Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 208 codice civile: Diritti della moglie

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



[La moglie che ha ottenuto la separazione della dote ne ha la libera amministrazione.

La dote rimane inalienabile, e le somme che la moglie riceve in soddisfazione di essa sono dotali e si devono impiegare con l’autorizzazione giudiziale.

Nel caso in cui occorre provvedere a norma dell’articolo 187, il tribunale può autorizzare l’alienazione anche se il marito non consente.]

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151

Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

Le norme poste dagli art. 2 e 3 l. n. 300/70, a tutela della libertà e dignità del lavoratore, delimitano la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei suoi interessi con specifiche attribuzioni nell'ambito dell'azienda (rispettivamente con poteri di polizia giudiziaria e di controllo della prestazione lavorativa), ma non escludono il potere dell'imprenditore ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica o anche attraverso personale esterno - costituito in ipotesi da dipendenti di una agenzia investigativa - l'adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità del controllo, che può avvenire anche occultamente senza che vi ostino né il principio di correttezza e buona fede nell'esecuzione dei rapporti né il divieto di cui all'art. 4 della stessa l. n. 300/70, riferito esclusivamente all'uso di apparecchiature per il controllo a distanza (nella specie, la Corte ha ritenuto legittimi i controlli nei confronti di una dipendente diretti a verificare la corrispondenza dei chilometri realmente effettuati per coprire i percorsi indicati e quelli esposti nelle richiesta di rimborso spese, salvo dichiarare illegittimo il licenziamento intimato alla stessa dipendente, in quanto il datore di lavoro non aveva assolto all'onere probatorio della giusta causa del recesso).

Cassazione civile sez. lav.  10 luglio 2009 n. 16196  

 

Il datore di lavoro ha comunque l'obbligo ,a norma dell'art. 2087 c.c., di adottare tutte le misure necessarie per la tutela della integrità fisica dei propri dipendenti durante la prestazione di lavoro senza che possa influire su quest'obbligo - escludendolo - la circostanza che i predetti dipendenti prestando la loro opera agiscono in modo coordinato con le operazioni compiute autonomamente con mezzi propri da un appaltatore del datore di lavoro.

Cassazione civile sez. III  08 luglio 1978 n. 3431

 



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