Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 199 codice civile: Divisione dei frutti

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



[Quando il matrimonio è sciolto, i frutti della dote, naturali o civili, si dividono fra il coniuge superstite e gli eredi dell’altro in proporzione di quanto è durato il matrimonio nell’ultimo anno o nell’ultimo periodo di maturazione o di scadenza dei frutti, se questo periodo è superiore all’anno.

L’anno o il periodo si computa dal giorno corrispondente a quello del matrimonio.]


ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151

Giurisprudenza annotata

Matrimonio

In materia di opposizione al matrimonio ex art. 102 c.c. e 59 e 60 d.P.R. n. 396 del 2000, è esclusa, in linea di principio, l'opposizione promossa dal p.m. ex art. 102 ultimo comma c.c. per l'incapacità naturale di uno dei nubendi, con l'unica eccezione relativa all'opposizione del p.m. fondata sull'infermità mentale di uno dei nubendi, per il quale, a causa dell'età, non possa essere promossa l'interdizione (art. 102 ultimo comma c.c.). Pertanto, fuori dai casi in cui l'età esclude il giudizio di interdizione, la misura di protezione contro il matrimonio dell'infermo di mente è la richiesta di una misura interdittiva accompagnata dall'istanza, ex art. 85 comma 2 c.c., per la sospensione della celebrazione del matrimonio; l'art. 85 c.c. non è, peraltro, estensibile al beneficiario dell'amministrazione di sostegno, essendo il diritto di sposarsi un diritto fondamentale della persona riconosciuto sia a livello costituzionale (art. 2 cost.), sia a livello sovranazionale.

Tribunale Varese  09 luglio 2012

 

Le cause di opposizione al matrimonio sono solo quelle che costituiscono motivo di impedimento del medesimo, con esclusione dell'incapacità naturale: dunque si deve ritenere che in tanto si possa proporre opposizione al matrimonio da parte di soggetti terzi in quanto vi siano delle cause ostative che legittimerebbero tali soggetti all'impugnativa del matrimonio per nullità, nel caso in cui tale matrimonio fosse poi effettivamente celebrato (come nei casi di cui agli art. 84, 86, 87, 88, 89 c.c. in forza del disposto degli art. 118 e 199 c.c.); mentre appare incongruo estendere il potere di impedire preventivamente il matrimonio a soggetti e a casi che non legittimerebbero la richiesta di declaratoria di invalidità del medesimo matrimonio, qualora celebrato, come appunto nel caso di incapacità naturale: cfr. art. 120 c.c., che in tal caso prevede la sola annullabilità del matrimonio su richiesta di uno dei coniugi.

Tribunale Torre Annunziata  25 febbraio 2003

 



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