni solidali: la solidarietà fideiussoria è infatti atipica perché il rapporto che esiste tra i vari coobbligati non è di parità (tutti debitori principali, tenuti ciascuno per l’intero) ma è un rapporto in cui accanto al debitore principale, che è quello che ha assunto il debito col creditore, c’è un fideiussore, un garante la cui obbligazione è accessoria rispetto a quella principale. L’accessorietà però non esclude che, come nelle obbligazioni solidali, il creditore possa chiedere l’adempimento della prestazione indifferentemente al debitore principale o al fideiussore.

 

(2) Per la stipulazione del beneficio non è richiesta alcuna forma: esso perciò può essere previsto per iscritto o verbalmente, purché la sua determinazione risulti in modo inequivoco.

La preventiva azione per espropriare i beni del debitore (escussione) costituisce un onere (ossia un’incombenza che si deve assolvere per poter conseguire un vantaggio) per il creditore, che solo dopo questo tentativo può rivolgersi al fideiussore per l’intero (se il debitore non ha adempiuto) o per il residuo ancora dovuto (se il debitore ha adempiuto solo in parte).

In ogni caso il fideiussore che vuole avvalersi del beneficio deve dichiararlo nel giudizio nel quale è chiamato come convenuto ossia come chiamato in causa dal creditore che ha promosso il processo per vedere accolta la sua domanda (giudiziale) diretta ad ottenere il pagamento del credito.

Il fideiussore non può, però, opporre il beneficio se i beni del debitore sono assoggettati a fallimento, perché come tali non possono più essere sottoposti ad azioni esecutive individuali, ma solo a revocatoria fallimentare.


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

Caratteristica fondamentale che differenzia il contratto autonomo di garanzia dalla fideiussione è la carenza dell'elemento della accessorietà, sicché il garante si impegna a pagare al beneficiario, senza opporre eccezioni in ordine alla validità e/o alla efficacia del rapporto di base. La causa concreta del contratto autonomo di garanzia sta nel trasferire da un soggetto all'altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale. La presenza - infine - di una clausola a prima richiesta e senza eccezioni, deve di per sé orientare l'interprete verso l'approdo alla autonoma fattispecie del garantievertrag, salva evidente, patente, irredimibile discrasia con l'intero contenuto altro della convenzione negoziale. (Nella specie il contratto oggetto di causa conteneva l'indicazione per cui il pagamento avverrà dietro semplice presentazione alla banca di richiesta scritta, ma non prevedeva una clausola senza eccezioni e, anzi, riconosceva espressamente che la banca prestava la propria garanzia con formale rinuncia al beneficio della prevendita escussione di cui all'art. 1944 c.c. Tali elementi - ha osservato la Suprema corte, in applicazione del principio di cui sopra - appaiono decisivi al fine di ritenere che la garanzia, benché contenente la clausola a semplice richiesta, non era un contratto autonomo di garanzia, bensì un contratto di fideiussione, al quale andava applicato il disposto dell'art. 1956 c.c.).

Cassazione civile sez. III  20 marzo 2014 n. 6517  

 

In materia fideiussoria, la clausola di pagamento "a prima richiesta e senza eccezioni", vale di per sé, a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia in quanto incompatibile con il principio di accessorietà caratterizzante il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale. In tale ipotesi la previsione del carattere incondizionato dell'obbligo di corrispondere l'indennizzo pari all'ammontare dell'obbligazione garantita, elide l'applicabilità della normativa sulla fideiussione all'assicurazione fideiussoria, che va qualificata come contratto autonomo di garanzia sui generis e precisamente di tipo cauzionale, in quanto figura contrattuale intermedia tra il versamento cauzionale e la fideiussione, caratterizzata dall'assunzione dell'impegno, da parte di una banca o di una compagnia di assicurazione, di pagare un determinato importo al beneficiario, onde garantirlo nel caso di inadempimento della prestazione a lui dovuta da un terzo. La cauzione, quindi, non è prestata a garanzia del corretto adempimento dell'obbligazione tributaria, ma al fine di consentire al beneficiario di ristabilire, unilateralmente, lo "status quo ante", come se l'amministrazione non avesse proceduto al rimborso.

Tribunale Roma sez. IX  13 marzo 2014 n. 5953

 

In tema di fidejussione, il beneficio della preventiva escussione di cui all'art. 1944, comma 2, c.c. non è esperibile nel caso di fallimento del debitore principale, in considerazione dell'universalità oggettiva che qualifica le procedure concorsuali liquidatorie e che è incompatibile con la struttura del beneficio, poiché la relativa eccezione presuppone l'indicazione, da parte del garante, dei beni del debitore da sottoporre ad esecuzione; nondimeno, il beneficio opera quando le parti abbiano espressamente pattuito l'efficacia della preventiva escussione anche in presenza del fallimento del debitore, ovvero abbiano scelto di collegare l'esigibilità del debito del fideiussore all'impossibilità definitiva, totale o parziale, di recupero del credito nei confronti del debitore principale, conseguente alla conclusione della procedura concorsuale senza soddisfacimento del credito stesso. Rigetta, App. Roma, 1/06/2006

Cassazione civile sez. III  30 maggio 2013 n. 13661  

 

Il rapporto processuale tra creditore, debitore principale e fideiussore, che è facoltativo nella fase d'introduzione del giudizio, potendo il creditore agire separatamente, a norma dell'art. 1944, comma 1, c.c., nei confronti dei due debitori solidali, una volta instaurato dà luogo a un litisconsorzio processuale, che diventa necessario nei gradi d'impugnazione, se siano riproposti temi comuni al debitore principale e al fideiussore, sicché il giudice d'appello, davanti al quale il fideiussore sollevi questioni attinenti al rapporto principale, non può negare ingresso ai relativi motivi di gravame in forza dell'acquiescenza prestata alla sentenza di primo rado dal debitore principale, ma è tenuto ad integrare il contraddittorio nei suoi confronti a norma dell'art. 331 c.p.c.

Cassazione civile sez. I  01 ottobre 2012 n. 16669

 

Nell'associazione non riconosciuta la responsabilità personale grava esclusivamente sui soggetti, che hanno agito in nome e per conto dell'associazione, attesa l'esigenza di tutela dei terzi che, nell'instaurazione del rapporto negoziale, abbiano fatto affidamento sulla solvibilità e sul patrimonio dei detti soggetti, non potendo il semplice avvicendamento nelle cariche sociali comportare alcun fenomeno di successione del debito in capo al soggetto subentrante, con l'esclusione di quello che aveva in origine contratto l'obbligazione. Ne consegue che l'obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa è inquadrabile tra le garanzie ex lege assimilabile alla fideiussione, con conseguente applicazione dei principi contenuti negli art. 1944 e 1957 c.c.

Cassazione civile sez. III  29 dicembre 2011 n. 29733  

 

Qualora il contenuto della polizza fideiussoria imponga al garante - previa rinuncia, ai sensi dell'art. 1944 c.c., del beneficio della preventiva escussione del garantito - di eseguire il pagamento in presenza del documentato inadempimento del contraente, l'accordo deve essere configurato come contratto autonomo di garanzia, il quale non presenta natura accessoria rispetto all'obbligazione principale.

Tribunale Milano  12 novembre 2010



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti