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Art. 1956 codice civile: Liberazione del fideiussore per obbligazione futura

Il fideiussore per un’obbligazione futura è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore (1), ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente piu’ difficile il soddisfacimento del credito (2).

Non è valida la preventiva rinuncia del fideiussore ad avvalersi della liberazione.



Commento

(1) L’autorizzazione non può essere tacita o presunta; può essere però successiva alla concessione del nuovo credito.

 

(2) La notevole difficoltà non è necessariamente collegata all’insolvenza; essa può dipendere anche dal fondato timore che il debitore possa essere insolvente o dal sopravvenire di ostacoli che rendono meno agevole l’azione verso il debitore.

Il mutamento deve essere avvenuto nel periodo che va dalla data in cui fu prestata la fideiussione a quella della concessione del credito: il mutamento deve essere perciò sopravvenuto, e non esistente al momento in cui la garanzia fu costituita.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Fideiussione

Caratteristica fondamentale che differenzia il contratto autonomo di garanzia dalla fideiussione è la carenza dell'elemento della accessorietà, sicché il garante si impegna a pagare al beneficiario, senza opporre eccezioni in ordine alla validità e/o alla efficacia del rapporto di base. La causa concreta del contratto autonomo di garanzia sta nel trasferire da un soggetto all'altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale. La presenza - infine - di una clausola a prima richiesta e senza eccezioni, deve di per sé orientare l'interprete verso l'approdo alla autonoma fattispecie del garantievertrag, salva evidente, patente, irredimibile discrasia con l'intero contenuto altro della convenzione negoziale. (Nella specie il contratto oggetto di causa conteneva l'indicazione per cui il pagamento avverrà dietro semplice presentazione alla banca di richiesta scritta, ma non prevedeva una clausola senza eccezioni e, anzi, riconosceva espressamente che la banca prestava la propria garanzia con formale rinuncia al beneficio della prevendita escussione di cui all'art. 1944 c.c. Tali elementi - ha osservato la Suprema corte, in applicazione del principio di cui sopra - appaiono decisivi al fine di ritenere che la garanzia, benché contenente la clausola a semplice richiesta, non era un contratto autonomo di garanzia, bensì un contratto di fideiussione, al quale andava applicato il disposto dell'art. 1956 c.c.).

Cassazione civile sez. III  20 marzo 2014 n. 6517  

 

In tema di locazioni ad uso non abitativo, la facoltà, attribuita contrattualmente al conduttore, di sostituire il deposito cauzionale, dovuto ai sensi degli artt. 11 e 41 della legge 27 luglio 1978, n.392, con una fideiussione bancaria a prima richiesta determina l'inapplicabilità dell'art. 1956 cod. civ., che presuppone il carattere futuro dell'obbligazione garantita, avendo tale fideiussione, da qualificarsi, peraltro, come cauzione o polizza fideiussoria, funzione di garanzia di un obbligo immediato, certo, liquido ed esigibile e natura di equivalente del denaro contante. Cassa con rinvio, App. Milano, 30/08/2010

Cassazione civile sez. III  20 marzo 2014 n. 6517

 

Per farsi applicazione dell’art. 1956 c.c., devono ricorrere sia il requisito oggettivo della concessione di ulteriore affidamento successivamente al deterioramento delle condizioni economiche del debitore e sopravvenuto alla prestazione della garanzia, sia quello soggettivo della consapevolezza del creditore del mutamento delle condizioni economiche del debitore, raffrontate a quelle esistenti all’atto della costituzione del rapporto, con onere della prova della ricorrenza di tali requisiti a carico della parte che ne deduce l’operatività (Cfr. Cass. civ., sez. III, 23 maggio 2005, n. 10870).

Tribunale Monza sez. II  07 novembre 2013

 

Vale a qualificare come contratto autonomo di garanzia, l'inserimento in un contratto di fideiussione, della clausola di "pagamento a prima richiesta e senza eccezioni", in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale. In forza dell'anzidetta clausola, infatti, l'obbligo del garante di pagare alla banca immediatamente, a semplice richiesta scritta, la previsione derogatrice dell'art. 1939 c.c., in forza della quale le parti abbiano espressamente convenuto che la garanzia manterrebbe i suoi effetti anche in caso di invalidità dell'obbligazione principale, e la rinuncia del garante a sollevare le eccezioni di cui agli art. 1956 e 1957 c.c., inducono a escludere il carattere di accessorietà dell'obbligazione di garanzia, che invece si connota per una piena autonomia rispetto al rapporto principale garantito.

Corte appello Palermo sez. III  04 giugno 2013 n. 953  

 

Al fine dell’integrazione della fattispecie di cui all’art. 1956 c.c. debbono sussistere tanto l’elemento oggettivo della concessione di un ulteriore finanziamento successivo al deterioramento delle condizioni economiche del debitore e sopravvenute rispetto all’epoca della prestazione della garanzia, quanto l’elemento soggettivo della consapevolezza del creditore del mutamento delle predette condizioni.

Tribunale Milano sez. VI  24 maggio 2013 n. 7281  

 

In caso di fideiussione per obbligazione futura, secondo la disciplina anteriore alla legge 17 febbraio 1992, n. 154 (il cui art. 10 ha modificato l'art. 1956 cod. civ.) ed in presenza di clausola di dispensa della banca creditrice dall'onere di conseguire una specifica autorizzazione del fideiussore per nuove concessioni di credito in caso di mutamento delle condizioni patrimoniali del debitore garantito, la garanzia fideiussoria è nulla ogni qual volta il comportamento della banca beneficiaria della fideiussione non sia improntato, nei confronti del fideiussore, al rispetto dei principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto. (Nel caso di specie, dopo cinque anni dal recesso del fideiussore e dopo che il passivo accumulato prima di questa data era stato saldato, la banca ha continuato e addirittura intensificato la concessione del credito, pretendendo di chiamare il garante a rispondere del saldo passivo del conto al momento della sua chiusura). Rigetta, App. Roma, 11/05/2006

Cassazione civile sez. I  16 maggio 2013 n. 11979  

 

L’art. 1956 c.c. libera il garante dalla propria obbligazione, se il creditore fa credito al terzo garantito senza autorizzazione del garante, solo là dove il creditore è a conoscenza dell’indebolimento della garanzia generale del credito del debitore principale.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I  14 maggio 2013 n. 417

 

La validità delle clausole omnibus dei contratti di fideiussione bancaria relativi ad apertura di credito, nonché della relativa deroga alla clausola di cui all'art. 1956 c.c., trova la sua ratio nel principio che deve presiedere al comportamento del creditore garantito nell'esercizio del suo potere discrezionale consistente nell'accordare le anticipazioni al debitore principale, con ampliamento del rischio del garante, atteso che per il fideiussore il limite dell'estensione del rischio è rappresentato dall'assoggettamento dell'istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone della buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l'esecuzione della garanzia, trova realizzazione il suddetto principio di buona fede.

Corte appello Bari sez. II  18 dicembre 2012 n. 1352



 
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