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Art. 1968 codice civile: Transazione sulla falsità di documenti

La transazione nei giudizi civili di falso (1) non produce alcun effetto, se non è stata omologata dal tribunale, sentito il pubblico ministero (2).


Commento

Giudizio di falso: giudizio diretto ad ottenere l’accertamento della falsità di un atto pubblico o di una scrittura privata riconosciuta, autenticata o verificata (artt. 221-227 c.p.c.).

 

Omologazione: provvedimento del tribunale con il quale viene approvata la transazione. In altri termini, l’(—) costituisce il mezzo attraverso cui il tribunale controlla quelle fattispecie contrattuali nelle quali sono ravvisabili interferenze con i pubblici interessi. In tal modo, l’indagine del tribunale si limita ad accertare se le parti abbiano inteso sopprimere le tracce di una falsità (che deve essere accertata per motivi di pubblico interesse).

 

Pubblico ministero: organo dello Stato istituito presso la Corte di Cassazione, le Corti di Appello, i Tribunali ordinari e per i minorenni.

Gli uffici del pubblico ministero, che sono distinti ed autonomi dall’organo giurisdizionale presso il quale svolgono le loro funzioni, formano, nel loro complesso, la magistratura cd. requirente, che si contrappone alla magistratura giudicante, in quanto promuove e stimola l’attività del giudice (che è ufficio di decisione e di accertamento).

 

 

(1) Nella specie oggetto della transazione non può essere la verità o la falsità del documento (tale situazione è, infatti, soggetta alle norme cogenti che disciplinano le prove), bensì le conseguenze che tale documento è destinato a produrre nella sfera patrimoniale delle parti in lite.

 

(2) L’omologazione della transazione costituisce una condizione legale di efficacia, che rimane all’esterno del contratto stesso; pertanto, fin quando non interviene il provvedimento di omologazione, la transazione è improduttiva di effetti, e le parti si trovano in una situazione di aspettativa condizionata.


Giurisprudenza annotata

Procedimento civile

Il verbale di conciliazione costituisce pur sempre una transazione, soggetto ai limiti di impugnabilità di cui agli art. 1968 ss. c.c., sicché la deducibilità di fatti anteriori alla formazione dell'accordo transattivo è condizionata alla sussistenza delle condizioni stabilite dalla legge per la impugnazione della transazione.

Tribunale Monza  27 aprile 2005

 



 
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