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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2102 codice civile: Partecipazione agli utili

Se le norme corporative o la convenzione non dispongono diversamente, la partecipazione agli utili spettante al prestatore di lavoro è determinata in base agli utili netti dell’impresa, e, per le imprese soggette alla pubblicazione del bilancio, in base agli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato e pubblicato (1).


Commento

Prestatore di lavoro: [v. 2095]; Bilancio: [v. 2217].

Utili netti: ciò che l’impresa ha guadagnato nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, detratte le spese.

 

(1) La partecipazione agli utili è una forma speciale di retribuzione piuttosto rara. Anche i suoi criteri di calcolo devono però rispettare i principi costituzionali [v. Cost. 36]. Pertanto, ove gli utili non vi siano o la quota spettante al dipendente non rispetti il dettato della Costituzione, la retribuzione sarà determinata dal giudice ex art. 2099, co. 2.


Giurisprudenza annotata

Associazione in partecipazione

L'associazione in partecipazione ha, quale elemento causale indefettibile di distinzione dal rapporto di collaborazione libero-professionale, il sinallagma tra partecipazione al rischio d'impresa gestita dall'associante e conferimento dell'apporto lavorativo dell'associato. Ne consegue che l'associato il cui apporto consista in una prestazione lavorativa deve partecipare sia agli utili che alle perdite, non essendo ammissibile un contratto di mera cointeressenza agli utili di un'impresa senza partecipazione alle perdite, tenuto conto dell'espresso richiamo, contenuto nell'art. 2554, comma 2 c.c., all'art. 2102 c.c., il quale prevede la partecipazione del lavoratore agli utili « netti » dell'impresa.

Cassazione civile sez. lav.  28 maggio 2010 n. 13179

 

Nell'associazione in partecipazione l'apporto dell'associato può essere costituito anche da una prestazione di attività lavorativa ed in tal caso il rapporto si distingue da quello di lavoro subordinato perché manca il vincolo di dipendenza e la garanzia di un guadagno che sono propri del rapporto di lavoro. Pertanto, nell'attività lavorativa prestata in favore dell'impresa, senza vincolo di dipendenza e senza garanzia di guadagno, è configurabile, nel concorso dei requisiti di cui all'art. 2549 c.c., una associazione in partecipazione.

Cassazione civile sez. lav.  08 gennaio 1980 n. 149  

 

Lavoro subordinato.

L'indagine del giudice del merito, volta ad accertare la fondatezza o meno della pretesa del lavoratore al riconoscimento della qualifica dirigenziale in dipendenza delle mansioni svolte deve tener conto che la figura del dirigente si caratterizza per la preposizione, quale "alter ego" dell'imprenditore, ad un intero settore di attività con autonomia e discrezionalità decisionale e postula, pertanto, elementi la cui sussistenza, in mancanza di esplicita attribuzione di detta qualifica in sede contrattuale, deve essere verificata con particolare rigore nell'ipotesi di struttura imprenditoriale modesta e con esiguo numero di dipendenti, essendo in tal caso di difficile configurazione quella necessità di supplenza imprenditoriale che normalmente sussiste con riguardo ad ampie articolazioni produttive.

Cassazione civile sez. lav.  24 ottobre 1989 n. 4326  



 
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