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Art. 1990 codice civile: Revoca della promessa

La promessa può essere revocata prima della scadenza del termine indicato dall’articolo precedente solo per giusta causa, purché la revoca sia resa pubblica nella stessa forma della promessa o in forma equivalente.

In nessun caso la revoca può avere effetto se la situazione prevista nella promessa si è già verificata o se l’azione è già stata compiuta.


Giurisprudenza annotata

Concorsi

Nel caso in cui il datore di lavoro, revocato illegittimamente un bando di concorso, ne approvi un altro non riportante un requisito prima previsto (nella specie, l'iscrizione per un certo numero di anni nell'albo professionale degli avvocati e procuratori legali) e, espletato il relativo concorso, a seguito della rinuncia del vincitore, assuma per la copertura del posto - avvalendosi di una facoltà discrezionale prevista in ambedue i bandi - il secondo classificato, non fornito del requisito previsto dal primo bando, il terzo classificato, già iscrittosi al primo concorso prima della revoca del relativo bando e provvisto del requisito in questione, ha titolo, in relazione alla illegittima revoca, al risarcimento del danno - equitativamente liquidabile - consistente nella perdita di una chance, essendo probabile ma non sicuro che lo svolgimento del concorso secondo le condizioni di cui al primo bando avrebbe condotto - in base anche all'esercizio della menzionata facoltà discrezionale del datore di lavoro - alla sua assunzione.

Cassazione civile sez. lav.  25 settembre 1996 n. 8470

 

Con riguardo al concorso per l'assunzione di personale, la eliminazione ad opera di un successivo bando di un requisito di ammissione previsto dal bando precedente, benché risulti più favorevole per la generalità degli aspiranti e pregiudizievole solo per alcuni di essi, implica non già una semplice modifica ma una revoca della promessa costituita dal primo bando e la legittimità di tale revoca - ove l'interpretazione di quel bando ne comporti la qualificazione come atto vincolante ed irrevocabile a seguito della presentazione di domande di ammissione - può derivare solo dall'accertamento di una giusta causa, la quale non può risolversi in un diverso apprezzamento del promittente in ordine al proprio interesse nè può fondarsi sull'interesse di soggetti diversi dai destinatari dell'originaria promessa, comportando però l'illegittimità della revoca solo la possibilità di una condanna all'espletamento del concorso in conformità del bando revocato o al risarcimento dei danni, con esclusione invece della possibilità di una sentenza costitutiva (ex art. 2932 c.c.) del rapporto di lavoro.

Cassazione civile sez. lav.  14 marzo 1991 n. 2674  

 

Con riguardo al concorso per l'assunzione di personale, l'eliminazione, ad opera di un successivo bando, di un requisito di ammissione previsto dal bando precedente, benché risulti più favorevole per la generalità degli aspiranti e pregiudizievole solo per alcuni di essi, implica non già una semplice modifica, ma una revoca della promessa costituita dal primo bando e la legittimità di tale revoca - ove l'interpretazione di quel bando ne comporti la qualificazione come atto vincolante ed irrevocabile a seguito della presentazione di domande di ammissione - può derivare solo dall'accertamento di una giusta causa, la quale non può risolversi in un diverso apprezzamento del promittente in ordine al proprio interesse nè può fondarsi sull'interesse di soggetti diversi dai destinatari dell'originaria promessa, comportando però l'illegittimità della revoca solo la possibilità di una condanna all'espletamento del concorso in conformità del bando revocato o al risarcimento dei danni, con esclusione invece della possibilità di una sentenza costitutiva (ex art. 2932 c.c.) del rapporto di lavoro.

Cassazione civile sez. lav.  14 marzo 1991 n. 2674  

 

Poiché il bando di concorso per l'assunzione di personale da parte di un ente pubblico economico (nella specie l'Enel) ha natura di promessa al pubblico, come tale modificabile e revocabile, a norma dell'art. 1990 c.c., fino a quando la situazione prevista nella promessa non si sia verificata o l'azione non sia stata compiuta, deve ritenersi legittima la modifica delle condizioni in esso contenute, ove il concorso non risulti ancora espletato (nella specie il pretore ha affermato che, non essendo state ancora svolte le prove scritte di un concorso bandito dall'Enel per l'assunzione di elettricisti, doveva considerarsi corretto il comportamento dell'Enel stesso che - a seguito di talune prescrizioni contenute in una delibera della regione Campania - aveva modificato il bando nella parte relativa alla valutazione dei titoli preferenziali, provvedendo tempestivamente a darne comunicazione a tutti i concorrenti).

Pretura Napoli  18 novembre 1983



 
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