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Art. 1958 codice civile: Effetti del mandato di credito

Se una persona (1) si obbliga verso un’altra (2), che le ha conferito l’incarico, a fare credito a un terzo (3), in nome e per conto proprio, quella che ha dato l’incarico risponde come fideiussore di un debito futuro (4).

Colui che ha accettato l’incarico non può rinunziarvi, ma chi l’ha conferito può revocarlo, salvo l’obbligo di risarcire il danno all’altra parte.


Commento

(1) Cd. promittente: la sua obbligazione può avere ad oggetto qualsiasi prestazione riconducibile ad una causa creditizia: mutuo, apertura di credito, conto corrente etc.

Nell’esecuzione di tale obbligazione, il promittente deve seguire le istruzioni del promissario; concluso il contratto di credito col terzo, il promittente ha verso il promissario gli stessi obblighi che ha il creditore garantito verso il fideiussore.

A differenza del mandatario, però, il promittente non ha l’obbligo del rendiconto poiché agisce in nome e per conto proprio.

 

(2) Cd. promissario: deve collaborare col promittente per permettere l’esecuzione del credito, fornendogli tutte le informazioni di cui è in possesso sul conto del terzo cui si deve far credito, rimborsandogli le spese sostenute per eseguire l’incarico.

 

(3) Il terzo non diventa mai parte del negozio: non partecipa, infatti, alla sua formazione né, se rifiuta, influisce sul perfezionamento del contratto. Il mandato di credito non è perciò un negozio trilaterale.

 

(4) Il mandato di credito è un negozio preparatorio, che si collega ad un altro contratto successivo, il cd. contratto di credito, con cui realizza un unico risultato: il finanziamento del terzo da parte del promittente.

 

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Se la linea di credito è concessa in data successiva alla lettera, quest'ultima può essere considerata un mandato di credito ex art. 1958 c.c., se, al contrario, la linea di credito è concessa in un tempo anteriore e la lettera di patronage è solo successiva, la lettera viene ad atteggiarsi quale promessa del fatto del terzo, con la conseguenza che, in tale ultimo caso, l'obbligazione diviene impossibile per effetto dell'ammissione del patrocinante al concordato preventivo.

Tribunale Bergamo sez. II  18 gennaio 2007 n. 227

 

 

Mandato

Quando una parte si impegna, su specifico incarico di un'altra che si dichiari solidalmente responsabile per le conseguenti obbligazioni restitutorie, a far credito in proprio ad un terzo, non ricorre la funzione della lettera di patronage, negozio giuridico unilaterale contenente una dichiarazione normalmente emessa a favore di istituti bancari in connessione con l'erogazione di finanziamenti a soggetti sui quali il dichiarante è in condizione di esercitare la propria influenza, ma la funzione tipica del mandato di credito ex art. 1958 c.c. In tal caso, l'equiparazione del mandante al fideiussore importa l'applicabilità, in via analogica, delle norme sulla fideiussione, alla obbligazione sussidiaria di garanzia derivante a carico del mandante e quindi anche dell'art. 1957 c.c., ai sensi del quale il fideiussore resta obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale soltanto laddove il creditore, entro sei mesi, «abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate».

Corte appello Milano  05 febbraio 2005

 

Quando una parte si impegna, su specifico incarico di un'altra che si dichiari solidalmente responsabile per le conseguenti obbligazioni restitutorie, a far credito in proprio ad un terzo, non ricorre la funzione della lettera di patronage, negozio giuridico unilaterale contenente una dichiarazione normalmente emessa a favore di istituti bancari in connessione con l'erogazione di finanziamenti a soggetti sui quali il dichiarante è in condizione di esercitare la propria influenza, ma ricorre la funzione tipica del mandato di credito ex art. 1958 c.c. In tal caso, l'equiparazione del mandante al fideiussore importa l'applicabilità, in via analogica, delle norme sulla fideiussione, alla obbligazione sussidiaria di garanzia derivante a carico del mandante e quindi anche dell'art. 1957 c.c., ai sensi del quale il fideiussore resta obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale soltanto laddove il creditore, entro sei mesi, "abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate".

Corte appello Milano  05 febbraio 2005

 

Un mandato di credito ex art. 1958 c.c., ravvisabile nella richiesta rivolta ad una banca in una lettera di "patronage" di voler concedere nuove linee di credito al patrocinio, può essere perfezionato mediante il consenso manifestato dalla banca con il comportamento concludente costituito dall'effettiva erogazione al patrocinio del finanziamento oggetto della richiesta.

Tribunale Milano  30 maggio 1983



 
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