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Art. 1989 codice civile: Promessa al pubblico

Colui che, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione, è vincolato dalla promessa non appena questa è resa pubblica (1).

Se alla promessa non è apposto un termine, o questo non risulta dalla natura o dallo scopo della medesima, il vincolo (2) del promittente cessa, qualora entro l’anno dalla promessa non gli sia stato comunicato l’avveramento della situazione o il compimento dell’azione prevista nella promessa.


Commento

Promessa al pubblico: promessa unilaterale, a destinatario indeterminato (in incertam personam), che ha per contenuto l’assunzione di un’obbligazione nei confronti di chi si trovi in una determinata situazione o compia una data azione. Diviene vincolante per il promittente non appena è portata a conoscenza del pubblico.

 

(1) La promessa al pubblico deve essere distinta dall’invito a proporre e dall’offerta al pubblico.

L’invito a proporre, infatti, ha il solo scopo di provocare le offerte del pubblico, onde prescegliere fra queste la proposta più soddisfacente per la conclusione del contratto. L’offerta al pubblico, invece, quando contiene gli estremi essenziali del contratto alla cui conclusione è diretta, costituisce una vera e propria proposta contrattuale che, come tale, una volta accettata, ne produce la conclusione.

 

(2) La promessa è vincolante per il promittente non appena è resa pubblica, non essendo indirizzata ad un destinatario determinato. Il promittente non è tuttavia obbligato all’esecuzione della prestazione sino a quando la situazione o l’azione che costituiscono il contenuto della promessa non siano maturate.

 


Giurisprudenza annotata

Lotto, lotterie, concorsi a premio

Il concorso a sorte indetto da una società di distribuzione commerciale costituisce un'offerta al pubblico ai sensi dell'art. 1989 c.c., di contenuto aleatorio, soggetta alla disciplina dell'errore viziante di cui agli art. 1427 e ss. c.c.; ne consegue che tale offerta è annullabile ove risulti che gli strumenti utilizzati per lo svolgimento del concorso siano affetti da errore, riconoscibile da parte del concorrente, tale da elidere in tutto o in parte l'alea posta a base del concorso stesso. (Nella specie, si trattava di un concorso a premi connesso alla vendita di un certo tipo di prodotto e consistente nella consegna di schede contenenti venti caselle, sotto alcune delle quali rimanevano celate le immagini dei premi, di modo che chi avesse scoperto quattro immagini uguali cancellando solo quattro caselle avrebbe vinto il premio. La S.C. ha ritenuto che la riconoscibilità delle caselle vincenti, dovuta ad un difetto di stampa delle schede, facesse venire meno l'alea insita nel contratto).

Cassazione civile sez. III  24 novembre 2009 n. 24685

 

 

Bandi di concorso

Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 c.c. - che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale vincolante per il promittente a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari - ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art. 1336 c.c., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, che si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, che si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso e ha per oggetto l'obbligo - per entrambe le parti o per il solo offerente, nel caso di preliminare unilaterale - della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore.

Cassazione civile sez. lav.  06 giugno 2007 n. 13273  

 

Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione di cui all'art. 1989 c.c., ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, a norma dell'art. 1336 c.c.; tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso e ha per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore.

Cassazione civile sez. lav.  25 novembre 1999 n. 13138  

 

Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non è riconducibile alla previsione dell'art. 1989 c.c., che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art. 1987 stesso codice e perciò vincolante per il promittente, a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art. 1336 c.c., la quale è revocabile solo finché non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed ha per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore.

Cassazione civile sez. lav.  06 ottobre 1995 n. 10500  

 

 

Obbligazioni e contratti

La promessa di conferimento di un premio a concorrente di un quiz televisivo, fatta dall'organizzatore, integra un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art. 1336 c.c. e non una promessa al pubblico, ai sensi dell'art. 1989 c.c., costituendo offerta di un contratto rivolta ad una generalità di destinatari, che necessita, per essere vincolante, dell'accettazione da parte di alcuno dei destinatari, manifestata attraverso l'iscrizione al gioco del partecipante, e che dà luogo, ove accettata, ad un contratto perfetto, anche se atipico e condizionato al conseguimento della vittoria, in cui l'apporto del destinatario e quindi la prestazione da esso dovuta si presenta come adempimento dell'obbligazione assunta con la contropromessa e consiste nella stessa personale partecipazione (in genere, attraverso risposte ad una serie di domande rivoltegli) al gioco a premi televisivo.

Tribunale Roma  08 luglio 2004

 

Il cd. “contratto” concluso con gli Italiani da Silvio Berlusconi in occasione della competizione politica del 2001 non è qualificabile né come contratto con obbligazioni a carico del solo proponente né in termini di promessa al pubblico posto che gli impegni ivi assunti – di carattere propriamente propagandistico - erano privi del crisma della vincolatività giuridica, e dunque, di un impegno volto a costituire un rapporto giuridico patrimoniale.

Tribunale Napoli sez. IV  03 maggio 2006

 

 

Impiegati dello Stato

Allorché il datore di lavoro inizi una procedura di mobilità intersede con l'emanazione di una direttiva, sia pure in conseguenza di trattative sindacali, non sorge alcun diritto al trasferimento dei lavoratori che vi siano interessati e presentino domanda, posto che è solo con la graduatoria - che individua chi deve occupare una sede rispetto ad un altro - che viene a sorgere il diritto al trasferimento secondo i noti meccanismi concorsuali inquadrabili nello schema civilistico della promessa al pubblico (art. 1989 c.c.).

Corte appello Milano  02 marzo 2001



 
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