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Art. 2052 codice civile: Danno cagionato da animali

Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito (1).


Commento

(1) Sono danni cagionati da animali quelli prodotti da un fatto autonomo dell’animale a prescindere, quindi, dalla guida o da un comando dell’uomo.

 


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

In tema di responsabilità per danni cagionati da animali, risponde il proprietario dello stesso, ex art. 2052 c.c., il quale è esonerato solo nel caso in cui riesca a provare il caso fortuito, poiché ciò che rileva è la semplice relazione esistente tra il gestore e l’animale e il nesso di causalità tra il comportamento di questo ed il danno.

Tribunale Foggia sez. I  06 novembre 2014

 

Nell'ipotesi di lesioni subite in seguito ad un morso di un cane, va esclusa l'ipotesi del caso fortuito nel fatto che la catena cui il cane era legato si sia rotta consentendo all'animale di avventarsi sulla persona offesa, in quanto la prova del caso fortuito incombeva sull'imputato, il quale, per contro, non aveva fornito elemento alcuno per ritenere che la corda fosse integra ed adeguata alla corpulenza del cane.

Cassazione penale sez. IV  24 ottobre 2014 n. 49690

 

La responsabilità extracontrattuale per danni provocati alla circolazione stradale da animali selvatici va imputata all'ente cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata, sia che derivino dalla legge, sia che trovino fonte in una delega o concessione di altro ente. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha annullato con rinvio la decisione con cui il giudice di merito aveva ravvisato la corresponsabilità della Regione siciliana - sebbene la stessa avesse delegato legislativamente alle Province regionali i poteri di amministrazione del territorio e gestione della fauna - in ragione di non meglio precisati "compiti di coordinamento" ad essa spettanti, senza verificare se l'adozione di misure di contenimento, idonee a scongiurare l'evento dannoso, potesse compiersi dalla Regione attraverso l'esercizio di poteri di controllo e sostitutivi). Cassa con rinvio, App. Torino, 13/02/2008

Cassazione civile sez. III  10 ottobre 2014 n. 21395  

 

Del danno cagionato da animale risponde ex art. 2052 cod. civ. il proprietario o chi ne ha l'uso, per responsabilità oggettiva e non per condotta colposa (anche solo omissiva), sulla base del mero rapporto intercorrente con l'animale nonché del nesso causale tra il comportamento di quest'ultimo e l'evento dannoso, che il caso fortuito, quale fattore esterno generatore del danno concretamente verificatosi, può interrompere, sicché, mentre grava sull'attore l'onere di provare l'esistenza del rapporto eziologico tra l'animale e l'evento lesivo, la prova del fortuito è a carico del convenuto. Rigetta, App. Catania, 06/08/2008

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17091  

 

In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione stabilita dall'art. 2052 cod. civ., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, ma soltanto alla stregua dei principi generali sanciti dall'art. 2043 cod. civ., anche in tema di onere della prova, e perciò richiede l'individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile all'ente pubblico. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva rigettato la domanda proposta nei confronti di una Regione per il risarcimento dei danni conseguenti alla collisione tra una vettura e un cinghiale, ritenendo non fossero emerse prove di addebitabilità del sinistro a comportamenti imputabili alla Regione o all'Anas, non potendo costituire oggetto di obbligo giuridico per entrambe la recinzione e la segnalazione generalizzate di tutti i perimetri boschivi, quest'ultima, peraltro, di spettanza specifica dell'Anas). Rigetta, Trib. Sulmona, 07/03/2006

Cassazione civile sez. I  24 aprile 2014 n. 9276  

 

Il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione stabilita dall'art. 2052 c.c., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, ma solo alla stregua dei principi generali sanciti dall'art. 2043, anche in tema di onere della prova, e perciò richiede l'individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile all'ente pubblico

Cassazione civile sez. I  24 aprile 2014 n. 9276  

 

La responsabilità extracontrattuale per danni provocati dall'attraversamento su una strada statale di un animale selvatico (nella specie un daino o capriolo) deve essere imputata all'ente a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna, sia che essi derivino dalla legge, sia che trovino la loro fonte in una delega o concessione di altro ente. In quest'ultimo caso, l'ente delegato o concessionario potrà considerarsi responsabile, ai sensi dell'art. 2043 c.c., per i suddetti danni a condizione che gli sia stata conferita, in quanto gestore, autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentirgli di svolgere l'attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi, inerenti all'esercizio dell'attività stessa, e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni.

Cassazione civile sez. VI  28 febbraio 2014 n. 4788  

 

Ai sensi dell'art. 2052 c.c., la responsabilità del proprietario dell'animale è alternativa rispetto a quella del soggetto che ha in uso il medesimo; tale responsabilità - che incontra il limite del caso fortuito, costituendo quindi un'ipotesi di responsabilità oggettiva - non trova il proprio fondamento in una specifica attività del proprietario, quanto, piuttosto, in una relazione, di proprietà o di uso, fra la persona fisica e l'animale.

Cassazione civile sez. III  04 febbraio 2014 n. 2414  

 

In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione stabilita dall'art. 2052 c.c., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, ma soltanto alla stregua dei principi generali sanciti dall'art. 2043 c.c., anche in tema di onere della prova. Ne consegue la necessità della individuazione di un concreto comportamento colposo aCassazione civile sez. III  24 ottobre 2013 n. 24121  scrivibile all'ente pubblico.

Cassazione civile sez. III  24 ottobre 2013 n. 24121  

 



 
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