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Art. 1977 codice civile: Nozione

La cessione dei beni ai creditori è il contratto col quale il debitore (1) incarica i suoi creditori o alcuni di essi di liquidare tutte o alcune sue attività e di ripartirne tra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti.


Commento

Cessione dei beni ai creditori: nella specie, con tale termine si fa riferimento non ad un reale trasferimento dei beni ai creditori, bensì al fatto che i beni del debitore sono soltanto affidati ai creditori, perché questi possano compiere le necessarie operazioni di liquidazione.

 

Liquidazione: procedimento attraverso il quale si convertono in denaro determinati beni, vendendoli a terzi.

 

 

(1) Debitore può essere una persona fisica o una persona giuridica; può altresì trattarsi del condebitore, del civilmente responsabile, del fideiussore, essendo ciascuno di essi obbligato personalmente.

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di concordato preventivo con cessione dei beni, il potere di provvedere alla liquidazione tramite la cessione dei beni della società concordataria è attribuito dalla legge, in modo esclusivo, al liquidatore, mentre tale attività non può essere svolta in modo sostitutivo o parallelo dal debitore concordatario, come si desume dalle disposizioni degli art. 37, 38, 39 e 116 legge fall., richiamati nell'art. 182, comma 2, legge fall., nel testo risultante a seguito delle modifiche di cui all' art. 16 d.lg. 12 settembre 2007 n. 169, le quali, ponendo obblighi e responsabilità in capo al liquidatore, escludono che altri soggetti siano autorizzati ad operare, intervenire o interferire nella liquidazione.

Cassazione civile sez. I  15 luglio 2011 n. 15699  

 

Il concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori deve essere risolto a norma dell'art. 186 l.fall., qualora emerga che esso sia venuto meno alla sua funzione, in quanto, secondo il prudente apprezzamento del giudice del merito, le somme ricavabili dalla liquidazione dei beni ceduti si rivelino insufficienti, in base ad una ragionevole previsione, a soddisfare, anche in minima parte, i creditori chirografari e, integralmente, i creditori privilegiati; la ragione della predetta risoluzione, inoltre, può anche consistere, come nella specie, nell'obiettiva impossibilità sopravvenuta di attuare le condizioni minime previste dalla legge fallimentare, senza che alcun rilievo assuma l'eventuale colpa del debitore che, in caso di consegna dei beni, ha esaurito la sua prestazione, ove non sia prevista la sua liberazione immediata ed invece operi il trasferimento in favore degli organi della procedura della legittimazione a disporre dei beni ceduti ex art. 1977 c.c.

Cassazione civile sez. I  20 giugno 2011 n. 13446  

 

Il concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori implica il conferimento di un mandato a liquidare i beni ceduti con conseguente sospensione delle prescrizioni dei crediti verso il debitore, ex art. 2941 n. 6 c.c., analogamente a quanto accade per la fattispecie contrattuale di cui all’art. 1977 c.c.

Tribunale Mantova  27 gennaio 2006

 

La cessione dei beni proposta con la istanza di concordato preventivo non si perfeziona già con il deposito di essa o - quantomeno - con il decreto di ammissione assecondato dalla pubblicità prevista dall'art. 166 l. fall., e neppure con la sentenza di omologazione del concordato, dovendosi invece l'istituto in questione ricondurre, sia pure con le caratteristiche proprie di un procedimento complesso ed articolato, alla figura generale della cessione dei beni ai creditori prevista dall'art. 1977 c.c., la quale si sostanzia in un mandato irrevocabile a gestire e liquidare i beni del debitore, senza alcuna efficacia traslativa della proprietà, e con il quale si conferisce agli organi della procedura la legittimazione a disporre dei beni dell'imprenditore al fine di soddisfare il ceto creditorio

Cassazione civile sez. I  01 giugno 1999 n. 5306  

 

 

Tributi

Per effetto del negozio di cessione dei beni ai creditori (art. 1977 ss. c.c.), ai creditori cessionari spetta non solo l'amministrazione dei beni ceduti (art. 1979 c.c.), ma anche - sia pure nel quadro della liquidazione delle attività del cedente e del successivo riparto del ricavato - il potere di disporre, nel loro interesse, dei beni anzidetti. Ne consegue che, in tema di imposta sull'incremento di valore degli immobili (in.v.im.), il creditore cessionario che stipuli, in tale qualità, un atto di vendita di beni immobili, proprio perché partecipa all'atto anche nel suo interesse, viene ad assumere - a differenza del soggetto che intervenga unicamente quale rappresentante volontario del venditore - la veste non solo formale, ma anche sostanziale di parte dell'atto di trasferimento, rimanendo, come tale, solidalmente responsabile per il pagamento dell'imposta ai sensi dell'art. 26 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643.

Cassazione civile sez. trib.  24 ottobre 2005 n. 20580

 

Nel caso di alienazione di un immobile, la cui cessione non ha avuto effetti immediatamente traslativi a causa del pagamento di fideiussione, la plusvalenza costituita dal ricavato della vendita dello stesso immobile non è tassabile ai fini i.lo.r. in quanto ha trovato compensazione nell'atto di "cessio bonorum" (cessione dei beni ai creditori) effettuata ai sensi dell'art. 1977 c.c. a favore del creditore per la fideiussione prestata.

Comm. trib. centr. sez. VIII  03 novembre 1999 n. 6598  

 

 

Imposte

Il concordato preventivo con cessione di beni, a differenza del concordato per garanzia, rientra nell'ambito della figura della "cessio bonorum" di cui all'art. 1977 c.c., mediante la quale il debitore incarica i propri creditori (o alcuni di essi) di liquidare tutte le sue attività patrimoniali (o una parte di esse) e di ripartirne tra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti. L'istituto, non producendo alcun effetto traslativo, non è assoggettabile all'imposta proporzionale di registro ma all'imposta fissa.

Comm. trib. reg. Bari  30 novembre 2004



 
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