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Art. 2098 codice civile: Violazione delle norme sul collocamento dei lavoratori

Il contratto di lavoro stipulato senza l’osservanza delle disposizioni concernenti la disciplina della domanda e dell’offerta di lavoro può essere annullato, salva l’applicazione delle sanzioni penali.

La domanda di annullamento è proposta dal pubblico ministero, su denunzia dell’ufficio di collocamento, entro un anno dalla data dell’assunzione del prestatore di lavoro.


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Annullamento: [ v. Libro IV, Titolo II, Capo XII]; Prestatore di lavoro: [v. 2095].

Collocamento: procedura amministrativa concernente la costituzione di rapporti di lavoro subordinato. In passato il (—) era esercitato direttamente e esclusivamente dallo Stato; il sistema era basato sulla formazione di liste di prestatori di lavoro e sull’obbligo per il datore di lavoro di assumere per mezzo di apposita richiesta numerica alla sezione circoscrizionale competente. A partire dal 1996 il sistema del (—) ha subito un lungo e complesso processo di riforma. In particolare con la l. 608/1996 si è provveduto alla liberalizzazione delle assunzioni, sancendo il principio dell’assunzione diretta del lavoratore da parte del datore di lavoro, il quale ora ha l’unico onere di comunicare l’assunzione del dipendente ai competenti organi di vigilanza (art. 6, c. 2, d.lgs. 297/2002). Uniche esclusioni al regime di libera assunzione restano quelle relative ai lavoratori cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, di lavoratori italiani da impiegare o trasferire all’estero e di lavoratori disabili che fanno ancora capo a forme di collocamento speciale.

Sanzioni penali: conseguenze giuridiche previste dall’ordinamento per la violazione di norme penali, ossia per la commissione di reati.

Pubblico ministero: organo dello Stato istituito presso la Corte di Cassazione, le Corti d’Appello, i Tribunali ordinari e per i minorenni.

Promuove la repressione dei reati e l’applicazione delle misure di sicurezza, nel processo penale; nell’ambito del processo civile, esercita il diritto d’azione nei casi stabiliti dalla legge (art. 69 c.p.c.) ed interviene obbligatoriamente nelle cause indicate dalla legge e facoltativamente in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse (art. 70 c.p.c.). Gli uffici del pubblico ministero, che sono distinti ed autonomi dall’organo giurisdizionale presso il quale svolgono le loro funzioni, formano, nel loro complesso, la magistratura cd. requirente, che si distingue dalla magistratura cd. giudicante che ha invece il compito di giudicare.

Denunzia: atto con il quale si comunica ad un’autorità giudiziaria o amministrativa, una violazione.


Giurisprudenza annotata

Annullamento

Il datore di lavoro che abbia assunto un lavoratore erroneamente avviato come appartenente ad una delle categorie protette, ai sensi della legge n. 482 del 1968, recede legittimamente dal rapporto allorché venga accertato l'errore, sempre che questo - secondo un apprezzamento riservato al giudice del merito e incensurabile in cassazione se congruamente motivato - risulti essenziale e riconoscibile; nè in tal caso può ritenersi applicabile la disciplina di cui all'art. 2098 c.c., che prevede la legittimazione del solo p.m. all'azione di annullamento di contratti di lavoro posti in essere senza l'osservanza delle disposizioni sul collocamento, non essendo attribuibile al datore di lavoro alcuna violazione di tali norme.

Cassazione civile sez. lav.  07 agosto 2003 n. 11934  

 

È inammissibile la domanda riconvenzionale proposta dalla datrice di lavoro d'annullamento del contratto di lavoro, in quanto lo stesso è impugnabile solo su domanda del p.m. e nel termine di un anno dalla sua stipulazione ai sensi dell'art. 2098 c.c.

Tribunale Milano  24 maggio 2002

 

Nel caso in cui, dopo l'avviamento di alcuni lavoratori al datore di lavoro che abbia rivolto all'ufficio di collocamento una richiesta numerica, venga avviato un ulteriore lavoratore a seguito della impugnativa da parte di quest'ultimo davanti al giudice amministrativo della graduatoria dei lavoratori da avviare e degli atti di avviamento al lavoro, nel giudizio promosso da detto lavoratore a tutela del suo diritto all'assunzione, non può ritenersi che il diritto del medesimo all'assunzione - derivante dall'atto di avviamento in difetto di contestazione della sua legittimità - sia condizionato all'esperimento da parte del p.m. dell'azione di annullamento, a norma dell'art. 2098 c.c., dei contratti di lavoro precedentemente stipulati, sia per l'insussistenza dei presupposti di tale azione, sia perché in tale maniera si degraderebbe al livello di un mero interesse legittimo il diritto soggettivo all'assunzione.

Cassazione civile sez. lav.  21 novembre 1998 n. 11810  

 

A norma dell'art. 2098 c.c. - disposizione che non è stata abrogata dall'art. 33 l. 20 maggio 1970 n. 300 - il contratto di lavoro stipulato senza l'osservanza delle disposizioni concernenti la disciplina della domanda e dell'offerta di lavoro non è nullo, ma soltanto annullabile su richiesta del p.m.

Cassazione civile sez. lav.  11 aprile 1996 n. 3368  

 

La previsione dell'art. 2098 c.c., che sancisce l'annullabilità del contratto di lavoro concluso in violazione della disciplina sul collocamento ed attribuisce la legittimazione della relativa azione al pubblico ministero, opera sul piano prettamente privatistico a tutela della validità del contratto di lavoro e presuppone, per la sua applicabilità, che sia già intervenuto, da parte del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro, l'annullamento d'ufficio, per illegittimità, dell'atto di avviamento in base al quale il contratto di lavoro era stato concluso.

Pretura Salerno  13 luglio 1992

 

L'azione prevista dall'art. 2098 c.c. per l'ipotesi di contratto stipulato in violazione delle norme sul collocamento, è azione di annullamento e non azione di nullità.

Pretura Bologna  07 gennaio 1983

 

Non può essere accolta la domanda proposta dal p.m. per l'annullamento di un contratto di lavoro stipulato in violazione delle norme sul collocamento qualora, all'atto della decisione della causa, il rapporto di lavoro sia cessato.

Pretura Bologna  07 gennaio 1983

 

Il contratto di lavoro stipulato senza l'osservanza delle disposizioni concernenti il collocamento della mano d'opera può essere annullato ,su richiesta del pubblico ministero, ai sensi dell'art. 2098 c.c., soltanto nel caso in cui venga accertato il comune intendimento fraudolento nelle parti, teso ad eludere l'applicazione di norme imperative.

Pretura La Spezia  30 novembre 1978

 

L'art. 2098 c.c. configura con una particolare ipotesi di negozio in frode alla legge, dante luogo ad annullabilità di esso su azione del P.M. L'annullamento ex art. 2098 c.c. del contratto di lavoro, pertanto, è ottenibile solo se viene provato l'intento fraudatorio del lavoratore e, nel caso di passaggio simulato tra diverse aziende, anche del secondo datore di lavoro.

Pretura La Spezia  30 novembre 1978

 



 
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