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Art. 1951 codice civile: Regresso contro più debitori principali

Se vi sono più debitori principali obbligati in solido, il fideiussore che ha garantito per tutti ha regresso contro ciascuno per ripetere integralmente ciò che ha pagato.


Commento

La norma prevede il caso in cui l’obbligo di garanzia del fideiussore sia assunto nei confronti di più debitori principali tra i quali si instaura un rapporto di cd. solidarietà passiva. In tal caso, essendo ciascuno dei debitori tenuto all’adempimento della prestazione per l’intero ammontare del debito, il fideiussore, che, avendo garantito per tutti, paga, ha il diritto di ottenere (ripetere) da uno qualsiasi di essi la restituzione di quanto pagato.


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

Con riguardo alla fideiussione prestata da più persone per un medesimo debitore ed un medesimo debito, il fideiussore che ha soddisfatto il creditore acquista il diritto di regresso contro gli altri fideiussori, per la loro rispettiva porzione, ai sensi dell'art. 1954 c.c. Tuttavia, l'azione di regresso esercitata nei confronti degli altri fideiussori non vale ad interrompere la prescrizione del credito che residua nei confronti del debitore principale, poiché tale azione ha ad oggetto un diverso diritto di credito che trova fondamento nel rapporto di solidarietà tra fideiussori, al quale resta estraneo il debitore principale, con conseguente inapplicabilità dell'art. 1310 c.c. il quale, nel prevedere che gli atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei debitori hanno effetto per gli altri debitori, riguarda la diversa ipotesi della solidarietà nel debito (o nel credito).

Cassazione civile sez. I  18 giugno 2009 n. 14160

 

Quando vi sono più debitori principali, obbligati in solido, il fideiussore che ha garantito l'adempimento dell'obbligazione ha regresso, per ripetere integralmente quanto ha pagato, contro ciascuno dei debitori solidali e, quindi, anche nei riguardi del condebitore solidale che non abbia stipulato il contratto di fideiussione e non sia consapevole della sua esistenza.

Cassazione civile sez. II  26 agosto 2002 n. 12477  

 

Devono ritenersi soggetti passivi dell'obbligazione doganale, oltre al proprietario della merce, tutti coloro (incluso l'operatore doganale) per conto dei quali la merce stessa risulti importata o esportata, e deve, altresì, ritenersi che il contratto stipulato tra l'operatore ed un istituto di assicurazione accreditato presso l'amministrazione non si collochi nell'ambito della causa assicurativa, integrando gli estremi del modello legale tipico della fideiussione, che coinvolge in ogni caso il proprietario importatore il quale resta ed è tenuto ad osservare (giovandosene) le dilazioni di pagamento concesse dalla dogana allo spedizioniere - operatore abituale; così che, quando quest'ultimo, nello svolgimento delle operazioni doganali per conto del proprietario della merce (in forza di mandato diretto o di subdelega), si sia avvalso della facoltà di differire il pagamento dei tributi doganali stipulando, all'uopo, una polizza fideiussoria (sostitutiva della cauzione ed identificativa dell'obbligazione garantita con il debito inerente a detti tributi, conformemente alle previsioni di cui agli art. 78 e 79 d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43) con una società di assicurazioni, a quest'ultima, se escussa dall'amministrazione finanziaria in forza del detto titolo deve essere riconosciuto il diritto di surrogazione e di regresso (ex art. 1949 - 1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, ancorché questi abbia già versato al proprio delegato la somma occorrente al pagamento dei tributi. In tale ipotesi non si applica l'art. 1952, comma 1, per cui il garante non ha alcun obbligo di comunicare subitaneamente al proprietario della merce l'intervenuto pagamento.

Corte appello Milano  28 maggio 2002

 

 

Dogana

Allorché lo spedizioniere doganale, nell'eseguire le operazioni in dogana per conto del proprietario della merce, si avvale della facoltà di differire il pagamento dei tributi doganali ai sensi degli art. 78 e 79 t.u. 23 gennaio 1973 n. 43, stipulando all'uopo una polizza fideiussoria sostitutiva della cauzione, la società di assicurazione, che ha prestato la fideiussione ed ha pagato i tributi medesimi, ha diritto di surrogazione e regresso (art. 1949-1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, il quale, nonostante il ricorso all'attività dello spedizioniere (che assume la veste di condebitore in solido), rimane soggetto passivo del rapporto tributario e quindi dell'obbligazione garantita. Tali diritti di surrogazione e regresso, dato il rapporto di identità oggettiva dell'obbligazione del proprietario nei confronti del fideiussore e dell'amministrazione finanziaria, si prescrivono nello stesso termine di cinque anni previsto dall'art. 84 del citato d.P.R. n. 43 del 1973 per la prescrizione dell'azione dello Stato per la riscossione dei diritti doganali.

