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Art. 2044 codice civile: Legittima difesa

Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sè o di altri.


Commento

Legittima difesa: causa di esclusione dell’antigiuridicità del fatto lesivo, e quindi dell’obbligo di risarcimento dal danno, che non può essere considerato ingiusto.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

Il fatto di "prendere per un orecchio" una persona al fine di fargli cessare un comportamento pericoloso per la pubblica incolumità, seppure astrattamente riconducibile nell'ambito di applicazione dell'istituto della legittima difesa, non è in alcun modo scriminato. Tale condotta, infatti, non serve solo a coartare a un certo movimento, ma serve anche a far male, a punire o almeno a coartare in modo molto deciso con l'immediata prospettiva della sofferenza fisica. Stante l'imminenza del pericolo, comunque, il danno provocato andrà diminuito nel suo ammontare per il concorso del fatto colposo del danneggiato.

Tribunale Genova sez. II  27 ottobre 2010

La legittima difesa di cui all'art. 2044 c.c., idonea ad escludere la responsabilità per fatto illecito, esige il concorso di due elementi: la necessità di difendere un diritto proprio od altrui dal pericolo attuale d'una offesa ingiusta, e la proporzione tra l'offesa e la difesa. Tali elementi debbono ritenersi sussistenti nel caso in cui il creditore impedisca di fatto al debitore, minacciando azioni giudiziarie, la dispersione dei propri beni mobili attraverso l'alienazione a terzi. (In applicazione di questo principio, la Corte ha confermato la sentenza di merito, la quale non aveva ravvisato alcuna responsabilità civile nella condotta del creditore che, dopo avere ottenuto un sequestro conservativo su capi di bestiame del debitore, ma prima che questo potesse essere eseguito, aveva impedito che i beni sequestrati fossero consegnati ad un terzo acquirente, minacciando azioni giudiziarie).

Cassazione civile sez. III  28 agosto 2009 n. 18799  

In tema di risarcimento dei danni, l'art. 2044 c.c. rinvia sostanzialmente, per la nozione di legittima difesa, quale situazione idonea ad escludere la responsabilità civile per fatto illecito, all'art. 52 c.p., che richiede la sussistenza della necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempreché vi sia proporzionalità tra la difesa e l'offesa, da valutarsi "ex ante". L'identità concettuale tra l'art. 52 c.p. e l'art. 2044 c.c., deve, comunque, confrontarsi, oltre che con il "favor rei" che ha valenza generale in materia penale, con le diverse regole che presiedono la formazione della prova nel processo civile e penale, con la conseguenza che, mentre nel giudizio penale la "semiplena probatio" in ordine alla sussistenza della scriminante comporta l'assoluzione dell'imputato ex art. 530, comma 3, c.p.p., nel giudizio civile il dubbio si risolve in danno del soggetto che la invoca e su cui incombe il relativo onere della prova. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in relazione ad uno scontro fisico in conseguenza del quale entrambe le parti avevano riportato lesioni personali, aveva ritenuto che, nell'incertezza della dinamica dei fatti, dovesse presumersi una legittima difesa reciproca).

Cassazione civile sez. III  25 febbraio 2009 n. 4492  

L'art. 2044 c.c., disponendo che la responsabilità per danni sia esclusa quando il danno è arrecato per difendere sé o ad altri contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che vi sia proporzione tra difesa ed offesa, discrimina il fatto nella sua interezza. In tal modo si differenzia dall'eccesso colposo di legittima difesa nel quale, venendo a mancare il requisito della proporzionalità, vi è come conseguenza che la reazione difensiva, per effetto del suo trasmodare in eccesso, termina di essere legittima dando luogo ad un fatto illecito soggetto alla sanzione penale e fonte di obbligazione civile risarcitoria.

Tribunale Savona  20 agosto 2005

È manifestamente infondata in relazione all'art. 3 cost, la q.l.c. degli art. 2043 - 2045 c.c. nella parte in cui non prevedono l'istituzione di un fondo di garanzia pr le vittime di aggressioni criminali, similmente a quanto introdotto dalla l. n. 990 del 1969 per le vittime della strada.

Giudice di pace Bari  09 agosto 1997

Danni

Ai fini della sussistenza della responsabilità aquiliana di cui all'art. 204 c.c., occorre verificare se l'evento asserito generatore del danno sia stato determinato da un comportamento antigiuridico della Pubblica Amministrazione, posto in essere da organi della stessa Amministrazione i quali hanno operato in piena capacità di intendere e di volere e in assenza di cause tipizzate di giustificazione (art 2044 e ss., c.c.). Il comportamento dell'Amministrazione, oltre che antigiuridico, deve essere colpevole cioè frutto di un processo volitivo che non ci doveva essere, nel senso che l'adozione del provvedimento illegittimo ritenuto lesivo deve essere stato adottato con coscienza e volontà del fatto lesivo (ossia con dolo) oppure per effetto di comportamenti colposi elusivi di un quadro di riferimenti normativi e giuridici tali da palesare la negligenza e l'imperizia dell'organo nell'assunzione dell'atto viziato.

T.A.R. Ancona (Marche) sez. I  19 settembre 2008 n. 1306  



 
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