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Art. 2081 codice civile: Norme equiparate al contratto collettivo

Le disposizioni sul contratto collettivo di lavoro contenute in questo capo valgono, in quanto applicabili, per le altre norme corporative che disciplinano rapporti di lavoro (1).

TITOLO II
DEL LAVORO NELL’IMPRESA

 


Commento

(1) Art. implicitamente abrogato in seguito alla soppressione dell’ordinamento corporativo.


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

L'interpretazione della disposizione contrattuale deve essere compiuta dal giudice del merito ed è censurabile in sede di legittimità solo per violazione delle regole di ermeneutica contrattuale, ovvero se non sia sorretta da una motivazione sufficiente, logica e coerente (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito la quale, correttamente interpretando l'accordo collettivo aziendale Sea 14 aprile 1999 sulla risoluzione del rapporto di lavoro dirigenziale, aveva ritenuto che, nel caso di recesso per iniziativa aziendale, il lavoratore che intendesse proseguire il rapporto aveva diritto a ciò che avrebbe percepito in caso di preavviso lavorato, mentre, nell'ipotesi di risoluzione consensuale, il rapporto lavorativo era da reputarsi cessato nel momento stesso della formazione del consenso, con la conseguenza che, per la determinazione delle spettanze di fine rapporto, doveva aversi riguardo al predetto momento, risultando irrilevante a tal fine qualunque successivo incremento della retribuzione).

Cassazione civile sez. lav.  19 settembre 2007 n. 19367  

 

L'efficacia dei contratti aziendali, di natura pari a quella dei contratti collettivi, anche in ordine ai criteri di inquadramento del personale, non può limitare la pretesa del singolo lavoratore di vedersi attribuire, particolarmente ed individualmente, un determinato livello (o categoria, o qualifica, ecc.), quando la applicazione pratica di tale normativa, nei suoi confronti, non sia ritenuta dall'interessato rispondente alle proprie effettive mansioni, e pertanto non attuativa dell'interpretazione convenuta in sede aziendale, e neppure di quella generale sulla determinazione dell'inquadramento del personale.

Cassazione civile sez. lav.  12 dicembre 1987 n. 9227  

 

I contratti di lavoro aziendali hanno natura ed efficacia di contratti collettivi e possono operare anche deroghe in peius (per i lavoratori) nei confronti di un contratto nazionale.

Cassazione civile sez. lav.  21 marzo 1986 n. 2017  

 

Il contratto integrativo aziendale è anch'esso un contratto collettivo e, ancorché vada interpretato in coerenza con le direttive della contrattazione nazionale di categoria, può addirittura derogare in peius (per i lavoratori della singola azienda) a tale contrattazione.

Cassazione civile sez. lav.  26 maggio 1983 n. 3646  

 

Il contratto collettivo aziendale non è la somma di contratti individuali conclusi tra il datore di lavoro e i singoli lavoratori, ma un atto di autonomia generale, che, concernendo una collettività di lavoratori generalmente considerati e soggettivamente non identificati nel contratto se non mediante l'inserimento nell'organismo aziendale, realizza un uniforme disciplina nell'interesse collettivo di costoro con efficacia normativa generalizzata, che è tipica della contrattazione collettiva, anche se limitata ad una sola azienda.

Cassazione civile sez. lav.  29 marzo 1982 n. 1965

 

I contratti di lavoro aziendali - alla cui stipulazione è legittimata ogni organizzazione sindacale operante nell'azienda, purché non simulata (art. 17 l. 10 maggio 1970 n. 300) - hanno la natura e l'efficacia dei contratti collettivi; in conseguenza, anche le normative generali ed astratte, contenute in contratti stipulati in sede aziendale, le quali individuino i livelli di inquadramento del personale in attuazione di normative collettive nazionali, vincolano tutti i dipendenti - per la relativa iscrizione al sindacato stipulante - circa il rispetto e l'applicazione della determinazione delle attribuzioni e degli inquadramenti concordati, rimanendo, peraltro, sempre libera e inalterata la pretesa del singolo lavoratore di vedersi concretamente ed individualmente riconosciuto un particolare livello, qualora l'applicazione pratica della normativa aziendale nei propri confronti, pur se dipendente da una connessa valutazione compiuta in contraddittorio fra l'impresa ed il sindacato, non sia ritenuta da esso interessato rispondente alle proprie effettive mansioni e perciò neppure attuativa dell'esatta interpretazione della normativa generale sulla determinazione dei livelli del personale.

Cassazione civile sez. lav.  18 febbraio 1982 n. 1035  

 

I contratti collettivi aziendali - alla cui stipulazione è legittimata ogni organizzazione sindacale operante nell'azienda, purché non simulata (art. 17 l. 20 maggio 1970 n. 300) - hanno natura ed efficacia di contratti collettivi e vincolano gli iscritti al sindacato per il solo fatto dell'iscrizione senza necessità di alcun mandato "ad hoc" per quanto concerne la delega alla stipulazione di norme collettive aziendali riguardanti la determinazione delle posizioni e delle classificazioni del personale. Le clausole di tali accordi, inoltre, attesa la loro natura, possono essere derogate da clausole meno favorevoli per i lavoratori, contenute in contratti collettivi successivi, sia aziendali che di categoria, essendo inapplicabile la disposizione dell'art. 2077, comma 2 c.c., che concerne esclusivamente la relazione tra contratto collettivo e contratto individuale di lavoro subordinato.

Cassazione civile sez. lav.  12 dicembre 1980 n. 6426  

 

 



 
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