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Art. 202 codice civile: Casi di separazione

[La separazione della dote è disposta giudizialmente su domanda della moglie, quando questa è in pericolo di perderla, ovvero quando il disordine degli affari del marito lascia temere che i beni di lui non siano sufficienti a soddisfare i diritti della moglie o che i frutti della dote siano distratti dalla loro destinazione. E’ inoltre disposta nel caso di separazionepersonale pronunziata per colpa del marito.

Se la separazione è pronunziata per colpa di entrambi i coniugi, l’autorità giudiziaria ha la facoltà di ordinare la separazione della dote.

La separazione stragiudiziale è nulla.]

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151


Giurisprudenza annotata

Giuoco e scommessa

La ricevuta rilasciata dall'agenzia ippica a fronte di un pronostico è mero titolo di legittimazione, idoneo ad attestare la giocata nonché a individuare l'avente diritto a regolare vincita (nella specie, il ricorrente sosteneva invece che la semplice presentazione della ricevuta vincente lo legittimasse alla riscossione del premio, prescindendo dalla nullità del rapporto contrattuale sottostante).

Cassazione civile sez. III  02 dicembre 1993 n. 11924

 

Coniugi

Qualora il giudice del merito, in un procedimento di divorzio, si sia limitato a revocare la facoltà di amministrazione dei beni dotali al marito stante la cessazione del rapporto coniugale, senza fissare alcuna data per tale cessazione, la revoca - in base ai principi generali ed attesa la natura costitutiva della pronuncia di divorzio - non può produrre effetto che dal passaggio in giudicato di quest'ultima. Pertanto, l'omessa indicazione della data suddetta non induce alcuna nullità della sentenza impugnata e non può essere dedotta in sede di ricorso per cassazione. essere dedotta in sede di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. I  26 gennaio 1990 n. 475  

 

È manifestamente inammissibile investendo norma già dichiarata illegittima, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 202 comma 1 e 2 c.c. (nella formulazione anteriore alla l. 19 maggio 1975 n. 151) nella specie applicabile per effetto della norma transitoria di cui all'art. 227 citata legge sollevata dal tribunale di Catania, con ordinanza emessa il 10 ottobre 1986 in riferimento agli art. 3 e 29 comma 2 cost. A parere del giudice "a quo", l'impugnata disposizione con il permettere la separazione della dote soltanto nel caso di separazione personale pronunciata per colpa del marito, realizzerebbe un ingiustificato privilegio in favore di quest'ultimo. Ma la norma impugnata è stata dichiarata illegittima da questa Corte con la sent. n. 6 del 1987.

Corte Costituzionale  06 dicembre 1988 n. 1081  

 

È illegittimo - per contrasto con l'art. 3 cost. - l'art. 202 comma 1 c.c. nella parte in cui non prevede la separazione della dote dai beni del marito, su domanda della moglie, quando la separazione personale sia stata pronunciata senza che sia addebitabile all'uno od all'altro dei coniugi.

Corte Costituzionale  19 gennaio 1987 n. 6  



 
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