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Art. 2032 codice civile: Ratifica dell’interessato

La ratifica (1) dell’interessato produce, relativamente alla gestione, gli effetti che sarebbero derivati da un mandato, anche se la gestione è stata compiuta da persona che credeva di gerire un affare proprio (2).


Commento

Ratifica: negozio unilaterale in virtù del quale l’interessato si appropria di tutti i risultati dell’intervento del terzo, intervento che non si configura come gestione d’affari per la mancanza di uno dei requisiti richiesti dagli articoli precedenti.

 

(1) La ratifica va indirizzata al terzo (contraente con il gestore) ed è portata a conoscenza anche del gestore; ha effetto retroattivo ed è soggetta alla stessa forma necessaria per la validità del negozio concluso dal gestore.

 

(2) In mancanza di ratifica, il negozio concluso dal gestore è come non compiuto. Infine, la ratifica dell’interessato è inutile ove trattasi di gestione in senso proprio, in quanto si producono gli effetti previsti dagli artt. 2028-2031.


Giurisprudenza annotata

Locazione

La locazione della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell'ambito della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, tra le quali quella di cui all'art. 2032 c.c., sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore può ratificare l'operato del gestore e, ai sensi dell'art. 1705, comma 2, c.c., applicabile per effetto del richiamo al mandato contenuto nel citato art. 2032 c.c., esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni corrispondente alla rispettiva quota di proprietà indivisa.

Cassazione civile sez. un.  04 luglio 2012 n. 11135  

La locazione della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell'ambito di applicazione della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, tra le quali quella di cui all'art. 2032 c.c., sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore potrà ratificare l'operato del gestore e, ai sensi dell'art. 1705, comma 2, c.c., applicabile per effetto del richiamo al mandato, contenuto nel citato art. 2032, potrà esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni corrispondente alla quota di proprietà indivisa. Cassa con rinvio App. Genova, 18 dicembre 2004

Cassazione civile sez. un.  04 luglio 2012 n. 11136  

Gestione di affari altrui

L'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre può essere applicata con riferimento alla "negotiorum gestio" senza rappresentanza solo per effetto della ratifica di cui all'art. 2032 c.c.

Cassazione civile sez. II  17 novembre 1994 n. 9710

Nella gestione di affari non rappresentativa, la ratifica del "dominus" non fa subentrare quest'ultimo nella posizione del gestore, nè lo legittima ad un intervento volontario nella causa instaurata tra il gestore ed il terzo contraente.

Cassazione civile sez. II  30 ottobre 1991 n. 11637  

La ratifica di cui all'art. 2032 c.c. ha effetto identico alla ratifica prevista dall'art. 1399 c.c. (che presuppone la "contemplatio domini"), solo nel caso che il gestore abbia speso il nome del "dominus" dell'affare; ha invece gli effetti del mandato senza rappresentanza (art. 1705 c.c.) nel caso che il gestore abbia agito in nome proprio. Pertanto, il contratto che il comproprietario di un immobile abbia stipulato nell'asserita qualità di proprietario esclusivo è inidoneo a produrre effetti diretti nei rapporti fra gli altri comproprietari ed il terzo contraente.

Cassazione civile sez. II  11 luglio 1978 n. 3479  

Lavoro subordinato

La clausola del contratto collettivo statuente in favore dei pensionati, non rappresentati dall'associazione dei lavoratori stipulante, il diritto all'erogazione, da parte dell'ex datore di lavoro, di determinare prestazioni in natura (quali, nella specie, somministrazioni di gas e carbon fossile) è riconducibile non allo schema del contratto a favore di terzi ma a quello dell'utile gestione (ex art. 2028 e ss. c.c.), essendo ravvisabili le caratteristiche proprie di tale istituto, ed in particolare la mancanza di un'obbligazione fra gestore (associazione sindacale) e "dominus" (pensionato) e la consapevolezza del gestore di trattare un affare altrui nell'impossibilità obiettiva del "dominus" di provvedervi direttamente. Consegue che, una volta conclusasi tale gestione con la ratifica ex art. 2032 c.c. degli aventi diritto, espressa dai pensionati per "facta concludentia" mediante l'accettazione di quelle prestazioni, la successiva contrattazione collettiva, con la quale le parti convengano di ridurre il beneficio concesso ai pensionati sostituendovi un'erogazione in denaro non corrispondente al suo intero valore, deve essere ritenuta estranea ai pensionati stessi, in difetto del requisito dell'"utiliter coeptum" nonché di una loro ratifica, e, come "res inter alios acta", inidonea ad esplicare effetti nei loro confronti.

Cassazione civile sez. lav.  03 febbraio 1989 n. 677  



 
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