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Art. 1952 codice civile: Divieto di agire contro il debitore principale

Il fideiussore non ha regresso contro il debitore principale se, per avere omesso di denunziargli il pagamento fatto, il debitore ha pagato ugualmente il debito.

Se il fideiussore ha pagato senza averne dato avviso al debitore principale, questi può opporgli le eccezioni che avrebbe potuto opporre al creditore principale all’atto del pagamento.

In entrambi i casi è fatta salva al fideiussore l’azione per la ripetizione contro il creditore.


Giurisprudenza annotata

Fideiusione

Nel contratto autonomo di garanzia il garante è obbligato a pagare senza il preventivo accertamento dell’inadempimento del debitore che non è tenuto a preavvisare, come invece stabilito per la fideiussione all’art. 1952 comma 1, c.c., non potendo opporre al creditore le eccezioni spettanti al debitore principale, salvo l’”exceptio doli”.

Tribunale Arezzo  13 gennaio 2014 n. 30  

 

Al fine della qualificazione del contratto autonomo di garanzia, l'esclusione della legittimazione del debitore principale a chiedere che il garante opponga al garantito le eccezioni scaturenti dal rapporto principale e la rinuncia ad opporre eccezioni da parte del garante che, dopo il pagamento, abbia agito in regresso, costituiscono indici di una deroga alla normale accessorietà della garanzia fideiussoria, nella quale invece il garante ha l'onere di preavvisare il debitore principale della richiesta di pagamento del creditore, ai sensi dell'art. 1952, secondo comma, cod. civ., all'evidente scopo di porre il debitore in condizione di opporsi al pagamento, qualora esistano eccezioni da far valere nei confronti del creditore. (Nella specie, la Corte ha ritenuto congrua e rispettosa dei criteri di ermeneutica la motivazione della decisione della corte territoriale, che, in mancanza nel contratto di espresso richiamo alla disciplina tipica della fideiussione, l'aveva qualificato come contratto autonomo di garanzia). Rigetta, App. Milano, 30/10/2007

Cassazione civile sez. III  17 giugno 2013 n. 15108  

 

È corretta la qualificazione come contratto autonomo di garanzia, operata dal giudice di merito, di una polizza fideiussoria caratterizzata: a) dalla fissazione di un termine breve, decorrente dalla ricezione della richiesta da parte del creditore garantito (sebbene quest'ultima non sia definita "semplice"), entro il quale il garante è tenuto a pagare le somme dovute; b) dall'esclusione della facoltà, per il debitore principale, di opporre al garante che agisce in regresso le eccezioni di cui all'art. 1952 c.c.; c) dalla previsione, a carico del creditore garantito, degli oneri di cui all'ars. 1957 c.c., ritenuta in concreto compatibile con il carattere autonomo della garanzia. Conferma App. Roma 23 novembre 2009

Cassazione civile sez. III  05 aprile 2012 n. 5526

 

La decadenza di cui all'art. 1957, comma 1, c.c., per il debitore che, convenuto in giudizio dal fideiussore, la deduca per impedire l'azione di regresso nei suoi confronti, si pone come eccezione "de iure tertii”, inidonea come tale a vanificare l'obbligazione di ripristino del patrimonio del fideiussore di quanto corrisposto in adempimento del debito garantito; la decadenza in questione, infatti, non può ritenersi compresa tra le eccezioni che il debitore può opporre al fideiussore, ai sensi dell'art. 1952 c.c., trattandosi di questione relativa al rapporto tra fideiussore e creditore, rispetto al quale il debitore resta del tutto estraneo.

Cassazione civile sez. III  01 luglio 2005 n. 14089  

 

Le eccezioni che il debitore può opporre all'azione di regresso del fideiussore, che ha pagato senza dargliene avviso, sono, ai sensi dell'art. 1952, comma 2, c.c., quelle stesse che il debitore avrebbe potuto opporre al creditore principale all'atto del pagamento e tra esse non può ritenersi compresa la decadenza del comma 1 dell'art. 1957 c.c., che riguarda il negozio accessorio di garanzia intercorrente tra fideiussore e creditore e al quale il debitore principale rimane estraneo.

Cassazione civile sez. III  01 luglio 2005 n. 14089  

 

L'inserimento, in un contratto di fideiussione, della clausola di pagamento a prima richiesta non vale da solo a comportare un mutamento di natura della garanzia, tale da permettere di qualificare la medesima quale contratto autonomo di garanzia, spettando al giudice operare la qualificazione giuridica di un rapporto, prescindendo dalla terminologia utilizzata dai contraenti e facendo riferimento alle pattuizioni con le quali le parti hanno in concreto inteso regolare il rapporto ed all'effettivo assetto negoziale perseguito. Conseguentemente, deve qualificarsi contratto autonomo di garanzia l'accordo contenente: a) la previsione di un brevissimo termine (10 giorni dalla ricezione della richiesta) entro il quale effettuare il pagamento; b) l'esclusione espressa del beneficio della preventiva escussione del contraente; c) l'esclusione dell'obbligo di preventiva costituzione in mora del debitore garantito; d) la espressa rinunzia della garante alla possibilità di sollevare alcuna eccezione comprese quelle previste dall'art. 1952 c.c.

Tribunale Monza  23 maggio 2005

 

In presenza di garanzia fideiussoria, che ha carattere accessorio, la condictio indebiti rientra nella legittimazione del garante escusso ex art. 1952 comma 3 c.c., mentre nel caso di garanzia autonoma il "solvens" deve pagare in forza dell'obbligazione di garanzia e l'azione restitutoria, nell'ipotesi di indebito, non compete al garante bensì al debitore principale, nei cui confronti esso garante ha diritto di rivalsa (nella specie, il pagamento in contestazione riguardava somme versate dal garante alla banca garantita in virtù di clausola concernente capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal debitore principale).

Corte appello Genova sez. III  09 dicembre 2002

 

Devono ritenersi soggetti passivi dell'obbligazione doganale, oltre al proprietario della merce, tutti coloro (incluso l'operatore doganale) per conto dei quali la merce stessa risulti importata o esportata, e deve, altresì, ritenersi che il contratto stipulato tra l'operatore ed un istituto di assicurazione accreditato presso l'amministrazione non si collochi nell'ambito della causa assicurativa, integrando gli estremi del modello legale tipico della fideiussione, che coinvolge in ogni caso il proprietario importatore il quale resta ed è tenuto ad osservare (giovandosene) le dilazioni di pagamento concesse dalla dogana allo spedizioniere - operatore abituale; così che, quando quest'ultimo, nello svolgimento delle operazioni doganali per conto del proprietario della merce (in forza di mandato diretto o di subdelega), si sia avvalso della facoltà di differire il pagamento dei tributi doganali stipulando, all'uopo, una polizza fideiussoria (sostitutiva della cauzione ed identificativa dell'obbligazione garantita con il debito inerente a detti tributi, conformemente alle previsioni di cui agli art. 78 e 79 d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43) con una società di assicurazioni, a quest'ultima, se escussa dall'amministrazione finanziaria in forza del detto titolo deve essere riconosciuto il diritto di surrogazione e di regresso (ex art. 1949 - 1951 c.c.) nei confronti del proprietario importatore, ancorché questi abbia già versato al proprio delegato la somma occorrente al pagamento dei tributi. In tale ipotesi non si applica l'art. 1952, comma 1, per cui il garante non ha alcun obbligo di comunicare subitaneamente al proprietario della merce l'intervenuto pagamento.

Corte appello Milano  28 maggio 2002



 
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