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Art. 2072 codice civile: Deposito e pubblicazione

Il deposito e la pubblicazione del contratto collettivo sono regolati dalle leggi speciali (1).

Prima della pubblicazione l’autorità governativa deve accertare che ricorrano le condizioni richieste per la validità del contratto collettivo.

La pubblicazione può essere rifiutata, se il contratto collettivo non contiene le disposizioni e le indicazioni richieste dall’art. 2071, salvo che le parti si siano obbligate a integrarlo con successivi patti da stipularsi entro un termine stabilito. Se i patti integrativi non sono stipulati nel termine, può essere adita la magistratura del lavoro per la formazione delle disposizioni integrative.

Contro il rifiuto di pubblicazione è ammesso ricorso alla magistratura del lavoro a norma delle leggi speciali.


Commento

(1) Art. implicitamente abrogato in seguito alla soppressione dell’ordinamento corporativo.


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

La mancanza della forma scritta dell'accordo aziendale posto a fondamento della domanda del lavoratore non esclude - sempreché tale accordo sia stato altrimenti provato - la fondatezza della domanda stessa, essendo detta forma richiesta, in relazione a tale tipo di accordo, non "ad substantiam" ma "ad probationem tantum"

Cassazione civile sez. lav.  13 dicembre 1995 n. 12757  

 

In mancanza di fonti legali (o contrattuali) che prevedano la forma scritta, quale eccezione al principio generale della libertà di forma, supposto dall'art. 1350 c.c. e confermato dall'art. 39, comma 1 cost. (che, proclamando libera l'organizzazione sindacale, rimette ai sindacati la formazione dei patti e la scelta della forma relativa), l'accordo aziendale, che appartiene al genus costituito dal contratto collettivo, è valido pur se non stipulato per iscritto, non potendo la necessità ad substantiam di detta forma desumersi - in contrasto con la tassativa e vincolante elencazione operata dal citato art. 1350 c.c. - dal riferimento al deposito ed alla pubblicazione previsti dall'art. 2072 c.c. per i contratti corporativi o, quanto ai contratti postcorporativi, da varie indicazioni normative (come gli art. 2077 e 2113 c.c. e l'art. 3 della l. 14 luglio 1959 n. 741), atteso che queste, lungi dal supporre la necessità ad substantiam della forma scritta, denotano la mera necessità strumentale delle scritture per i limitati fini ad esse considerati.

Cassazione civile sez. lav.  03 aprile 1993 n. 4030  

 

Il principio della libertà delle forme desumibile dall'art. 1350 c.c. - che indica espressamente, senza includervi i contratti collettivi, gli atti da farsi per iscritto a pena di nullità - non esclude la necessità della forma scritta "ad substantiam" anche per i contratti collettivi, tale necessità desumendosi per quelli corporativi dell'art. 2072 c.c. e per quelli postcorporativi da varie indicazioni dell'ordinamento che non possono non presupporla.

Cassazione civile sez. lav.  23 novembre 1989 n. 5034  

 

Il principio della libertà della forma desumibile dall'art. 1350 c.c. - che indica espressamente, senza includervi i contratti collettivi, gli atti che devono farsi per iscritto a pena di nullità - non esclude che tale forma sia necessaria ("ad substantiam" e non solo "ad probationem") anche per i contratti collettivi, tale necessità desumendosi per quelli corporativi dall'art. 2072 c.c. (che ne prevedeva il deposito e la pubblicazione) e per quelli postcorporativi da varie indicazioni dell'ordinamento che quelle forme presuppongono, come, in particolare, l'art. 3 l. 14 luglio 1959 n. 741, concernente il deposito presso il ministero del lavoro e della previdenza sociale ai fini dell'efficacia "erga omnes". (Nella fattispecie, la S.C. enunciando il principio suesposto, ha confermato la decisione dei giudici del merito con riguardo alla mancata necessaria stipulazione per iscritto di sopravvenuti accordi atti a ridurre l'indennità macchine fatturatrici elettrocontabili scriventi e centri meccanografici, fissata ai sensi dell'art. 28 del contratto collettivo 29 maggio 1968, nella misura del 5%).

Cassazione civile sez. lav.  23 novembre 1989 n. 5034  

 

Il principio della libertà della forma desumibile dall'art. 1350 c.c. - che indica espressamente, senza includervi i contratti collettivi, gli atti che devono farsi per iscritto a pena di nullità - non esclude che tale forma sia necessaria ("ad substantiam" e non solo "ad probationem") anche per i contratti collettivi, tale necessità desumendosi per quelli corporativi dall'art. 2072 c.c. (che ne prevedeva il deposito e la pubblicazione) e per quelli postcorporativi da varie indicazioni dell'ordinamento che quelle forme presuppongono, come, in particolare, l'art. 3 l. 14 luglio 1959 n. 741, concernente il deposito presso il ministero del lavoro e della previdenza sociale ai fini dell'efficacia "erga omnes". (Nella specie, la S.C. enunciando il principio suesposto, ha confermato la decisione dei giudici del merito con riguardo alla mancata necessaria stipulazione per iscritto di sopravvenuti accordi atti a ridurre l'indennità macchine fatturatrici elettrocontabili scriventi e centri meccanografici, fissati ai sensi dell'art. 28 del contratto collettivo 29 maggio 1968, nella misura del 5 per cento).

Cassazione civile sez. lav.  23 novembre 1989 n. 5034  



 
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