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Art. 2116 codice civile: Prestazioni

Le prestazioni indicate nell’art. 2114 sono dovute al prestatore di lavoro, anche quando l’imprenditore non ha versato regolarmente i contributi dovuti alle istituzioni di previdenza e di assistenza, salvo diverse disposizioni delle leggi speciali o delle norme corporative.

Nei casi in cui, secondo tali disposizioni, le istituzioni di previdenza e di assistenza, per mancata o irregolare contribuzione, non sono tenute a corrispondere in tutto o in parte le prestazioni dovute, l’imprenditore è responsabile del danno che ne deriva al prestatore di lavoro (1).


Commento

Imprenditore: [v. 2082]; Contributi: [v. 2115].

 

(1) Il diritto del lavoratore al risarcimento del danno per omessa o irregolare contribuzione [v. 2115] sorge nel momento in cui si verifica la perdita totale o parziale della prestazione previdenziale, tanto che solo da tale momento decorre la prescrizione [v. 2934] del relativo diritto e dallo stesso momento il lavoratore può esercitare l’azione giudiziaria (può cioè rivolgersi al giudice per il risarcimento).


Giurisprudenza annotata

Impiegati delle Ferrovie dello Stato

Ove l'Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato abbia fatto ricorso alle convenzioni di cui all'art. 26, l. n. 1236/1959 per l'espletamento dei servizi cosiddetti di accudienza o comunque di “minima importanza” previsti dal medesimo art. 26, il giudice, richiesto dell'accertamento del carattere subordinato del rapporto, deve verificare le concrete modalità di svolgimento dell'attività lavorativa dell'incaricato per poi raffrontarle con quelle che caratterizzano la nozione legale di subordinazione. Tuttavia, ove accertata nel concreto la sussistenza di una fattispecie di lavoro subordinato, il lavoratore avrà diritto unicamente al trattamento retributivo per l'attività svolta, ai sensi dell'art. 2116 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  25 luglio 2014 n. 17008  

 

 

Previdenza ed assistenza

In materia di previdenza e assistenza obbligatoria, ai contributi dovuti agli enti previdenziali dai lavoratori e datori di lavoro, relativi a periodi anteriori all'entrata in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335 (che ha ridotto il termine prescrizionale da dieci a cinque anni) e per i quali, a tale data, non sia ancora integralmente maturato il quinquennio dalla scadenza, il precedente termine decennale di prescrizione può operare solo nel caso in cui la denuncia prevista dall'art. 3, comma 9, della legge n. 335 del 1995 sia intervenuta nel corso del quinquennio dallo loro scadenza. Rigetta, App. Roma, 18/06/2009

Cassazione civile sez. un.  04 luglio 2014 n. 15296  

 

In materia previdenziale, l'obbligazione contributiva ha quale soggetto attivo l'ente assicuratore e quale soggetto passivo il datore di lavoro, debitore dei contributi nell'intero. Ne consegue che il lavoratore non è legittimato ad agire nei confronti dell'Istituto previdenziale per accertare l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato, né può chiedere di sostituirsi al datore di lavoro nel pagamento dei contributi, residuando in suo favore, nel caso di omissione contributiva, il rimedio dell'art. 2116 c.c. e la facoltà di chiedere all'INPS la costituzione della rendita vitalizia di cui all'art. 13 l. 12 agosto 1962 n. 1338. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto due lavoratrici legittimate all'impugnazione di un verbale di accertamento dell'INPS, elevato nei confronti del loro datore di lavoro, relativo all'annullamento della contribuzione per i periodi di lavoro da loro prestati nell'ambito dell'impresa familiare). Cassa senza rinvio, App. Ancona, 18/03/2008

Cassazione civile sez. lav.  14 febbraio 2014 n. 3491  

 

