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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2091 codice civile: Sanzioni

La magistratura del lavoro, se accerta che l’inosservanza perdura, fissa un termine entro il quale l’imprenditore deve uniformarsi agli obblighi suddetti (1).

Qualora l’imprenditore non vi ottemperi nel termine fissato, la magistratura del lavoro può ordinare la sospensione dell’esercizio dell’impresa o, se la sospensione è tale da recare pregiudizio all’economia nazionale, può nominare un amministratore che assuma la gestione dell’impresa, scegliendolo fra le persone designate dall’imprenditore, se riconosciute idonee, e determinandone i poteri e la durata.

Se si tratta di società, la magistratura del lavoro, anziché nominare un amministratore, può assegnare un termine entro il quale la società deve provvedere a sostituire gli amministratori in carica con altre persone riconosciute idonee.


Commento

(1) Art. implicitamente abrogato in seguito alla soppressione dell’ordinamento corporativo.


Giurisprudenza annotata

Revocatoria

L'art. 2901 c.c. accoglie una nozione lata di 'credito', comprensiva della ragione o aspettativa, con conseguente irrilevanza delle relative fonti di acquisizione, coerentemente con la funzione propria dell'azione, la quale non persegue scopi specificamente restitutori, ma mira a conservare la garanzia generica sul patrimonio del debitore in favore di tutti i creditori, compresi quelli meramente eventuali; conseguentemente, tale azione può essere accolta anche nel caso in cui sia promossa per la tutela dei crediti condizionati o che non siano liquidi o facilmente liquidabili e, nel caso di crediti nascenti da fatti illeciti, anche ove gli stessi siano ancora non certi o comunque litigiosi

Tribunale Salerno sez. III  18 febbraio 2014 n. 555  

 

In relazione agli atti a titolo oneroso, i presupposti per l'accoglimento dell'azione revocatoria ordinaria sono: a) la sussistenza del credito da parte del soggetto che agisce; b) l'eventus damni, cioè il compimento di un atto che non necessariamente determini l'insolvenza del debitore, ma renda anche soltanto più difficoltosa un'eventuale futura soddisfazione del creditore mediante una modifica del patrimonio, non solo sotto il profilo quantitativo, ma anche sotto quello qualitativo; c) la scientia damni da parte del debitore, consistente nella generica, ma effettiva consapevolezza del danno che si arreca agli interessi del creditore, senza che assuma rilievo l'intenzione del debitore di ledere la garanzia patrimoniale generica del creditore; d) la consapevolezza dell'evento dannoso da parte del terzo contraente, consistente nella generica ma effettiva conoscenza del pregiudizio che l'atto a titolo oneroso posto in essere dal debitore può arrecare alle ragioni dei creditori, attraverso la riduzione delle garanzie offerte ai creditori, senza che siano necessarie, né la specifica conoscenza del credito a tutela del quale l'azione revocatoria viene esercitata, né la collusione tra terzo e debitore. La prova di tali elementi può essere pacificamente fornita anche attraverso presunzioni, che possono fondarsi su molteplici elementi, quali, ad esempio, rapporti di amicizia o parentela tra debitore e terzo, prezzo di vendita inferiore al valore effettivo del bene, acquisto con un unico atto di una pluralità di beni ecc.

Tribunale Salerno sez. III  18 febbraio 2014 n. 555

 

L'azione revocatoria ordinaria presuppone, per la sua esperibilità, la sola esistenza di un debito e non anche la sua concreta esigibilità. Pertanto, prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale, gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla prestazione della fideiussione medesima, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti alla predetta azione, ai sensi dell'art. 2901, n. 1, prima parte, c.c., in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza del fideiussore (e, in caso di atto a titolo oneroso, del terzo) di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore (scientia damni); l'acquisto della qualità di debitore del fideiussore nei confronti del creditore procedente risale al momento della nascita del credito, sicché a tale momento occorre far riferimento per stabilire se l'atto pregiudizievole sia anteriore o successivo al sorgere del credito.

Cassazione civile sez. III  15 febbraio 2011 n. 3676  

 

 

Fallimento

La presunzione di onerosità della garanzia contestuale al sorgere del credito e quella della gratuità della garanzia prestata successivamente al sorgere del credito di cui all'art. 2901 c.c. non sono applicabili in tema di azione tendente a far dichiarare inefficace un atto ai sensi dell'art. 64 l.fall. .

Tribunale Pistoia  20 agosto 1980

 

La gratuità della prestazione di una garanzia ai fini previsti dall'art. 64 l. fall. va accertata in relazione al rapporto intercorso tra colui che presta la garanzia ed il beneficiario in senso stretto (nella specie tra colui che presta l'avallo ed il debitore cambiario e non tra il mutuante ed il mutuatario).

Tribunale Pistoia  20 agosto 1980



 
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