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Art. 2051 codice civile: Danno cagionato da cosa in custodia

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito (1).


Commento

Custodia: sono in custodia le cose che un soggetto ha a propria disposizione e può utilizzare quando vuole (disponibilità di fatto della cosa a qualunque titolo o addirittura senza titolo).

 

(1) L’articolo riguarda i danni cagionati dalla cosa autonomamente, cioè senza che questa sia azionata o manovrata dall’uomo. Se il danno è prodotto a causa di un uso errato o maldestro della cosa, si rientra nell’ipotesi generale dell’art. 2043.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

Gli obblighi di sorveglianza e di tutela dell'Istituto scattano solo quando l'allievo si trovi all'interno della struttura, mentre tutto quanto accade prima, per esempio sui gradini di ingresso, può, ricorrendone le condizioni, trovare fondamento giuridico nell'art. 2051 c.c., relativo alla responsabilità del custode (esclusa, nella specie, al responsabilità dell'istituto per l'infortunio occorso ad un'alunna allorchè, all'uscita di scuola, mentre era seduta sul parapetto della scala della scuola, cadeva all'indietro sospinta da un compagno, procurandosi gravi lesioni).

Cassazione civile sez. VI  16 febbraio 2015 n. 3081  

 

Se è vero che, in applicazione dell'art. 2051 c.c., spetta al custode convenuto, per liberarsi dalla presunzione di responsabilità, la prova dell'esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa e l'evento lesivo, che presenti i caratteri del caso fortuito (che può essere anche il fatto del danneggiato), tuttavia questo onere probatorio presuppone che l'attore abbia, a sua volta, ed in via prioritaria, fornito la prova della relazione tra l'evento dannoso lamentato e la cosa in custodia (escluso, nella specie, il risarcimento in favore del genitore esercente la potestà sul figlio minore, atteso che non era stata fornita la prova che il fatto in questione, ovverosia la caduta del piccolo sul lungomare cittadino, fosse dipeso da un'anomalia della strada o del marciapiede).

Cassazione civile sez. VI  03 febbraio 2015 n. 1896  

 

In tema di responsabilità da cosa in custodia, la presunzione stabilita dall'art. 2051 c.c., presuppone la dimostrazione, ad opera del danneggiato, dell'esistenza del nesso causale tra cosa in custodia e fatto dannoso. Il comportamento del custode è estraneo alla struttura della menzionata norma codicistica, laddove il fondamento della sua responsabilità va ricercato nel rischio che grava su di lui per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano da fortuito (confermata, nella specie, la responsabilità dell'Anas per un sinistro occorso ad un automobilista uscito di strada per la presenza di una macchia sull'asfalto, atteso che l'ente non aveva fornito la prova del caso fortuito).

Cassazione civile sez. III  13 gennaio 2015 n. 295  

 

In materia di responsabilità ex art. 2051 c.c. grava sull'attore l'onere di provare l'esistenza del nesso eziologico tra la cosa e l'evento lesivo, mentre il custode convenuto, per liberarsi dalla sua responsabilità, deve provare l'esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, che configuri un fatto imprevedibile ed eccezionale avente carattere causale autonomo, che può essere costituito anche dal comportamento di un soggetto terzo o dello stesso danneggiato.

Tribunale Roma sez. XII  09 gennaio 2015

 

Nella ipotesi di danni cagionati ad uno spettatore dal lancio dagli spalti di un moschettone da trekking durante una partita di calcio, la società proprietaria dell'impianto non risponde ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., trattandosi di evento non controllabile, a fronte delle migliaia di spettatori delle partite, e della non intrinseca pericolosità dell'oggetto lanciato, come tale facilmente occultabile e introducibile sui luoghi, né ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., per la riconducibilità del danno non alla natura del bene custodito o all'uso che ne è stato fatto dal custode ma alla condotta illecita di un terzo, rispetto al quale lo stadio rappresenta esclusivamente il contesto nel cui ambito è accaduto l'evento. Rigetta, App. Palermo, 24/03/2010

Cassazione civile sez. III  19 dicembre 2014 n. 26901  

 

Nella ipotesi di furto in appartamento condominiale, commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell'edificio, è configurabile la responsabilità dell'imprenditore ex art. 2043 cod. civ., per omessa ordinaria diligenza nella adozione delle cautele atte ad impedire l'uso anomalo dei ponteggi, nonché la responsabilità del condominio, ex art. 2051 cod. civ., per l'omessa vigilanza e custodia, cui è obbligato quale soggetto che ha disposto il mantenimento della struttura. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 11/01/2011

Cassazione civile sez. III  19 dicembre 2014 n. 26900

 

In tema di responsabilità civile per i danni cagionati da cose in custodia, la fattispecie di cui all'art. 2051 cod. civ. individua un'ipotesi di responsabilità oggettiva, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte del danneggiato del verificarsi dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene in custodia, senza che sia anche necessaria - allorché l'evento dannoso sia ricollegabile all'intrinseco dinamismo della cosa - la prova della pericolosità della "res", derivante dal suo cattivo funzionamento. Cassa con rinvio, App. Milano, 26/11/2012

Cassazione civile sez. VI  27 novembre 2014 n. 25214

 

Per l'applicazione della presunzione di responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. è necessaria la prova da parte del danneggiato del rapporto di causalità tra il bene in custodia e l'evento dannoso (escluso, nella specie, il risarcimento richiesto da una donna che lamentava dei danni a seguito di una caduta dal motorino per la presenza di una buca piena di acqua, atteso che l'attrice non aveva provato che la caduta dal motorino fosse dipesa proprio dalla presenza della buca nel manto stradale).

Cassazione civile sez. III  21 novembre 2014 n. 24845  

 

Allorché una persona, camminando su di un marciapiede di una strada cittadina, su di una sedia a rotelle, cada dalla stessa a causa delle ruote che si arrestarono bruscamente per la sconnessione esistente tra il marciapiede e la banchina, procurandosi delle lesioni, ha diritto ad essere risarcita dall’ente locale ex art. 2051 c.c., rientrando il bene pubblico nella sfera di custodia e di intervento del medesimo ente locale, tenuto ai controlli ed alla periodica manutenzione, restando esclusa tale responsabilità solo nel caso in cui risulti dimostrato il caso fortuito o l’esistenza di una causa di forza maggiore o emergano condizioni di negligente utilizzo della cosa.

Tribunale Foggia sez. I  13 novembre 2014

 

Con riferimento agli elementi costitutivi della responsabilità ex art. 2051 c.c., va rilevato che la norma in questione delinea un vero e proprio caso di responsabilità oggettiva, cioè un caso di responsabilità senza colpa; perché possa configurarsi in concreto, è cioè sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno da parte sua di un obbligo di vigilanza; funzione della norma è, quella di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa, dovendo pertanto considerarsi custode chi di fatto ne controlla le modalità d'uso e di conservazione, e non necessariamente il proprietario o chi si trova con essa in relazione diretta.

Tribunale Torre Annunziata  05 novembre 2014 n. 3303  



 
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