Nel caso di omissione contributiva, sussiste l'interesse del lavoratore ad agire per il risarcimento del danno ancor prima del verificarsi degli eventi condizionanti l'erogazione delle prestazioni previdenziali, avvalendosi della domanda di condanna generica, ammissibile anche nel rito del lavoro, per accertare la potenzialità dell'omissione contributiva a provocare danno, salva poi la facoltà di esperire, al momento del prodursi dell'evento dannoso (coincidente, in caso di omesso versamento dei contributi previdenziali, con il raggiungimento dell'età pensionabile), l'azione risarcitoria ex art. 2116, secondo comma, cod. civ., oppure quella diversa, in forma specifica, ex art. 13 della legge 12 agosto 1962 n. 1338. Cassa con rinvio, App. Roma, 21/07/2010

Cassazione civile sez. lav.  05 febbraio 2014 n. 2630  

 

In ragione della specularità tra il sistema di pagamento dei contributi dei collaboratori coordinati e continuativi e quello dell'a.g.o per i lavoratori subordinati, che prevedono l'assolvimento dell'obbligo contributivo a carico di datori e committenti anche per la quota spettante al lavoratore, il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali di cui all'art. 2116, comma 1, c.c. deve applicarsi estensivamente anche ai regimi previdenziali relativi a rapporti di collaborazione a progetto.

Tribunale Bergamo  23 dicembre 2013 n. 941  

 

L’art. 2116 c.c., pur menzionando i soli rapporti di lavoro subordinato, esprime un principio di ordine generale nell’ambito del sistema di previdenza sociale.

Tribunale Bergamo  23 dicembre 2013 n. 941  

 

Il danno subito dal lavoratore per la perdita della pensione, derivata dall'omessa contribuzione previdenziale da parte del datore di lavoro ex art. 2116 cod. civ., si verifica al raggiungimento dell'anzianità pensionabile, con la conseguenza che da tale momento decorre il termine decennale di prescrizione del diritto al risarcimento, fermo restando, peraltro, che - completata la fattispecie produttiva del danno - il lavoratore è tenuto a provare di aver chiesto vanamente al datore di lavoro la costituzione della rendita vitalizia di cui all'art. 13, legge 12 agosto 1962, n. 1338, dovendosi ritenere, diversamente, che abbia concorso con la propria negligenza a cagionare il danno medesimo, che può essere, conseguentemente, ridotto od escluso ai sensi dell'art. 1227 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Napoli, 23/02/2010

Cassazione civile sez. lav.  11 settembre 2013 n. 20827  

 

Il diritto al risarcimento del danno per omessa o irregolare contribuzione assicurativa, di cui all'art. 2116 comma 2, c.c., sorge soltanto col verificarsi del duplice presupposto dell'inadempienza contributiva del datore di lavoro e della perdita totale o parziale della prestazione previdenziale; pertanto, ai fini della decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento non si deve aver riguardo al momento della maturazione della prescrizione dei contributi dovuti, in quanto il danno consistente nella diminuita prestazione pensionistica percepita dal lavoratore presuppone proprio che il credito contributivo sia prescritto. Ne consegue che la domanda del pubblico dipendente volta ad ottenere la condanna della p.a., che abbia omesso il versamento dei contributi afferenti alle assicurazioni obbligatorie, al risarcimento dei danni, non può essere proposta prima che il lavoratore abbia maturato il diritto alla prestazione pensionistica.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. II  23 maggio 2013 n. 1516  

 

In base all'art. 2116 c.c. l'imprenditore è responsabile del danno che deriva al prestatore di lavoro nei casi in cui gli istituti previdenziali, per mancata o irregolare contribuzione, non sono tenuti a corrispondere in tutto o in parte le prestazioni dovute e, pertanto, l'azione di risarcimento dei danni per responsabilità contrattuale, rectius da inadempimento di obbligazioni (art. 1218 c.c.) comporta che la relativa causa ha natura lavoristica e non previdenziale, non essendo richiesto l'intervento dell'inps nel giudizio.

Tribunale Milano sez. lav.  22 luglio 2011 n. 2956  

 



 
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