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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2065 codice civile: Efficacia

Le ordinanze corporative e gli accordi economici collettivi hanno efficacia per tutti coloro che esercitano la loro attività nel ramo di produzione regolato dalle ordinanze e dagli accordi medesimi.


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

La prassi aziendale, consistendo in un reiterato ed unilaterale comportamento mantenuto dal datore di lavoro nella sua azienda verso i dipendenti, in virtù dei poteri gerarchici e di organizzazione dell'impresa, in tanto può derogare al contratto collettivo del settore a cui egli ha aderito, in quanto si risolva in un riconoscimento di diritti del lavoratore più favorevole rispetto a quello a lui attribuibile sulla base del contratto collettivo e non comporti invece il disconoscimento di diritti esigibili in base al contratto medesimo. (Nella specie, relativa al riconoscimento del "premio di fedeltà aziendale" contenuto nell'accordo aziendale FIAT del 27 marzo 1991, la S.C. ha riformato la sentenza di merito, che, sulla base del comportamento unilaterale mantenuto dall'azienda successivamente alla stipula dell'accordo, aveva escluso i periodi di aspettativa sindacale dal computo della "anzianità aziendale" utile ai fini del conseguimento del premio suddetto).

Cassazione civile sez. lav.  02 agosto 2000 n. 10150  

 

Ai fini della corretta interpretazione anche delle clausole di contratti collettivi od aziendali, la comune volontà delle parti deve essere desunta non già attraverso la ricostruzione della volontà degli stipulanti, bensì in funzione di ciò che nelle clausole contrattuali appare obiettivamente voluto: di guisa che è precluso il ricorso ad altri criteri ermeneutici, quando la individuazione di essa sia consentita da espressioni testuali sufficientemente chiare ed adeguate.

Cassazione civile sez. lav.  21 aprile 1987 n. 3899  

 

Le disposizioni del contratto collettivo non si incorporano nel contenuto dei contratti individuali, dando luogo a diritti quesiti sottratti al potere dispositivo dei sindacati, ma invece operano dall'esterno sui singoli rapporti di lavoro come fonte eteronoma di regolamento, concorrente con la fonte individuale, sicché, nella ipotesi di successione tra contratti collettivi, le precedenti disposizioni non sono suscettibili di essere conservate secondo il criterio del trattamento più favorevole, restando la conservazione di quest'ultimo affidata all'autonomia contrattuale delle stesse parti stipulanti che possono prevederla con apposita clausola

Cassazione civile sez. lav.  12 luglio 1986 n. 4517  

 



 
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