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Art. 1953 codice civile: Rilievo del fideiussore

Il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore perchè questi gli procuri la liberazione (1) o, in mancanza, presti le garanzie necessarie (2) per assicurargli il soddisfacimento delle eventuali ragioni di regresso, nei casi seguenti:

1) quando è convenuto in giudizio per il pagamento (3);

2) quando il debitore è divenuto insolvente;

3) quando il debitore si è obbligato di liberarlo dalla fideiussione entro un tempo determinato (4);

4) quando il debito è divenuto esigibile per la scadenza del termine;

5) quando sono decorsi cinque anni, e l’obbligazione principale non ha un termine, purchè essa non sia di tal natura da non potersi estinguere prima di un tempo determinato.


Commento

Azione di rilievo: azione con finalità prevalentemente cautelari, concessa al fideiussore perché ottenga dal debitore la liberazione dalla garanzia. Ciò può avvenire sia attraverso il pagamento diretto effettuato dal debitore al creditore sia attraverso un accordo in virtù del quale il creditore si impegna a privarsi della garanzia costituita dal fideiussore.

 

(1) Il fideiussore può essere liberato o perché il debitore paga direttamente il creditore, o perché il creditore, su sollecitazione del debitore, decide di rinunciare ad avvalersi della garanzia prestata dal fideiussore.

 

(2) La modalità ed il tipo delle garanzie da prestare per il buon esito di un eventuale futuro regresso sono stabilite dal debitore: il giudice, eventualmente interpellato, potrà solo valutare se la cautela offerta o prestata sia idonea.

 

(3) Essere convenuti in giudizio implica l’avere ricevuto una chiamata in causa dal creditore che ha promosso il processo per veder accolta la sua domanda (giudiziale) diretta ad ottenere il pagamento del credito.

 

(4) Questo perché il fideiussore, non potendo rimanere a tempo indeterminato nella incertezza del se dovrà pagare, e quando dovrà pagare, può stabilire col debitore il termine (la data) entro il quale dovrà essere liberato. Lo stesso risultato può essere raggiunto quando la liberazione viene sottoposta a condizione sospensiva [v. 1938; 1353 ss.] o collegata al verificarsi di un evento determinato.

 

 


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

L'insinuazione al passivo del credito del coobbligato può aver luogo solo se e nella misura in cui sia già avvenuto il pagamento, che configura il fatto costitutivo del diritto al regresso o della modifica in sede di surrogazione o della sua assunzione, nel rapporto principale, della veste di unico creditore, in quanto l'ammissione al passivo dei crediti con riserva esige una situazione soggettiva non dispiegabile con pienezza soltanto per difetto di elementi accidentali esterni, diversi dal pagamento futuro al creditore comune. Ove, pertanto, tale pagamento sia stato effettuato nel corso di una procedura concorsuale (nella specie, l'amministrazione straordinaria ex art. 1 d.lg. 8 luglio 1999 n. 270), ed in particolare dopo la proposizione, da parte del fideiussore, della relativa domanda di insinuazione, ma anteriormente alla esecutività dello stato passivo, il giudice, comunque adito ex art. 53 del citato d.lg. e 98 legge fall. (nel testo, applicabile ratione temporis, anteriore alla riforma di cui al d.lg. 9 gennaio 2006 n. 5) per l'ammissione al passivo incondizionata, come richiesto ab origine, in luogo dell'ivi avvenuta ammissione con riserva, non può restringere il suo sindacato critico ancora sul mezzo oppositivo adottato, dovendo, invece, considerare nel merito, e per tutta la sua latitudine, la descritta domanda finalmente fondata sul presupposto solutorio comunque attuato.

Cassazione civile sez. I  11 gennaio 2013 n. 613

 

È inammissibile l'anione di rilievo del fideiussore esperita dall'opponente ex art. 1953 c.c. nell'ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, allorquando l'opponente abbia citato direttamente il debitore (terzo nel giudizio di opposizione) senza domandare l'autorizzazione al Giudice per la chiamata.

