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Art. 1966 codice civile: Capacità a transigere e disponibilità dei diritti

Per transigere le parti devono avere la capacità di disporre dei diritti che formano oggetto della lite (1).

La transazione è nulla se tali diritti, per loro natura o per espressa disposizione di legge, sono sottratti alla disponibilità delle parti.


Commento

Diritti indisponibili: diritti riconosciuti dalla legge ad un soggetto per soddisfare non solo un suo interesse,ma anche un interesse super-individuale; sono tali diritti personali attinenti alla vita ed allo status familiae (è nulla, per es.: la transazione avente ad oggetto il riconoscimento della qualità di figlio, o la validità di una adozione). Tra i diritti indisponibili per volontà di legge, si è soliti far rientrare il diritto agli alimenti.

 

(1) Sono capaci di transigere le persone fisiche che abbiano acquistato la capacità di agire, nonché le persone giuridiche; ancora, può transigere il minore, qualora la legge, in relazione ad una determinata materia, gli attribuisca una speciale capacità di agire.

 


Giurisprudenza annotata

Transazione

Ai sensi dell'art. 1966 c.c. per poter transigere occorre avere la capacità di disposizione dei diritti che formano oggetto della lite ed è pertanto nulla la transazione conclusa da un soggetto privo del potere di manifestare efficacemente la volontà in ordine al rapporto controverso, a cui era estraneo. È pertanto parzialmente nulla la transazione relativa ad una lite insorta in relazione ad un contratto d'appalto nella parte in cui sia stata ultroneamente sottoscritta anche da un soggetto estraneo al precedente rapporto.

Corte appello Torino  22 aprile 2005

 

L'oggetto della transazione, e cioè la situazione giuridica controversa, va considerato sul piano della situazione giuridica che alla transazione consegue indipendentemente dal legame con la situazione preesistente, Poiché, infatti, anche se per la validità della transazione è necessaria la sussistenza della "res litigiosa", quest'ultima costituisce non l'oggetto, ma il presupposto della transazione ed integra l'ambito di operatività preclusiva della transazione stessa.

Cassazione civile sez. III  03 aprile 2003 n. 5139

 

È valida la transazione con la quale le parti, tra le quali era insorta controversia in merito alla natura privilegiata o meno del credito vantato da una di esse nei confronti dell'altra, decidono di considerare privilegiato soltanto il 50% di tale credito; in tal modo, infatti, le parti non costituiscono un nuovo privilegio, ma pongono fine ad una controversia relativa all'interpretazione di una norma di legge.

Tribunale Roma  16 settembre 2002

 

 

Concorrenza

Gli art. 806 c.p.c. e 1966 c.c. - che escludono dalla compromettibilità in arbitrati nazionali le controversie su "diritti" che, "per loro natura o per espressa disposizione di legge, sono sottratti alla disponibilità delle parti - impediscono di compromettere le controversie aventi ad oggetto solo quei diritti - di regola, ma non sempre, personali o personalissimi - che sono irrinunziabili, intrasmissibili ed imprescrittibili (e dei quali perciò non si può disporre con transazione o compromesso), fermo restando che non tutte le norme imperative e neppure tutte quelle di ordine pubblico hanno ad oggetto diritti indisponibili potendo esse agire con comandi o divieti pur sempre perentori ma nel territorio dei diritti disponibili, che restano tali anche quando il loro esercizio sia "conformato" da una disciplina inderogabile che preveda, ad esempio, specifiche sanzioni di nullità di atti o fatti illeciti.

Corte appello Milano  13 settembre 2002



 
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