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Art. 2002 codice civile: Documenti di legittimazione e titoli impropri

Le norme di questo titolo non si applicano ai documenti che servono solo a identificare l’avente diritto alla prestazione, o a consentire il trasferimento del diritto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione (1).


Commento

(1) I documenti che servono solo a consentire il trasferimento del diritto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione sono i cd. titoli impropri.

Tali sono quei documenti che consentono il trasferimento del diritto in forme notevolmente semplificate, determinando però i medesimi effetti della cessione. Ad esempio la polizza di assicurazione può essere emessa con la clausola al portatore, cioè con l’accordo tra le parti diretto a rendere possibile la cessione mediante semplice consegna del documento; in questo caso si realizzano, infatti, gli effetti propri della cessione con formalità, la consegna appunto, chiaramente semplificate.

 


Giurisprudenza annotata

Buoni postali fruttiferi

I buoni postali fruttiferi costituiscono titoli di legittimazione, riconducibili alla previsione dell’art. 2002 c.c. e quindi non sono veri e propri titoli di credito. (Nella specie, il Trib. ha rilevato che la p.a. ex art. 173 del d.P.R. 156/73 ha facoltà di modifica “in peius” dei tassi di interesse in particolare dei buoni destinati ad avere una considerevole durata nel tempo, ossia aventi efficacia trentennale).

Tribunale Como sez. II  06 giugno 2011 n. 819  

Lotto, lotterie e concorsi a premio

Il biglietto di una lotteria autorizzata (nella specie, lotteria istantanea "sette e vinci") non è riconducibile tra i titoli di credito, ex art. 1992 c.c., in quanto non è dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano tali titoli; esso, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso lato, ex art. 2002 c.c., atto ad individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore e a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita.

Cassazione civile sez. III  16 febbraio 2010 n. 3588

Il biglietto della lotteria istantanea, come le ricevute di tutte le altre lotterie, non è riconducibile tra i titoli di credito ai sensi dell'art. 1992 c.c., perché non dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano i predetti titoli. Esso, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso ampio ex art. 2002 c.c., cioè documento atto a individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo, per un verso, a liberare il debitore che paga in buona fede al possesso, e, per altro verso, a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita, non incorporando il diritto indicato. In altri termini il giocatore ha diritto a ottenere la prestazione costituente la vincita non perché essa è contenuta nel biglietto (che sotto questo profilo non gode di alcuna caratteristica di autonomia e astrazione), ma perché le regole del contratto di lotteria posta in essere gliela attribuiscono in presenza di determinate condizioni, anche estranee al biglietto stesso. (Si che al fine di stabilire se sia maturato il diritto a ottenere la prestazione della vincita occorre esaminare la normativa che riguarda la singola lotteria).

Cassazione civile sez. III  25 novembre 2008 n. 28065  

Il biglietto di una lotteria autorizzata (nella specie, lotteria istantanea "la fortuna sotto la neve", assimilabile alla tipologia "gratta e vinci") non è riconducibile tra i titoli di credito, ex art. 1992 c.c. e, quindi, non incorpora il diritto indicato, in quanto non è dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano tali titoli; esso, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso ampio, ex art. 2002 c.c., atto ad individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo, per un verso, a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore e, per altro verso, a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita. Ne consegue che il giocatore ha diritto di ottenere la prestazione costituente la vincita, non perché essa è contenuta nel biglietto, bensì perché le regole del contratto di lotteria di cui trattasi gliela attribuiscano in presenza di determinate condizioni, anche estranee al biglietto stesso.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2007 n. 5062

Il biglietto di una lotteria autorizzata non è riconducibile tra i titoli di credito, ex art. 1992 c.c., in quanto non è dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano tali titoli; esso, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso lato, ex art. 2002 c.c., atto a individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore e a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita.

Cassazione civile sez. III  16 ottobre 2008 n. 25265  

Il biglietto di una lotteria autorizzata non è riconducibile tra i titoli di credito, ex art. 1992 c.c., in quanto non è dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano tali titoli; esso valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso lato, ex art. 2002 c.c., atto a individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore e a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita.

Cassazione civile sez. III  29 febbraio 2008 n. 5503  

Il biglietto di una lotteria autorizzata (nella specie, lotteria istantanea "sette e vinci") non è riconducibile tra i titoli di credito, ex art. 1992 c.c., in quanto non è dotato dei requisiti di letteralità e autonomia che connotano tali titoli; esso, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso lato, ex art. 2002 c.c., atto ad individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore e a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita.

Cassazione civile sez. III  31 luglio 2006 n. 17458  

Giuoco e scommesse

La ricevuta rilasciata dall'agenzia ippica, al pari della bolletta del lotto e del biglietto della lotteria, non è riconducibile tra i titoli di credito ex art. 1992 c.c., perché non dotata dei requisiti di letteralità ed autonomia che connotano i predetti titoli: essa, valendo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso ampio, ai sensi dell'art. 2002 c.c., cioè documento atto ad individuare l'avente diritto alla prestazione e quindi idoneo, per un verso, a liberare il debitore che paga in buona fede al possessore, e, per l'altro verso, a legittimare il possessore della ricevuta a richiedere il pagamento della vincita, incombendo sul debitore la prova dell'esistenza o meno della giocata, intesa come rapporto fondamentale posto a base del rilascio della schedina.

Cassazione civile sez. III  14 gennaio 2002 n. 351

La ricevuta rilasciata dall'agenzia ippica, al pari della bolletta del lotto e del biglietto della lotteria, non è riconducibile tra i titoli di credito ex art. 1992 c.c., perché non dotata dei requisiti di letteralità e di autonomia che connotano i predetti titoli. Essa valendo solo ad attestare la giocata del possessore, cui pagare la vincita, costituisce titolo di legittimazione in senso ampio, ai sensi dell'art. 2002 c.c., cioè documento atto ad individuare l'avente diritto alla prestazione, con la conseguenza che la relativa efficacia probatoria resta neutralizzata dall'accertamento in concreto della nullità del rapporto fondamentale in base al quale è stato emesso.

Cassazione civile sez. III  02 dicembre 1993 n. 11924  

La c.d. schedina ha natura giuridica di documento di legittimazione e non di titolo di credito e pertanto, ai sensi dell'art. 2002 c.c., il creditore della prestazione portata dal titolo può pretenderne l'adempimento anche se ne abbia perso la disponibilità, avvalendosi di altri mezzi di prova: ne deriva inoltre l'obbligo dell'ente gestore a consegnare al ricorrente le schedine custodite con facoltà di quest'ultimo di riscuotere l'eventuale vincita ad esse correlate.

Pretura Monza  06 dicembre 1989



 
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