Tribunale Reggio Emilia  07 giugno 2012 n. 1092

 

Per quanto riguarda l'azione di rilievo del fideiussore di cui all'art. 1953 c.c., prevista esclusivamente a tutela del diritto di rivalsa dello stesso verso il debitore principale, non vi sono ragioni ostative a un'applicazione analogica, posto che il diritto di rivalsa del garante autonomo si atteggia in modo analogo a quello del fideiussore, l'unica differenza essendo che il debitore principale non potrà opporre al primo le eccezioni relative al rapporto principale che questi non può opporre al beneficiario.

Tribunale Roma sez. IX  07 aprile 2011 n. 7311

 

L'art. 1953 c.c. il quale consente al fideiussore, prima di aver pagato, e a tutela delle proprie ragioni di regresso suscettibili di essere pregiudicate dallo stato d'insolvenza del debitore principale, di agire contro questo ultimo, affinché lo liberi dall'impegno fideiussorio, mediante pagamento diretto del creditore od ottenendo rinuncia del creditore alla fideiussione (cosiddetto rilievo per liberazione), ovvero affinché presti garanzia idonea ad assicurare le suddette ragioni (cosiddetto rilievo per cauzione), non trova applicazione nel caso di assoggettamento di detto debitore principale a fallimento.

Cassazione civile sez. I  16 giugno 2010 n. 14584

 

Ai sensi dell'art. 1953 c.c., l'azione di rilievo per liberazione e l'azione di rilievo per cauzione non si pongono in rapporto di equivalenza, bensì di subordinazione, dal momento che il debitore non può far ricorso al rilievo per cauzione se non quando provi di essersi trovato nella impossibilità di ottenere dal creditore la liberazione del fideiussore. (Cassa App. Bologna 13 febbraio 2006 n. 183).

Cassazione civile sez. I  16 giugno 2010 n. 14584

 

In caso di fideiussione rilasciata da più fideiussori, qualora in un medesimo procedimento uno di essi proponga domanda di regresso nei confronti dell'altro per la ripetizione dei versamenti già effettuati dal primo per conto del debitore principale e il secondo fideiussore chieda al debitore principale, anche ai sensi dell'art. 1953 c.c., di essere garantito in relazione alle somme richiestegli, il rapporto tra il secondo fideiussore e il debitore principale, pur dipendendo da quello esistente tra i due fideiussori, è autonomo e non si configura un litisconsorzio necessario processuale, trattandosi di cause tra loro scindibili, con conseguente possibilità di una loro separazione.

Cassazione civile sez. I  05 febbraio 2008 n. 2747

 

L'azione di rilievo c.d. per liberazione e l'azione di rilievo c.d. per cauzione di cui all'art. 1953 c.c. spettano esclusivamente al fideiussore nei confronti del debitore, e non anche al creditore garantito nei confronti del fideiussore. Pertanto, in presenza sia di contratto di fideiussione che di (successiva) fideiussione al fideiussore (o fideiussione alla fideiussione o fideiussione di regresso), poiché quest'ultima costituisce una seconda ed autonoma fideiussione con un diverso creditore, le azioni di rilievo possono essere esercitate, nell'ambito del contratto di fideiussione, dal "primo" fideiussore (solamente) nei confronti del debitore, e, nell'ambito della fideiussione al fideiussore, dal "secondo" fideiussore (solamente) nei confronti del debitore; ne consegue che il "primo" fideiussore non può esercitare tali azioni nei confronti del "secondo" fideiussore (il fideiussore al fideiussore), difettando, in caso contrario, di legittimazione al giudizio.

Cassazione civile sez. III  13 maggio 2002 n. 6808

 

 

Ipoteca

La disposizione dell'art. 1953 n. 4 c.c. (c.d. rilievo del fideiussore) - secondo cui il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore perché questi, nei casi tassativamente ivi previsti, gli procuri la liberazione o in mancanza gli presti le necessarie garanzie - non è applicabile, neppure in via analogica, al terzo datore di ipoteca, attese le diversità funzionali e strutturali della fideiussione (garanzia personale con la quale il fideiussore risponde con tutti i suoi beni dell'adempimento del debitore) dall'ipoteca (diritto reale di garanzia in forza del quale il terzo datore risponde solo con il bene assoggettato) e la completezza della disciplina legislativa della prestazione di ipoteca da parte del terzo (art. da 2868 a 2871 c.c.) che non lascia spazio a lacune di sorta.

Cassazione civile sez. III  06 maggio 1994 n. 4420  



 
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