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Art. 1954 codice civile: Regresso contro gli altri fideiussori

Se più persone hanno prestato fideiussione per un medesimo debitore e per un medesimo debito (1), il fideiussore che ha pagato ha regresso contro gli altri fideiussori per la loro rispettiva porzione (2). Se uno di questi è insolvente, si osserva la disposizione del secondo comma dell’art. 1299 (3).


Commento

(1) La norma prevede un’ipotesi di confideiussione in cui il regresso è ammesso solo se chi ha assunto la fideiussione lo ha fatto in base ad un interesse comune agli altri confideiussori, ed a seguito di un pagamento riferibile al debito garantito in comune.

Così, nel caso in cui la garanzia sia stata prestata da più fideiussori ma autonomamente, sulla base cioè di interessi distinti e separati, al fideiussore che ha pagato spetterà, ex art. 1204, nei confronti degli altri, il diritto di surrogazione ex art. 1949.

 

(2) In assenza di un precedente accordo in base al quale si ripartisce l’intero debito, le quote dei fideiussori si presumono uguali, ex art. 1298.

Oggetto del regresso è non solo l’importo del debito (capitale) ma anche gli interessi, le spese fatte ed i danni eventualmente subiti, in analogia a quanto dispone l’art. 1950.

 

(3) In base a tale norma, la perdita derivante dall’insolvenza di uno dei fideiussori si ripartisce tra gli altri, compreso quello che ha fatto il pagamento.

 

 


Giurisprudenza annotata

Società

La posizione del socio illimitatamente responsabile di una società personale non è assimilabile a quella di un fideiussore, sia pure "ex lege", poiché mentre quest'ultimo garantisce un debito altrui e per tale ragione, una volta effettuato il pagamento, ha azione di regresso per l'intero nei confronti del debitore principale e si surroga nei diritti del creditore (art. 1949 e 1950 c.c.), il socio illimitatamente responsabile risponde con il proprio patrimonio di debiti che non possono dirsi a lui estranei, in quanto derivanti dall'esercizio dell'attività comune (al cui svolgimento, data l'assenza di un'organizzazione corporativa, partecipa direttamente: art. 2257 e 2258 c.c.), ed è anzi tenuto, ove i fondi sociali risultino insufficienti, a provvedere anche mediante contribuzioni aggiuntive a quelle effettuate all'atto dei conferimenti (art. 2280 c.c.), onde l'impossibilità di ammettere (ex art. 1954 c.c.) un'azione di regresso contro la società del socio che abbia provveduto al pagamento di un debito sociale e l'inapplicabilità degli art. 1953, 1955 e 1957 c.c.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I  03 gennaio 2013 n. 1  

 

 

Fideiussione

L'art. 1954 c.c. non prevede, ai fini del regresso contro gli altri cofideiussori, che gli stessi debbano essere avvertiti prima del pagamento al creditore, e ciò tanto più nel caso di fideiussione con garanzia a prima richiesta, senza eccezioni e con obbligo di pagamento in tempi particolarmente stringenti.

Tribunale Reggio Emilia  07 giugno 2012 n. 1092  

 

La fideiussione alla fideiussione (o fideiussione al fideiussore, o fideiussione di regresso) va distinta dalla fideiussione del fideiussore (cosiddetta approvazione), di cui all'art. 1940 c.c., che costituisce una particolare modalità della fideiussione tipica, nella quale il "secondo" fideiussore garantisce l'adempimento dell'obbligazione del "primo" fideiussore, e non l'adempimento dell'obbligato principale, laddove nella fideiussione alla fideiussione il fideiussore si obbliga verso colui il quale è già fideiussore, per garantirgli, una volta che egli abbia pagato, la fruttuosità dell'azione di regresso nei confronti del debitore principale, sicché il fideiussore è un terzo rispetto alla prima fideiussione, ed il creditore garantito è, in effetti, il soggetto che nella prima fideiussione era il fideiussore. Ne consegue che, dando vita la fideiussione alla fideiussione a due contratti di fideiussione, concettualmente ed ontologicamente autonomi, per quanto, in genere, funzionalmente collegati, nel giudizio promosso dal primo fideiussore nei confronti del secondo fideiussore non sussiste litisconsorzio necessario con il creditore garantito della prima fideiussione, e che la prescrizione del diritto al rimborso in favore del creditore garantito dalla seconda fideiussione inizia a decorrere solo dalla data dell'avvenuto pagamento da parte dello stesso quale primo fideiussore.

Cassazione civile sez. III  12 settembre 2011 n. 18650  

 

Con riguardo alla fideiussione prestata da più persone per un medesimo debitore ed un medesimo debito, il fideiussore che ha soddisfatto il creditore acquista il diritto di regresso contro gli altri fideiussori, per la loro rispettiva porzione, ai sensi dell'art. 1954 c.c. Tuttavia, l'azione di regresso esercitata nei confronti degli altri fideiussori non vale ad interrompere la prescrizione del credito che residua nei confronti del debitore principale, poiché tale azione ha ad oggetto un diverso diritto di credito che trova fondamento nel rapporto di solidarietà tra fideiussori, al quale resta estraneo il debitore principale, con conseguente inapplicabilità dell'art. 1310 c.c. il quale, nel prevedere che gli atti con i quali il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei debitori hanno effetto per gli altri debitori, riguarda la diversa ipotesi della solidarietà nel debito (o nel credito).

Cassazione civile sez. I  18 giugno 2009 n. 14160  

 

Il fatto costitutivo del regresso del cofideiussore solvens verso gli altri fideiussori del medesimo debito (art. 1954 c.c.) è l'estinzione di esso, per effetto del depauperamento del proprio patrimonio oltre la propria quota, perché la ratio della predetta norma è volta ad impedire il corrispondente indebito arricchimento dei condebitori.

Cassazione civile sez. III  27 gennaio 2009 n. 1955

 

 

Obbligazioni e contratti

In difetto di una valutazione legale tipica della gravità dell'inadempimento, la violazione del divieto pattizio di sublocazione di cui all'art. 1954, comma 1, c.c. o di cessione in uso dell'immobile locato ad uso non abitativo in tanto consente la pronuncia di risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1453 c.c. in quanto l'inadempimento integrato dalla violazione del patto non abbia, secondo quanto richiesto dalla norma di generale applicazione posta dall'art. 1455 c.c., scarsa importanza avuto riguardo all'interesse dell'altra parte, da apprezzarsi dal giudice in base alle circostanze del caso.

Cassazione civile sez. III  18 agosto 2011 n. 17348  



 
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