Cassazione civile sez. III  28 gennaio 2013 n. 1885  

 

La società di assicurazioni che ha stipulato con lo spedizioniere doganale una polizza fideiussoria sostitutiva della cauzione ed identificante l'obbligazione garantita nel debito inerente ai tributi dovuti all'amministrazione finanziaria, qualora per questo titolo sia stata escussa dall'amministrazione finanziaria stessa, ha diritto di surrogazione e regresso (in base agli art. 1949-1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, in tutti i diritti e le azioni spettanti all'amministrazione; il fideiussore ha pertanto anche diritto alla corresponsione degli interessi dal giorno dell'avvenuto pagamento, nella misura fissata dall'art. 86 d.P.R. 43/1973.

Cassazione civile sez. III  05 dicembre 2002 n. 17266  

 

La società di assicurazioni che ha stipulato con lo spedizioniere doganale una polizza fideiussoria sostitutiva della cauzione ed identificante l'obbligazione garantita nel debito inerente ai tributi dovuti all'amministrazione finanziaria, qualora per questo titolo sia stata escussa dall'amministrazione finanziaria stessa, ha diritto di surrogazione e regresso (in base agli art. 1949 - 1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, in tutti i diritti e le azioni spettanti all'amministrazione; il fideiussore ha pertanto anche diritto alla corresponsione degli interessi dal giorno dell'avvenuto pagamento, nella misura fissata dall'art. 86 del d.P.R. n. 43 del 1973.

Cassazione civile sez. III  05 dicembre 2002 n. 17266  

 

Quando lo spedizioniere doganale, nell'eseguire le operazioni in dogana per conto del proprietario della merce, ancorché in forza di subdelega ricevuta dal mandatario di quest'ultimo, si avvalga della facoltà di differire il pagamento dei tributi doganali, ai sensi degli art. 78 e 79 d.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43, stipulando all'uopo con società di assicurazioni una polizza fideiussoria, sostitutiva della cauzione ed identificante l'obbligazione garantita nel debito inerente a detti tributi, a tale società, che per il suddetto titolo sia stata escussa dall'amministrazione finanziaria, deve essere riconosciuto diritto di surrogazione e regresso (art. 1949-1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, il quale, nonostante il ricorso all'attività dello spedizioniere (che assume la veste di condebitore in solido), è soggetto passivo del rapporto tributario e, quindi, dell'obbligazione garantita. Poiché l'indicata surrogazione avviene in tutti i diritti e le azioni spettanti all'amministrazione, sulle somme pagate il fideiussore ha diritto, a partire dal giorno del pagamento, agli interessi nella misura di cui all'art. 86 del citato d.P.R.

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2002 n. 845

 

 

Unione Europea

A norma dell'art. 234 (già art. 177) del trattato istitutivo dell'Unione europea, deve essere deferita al giudizio della Corte di giustizia la questione interpretativa dell'art. 5, numero 1, della convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata a Bruxelles il 27 settembre 1968 (resa esecutiva con la l. 21 giugno 1971 n. 804), nella versione successivamente modificata dalle convenzioni di Lussemburgo, San Sebastian e Bruxelles (rispettivamente in data 9 ottobre 1978, 25 ottobre 1982, 26 maggio 1989 e 29 novembre 1996), perché detta Corte stabilisca se nella nozione di "materia contrattuale" - in ordine alla quale la norma convenzionale ammette la possibilità di citare il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita - sia ricompresa l'obbligazione della quale il fideiussore, che in forza di contratto di garanzia stipulato con lo spedizioniere abbia pagato i tributi doganali, chieda in giudizio l'adempimento in surrogazione dell'Amministrazione finanziaria ed in via di regresso nei confronti del terzo debitore proprietario della merce importata, rimasto estraneo al contratto fideiussorio.

Cassazione civile sez. un.  06 giugno 2002 n. 8249  

 



 
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