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Art. 2117 codice civile: Fondi speciali per la previdenza e l’assistenza

I fondi speciali per la previdenza e l’assistenza che l’imprenditore abbia costituiti, anche senza contribuzione dei prestatori di lavoro, non possono essere distratti dal fine al quale sono destinati e non possono formare oggetto di esecuzione da parte dei creditori dell’imprenditore o del prestatore di lavoro.

§ 4. – Dell’estinzione del rapporto di lavoro


Commento

Imprenditore: [v. 2082]; Contribuzione: [v. 2115]; Prestatore di lavoro: [v. 2095].

Fondi speciali per la previdenza e l’assistenza: si pongono accanto all’Assicurazione generale obbligatoria quale forma di previdenza integrativa volontaria, contribuendo in tal modo a far assumere al sistema previdenziale dei lavoratori una struttura particolarmente articolata.


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza – Fondi speciali

In seguito alla trasformazione del Fondo Integrativo Previdenziale della ex Cassa di risparmio di Macerata, da fondo "a prestazione definita" a fondo "a contribuzione definita", ai dipendenti dell'istituto non possono essere riconosciuti diritti soggettivi sul patrimonio e sulla dotazione del fondo originario, ma soltanto il diritto alla conservazione della integrità patrimoniale di quest'ultimo, ai sensi dell'art. 2117 cod. civ., in base al quale il datore di lavoro è responsabile nei confronti dei lavoratori qualora si verifichi la distrazione della consistenza patrimoniale del fondo di riferimento. Rigetta, App. Ancona, 18/05/2010

Cassazione civile sez. lav.  03 aprile 2014 n. 7814  

 

Qualora vengano creati fondi speciali previdenziali da parte del datore di lavoro, essi rimangono strettamente vincolati agli scopi per cui sono stati istituiti, non potendo essere distratti, ai sensi dell'art. 2117 c.c., dal fine cui risultano destinati, al quale viene definitivamente subordinata la loro disponibilità; né tali fondi possono formare oggetto di esecuzione da parte dei creditori dell'imprenditore o del prestatore di lavoro, trattandosi di somme che, non facendo più parte del patrimonio di coloro che le hanno versate, non possono essere considerate a garanzia delle obbligazioni da essi eventualmente assunte.

Cassazione civile sez. lav.  09 ottobre 2012 n. 17178  

 

I versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare non hanno natura retributiva, né l'hanno avuta in passato, trattandosi di esborsi non legati da nesso di corrispettività con la prestazione lavorativa ed esonerati dalla contribuzione a.g.o., con assoggettamento a contributo di solidarietà, ai sensi della disposizione retroattiva dell'art. 9 bis d.l. n. 103 del 1991, conv. in l. n. 166 del 1991. Ne consegue che gli accreditamenti per la previdenza integrativa non concorrono a determinare la base di calcolo del t.f.r. e dell'indennità di anzianità.

Cassazione civile sez. VI  22 giugno 2012 n. 10458  

 

Fino alla data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare (d.lg. 21 aprile 1993 n. 124), i trattamenti pensionistici integrativi, erogati a seguito della costituzione di fondi speciali (individuali o collettivi) previsti dalla contrattazione collettiva hanno natura di debiti di lavoro, anche se sono esigibili dopo la cessazione del rapporto di lavoro, essendo in nesso di corrispettività con la prestazione lavorativa; ne consegue che i relativi versamenti effettuati dal datore di lavoro sono rilevanti ai fini del trattamento di fine rapporto e dell'indennità di anzianità.

Cassazione civile sez. lav.  12 gennaio 2011 n. 545  

 

In materia di previdenza complementare delle aziende del gruppo IRI, è immune da censure l'interpretazione del giudice di merito riferita all'art. 12 dello Statuto della Cassa interaziendale di solidarietà ed assistenza (Intercassa), nonché all'art. 8 dell'accordo sindacale 12 gennaio 1989, relativo a Cassa aziendale aderente all'Intercassa, secondo cui la prestazione, a carattere perequativo e complementare, della prima è prevista in favore del dipendente, in caso di cessazione del rapporto di lavoro senza l'accumulo contributivo di almeno 15 anni di versamenti, anche nel caso di passaggio alle dipendenze di altra azienda non appartenente al gruppo Iri; appare infatti del tutto ininfluente, a tali fini, il fatto che nella specie si sia realizzato un trasferimento di azienda ex art. 2112 c.c. e che il dipendente si sia avvalso della possibilità di trasferimento dell'importo corrispondente ai contributi versati ai fini di altra, e diversa, forma di previdenza complementare, ciò in quanto l'insorgenza dell'obbligo dell'Intercassa di pagare la differenza tra la somma rapportata alla contribuzione effettiva e quella dovuta sulla base di 15 anni di contribuzione deriva appunto dalla risoluzione del rapporto con un'azienda Iri e dalla cessazione dell'iscrizione ad una delle Casse del sistema e non dal conseguimento del diritto ad una delle previste prestazioni previdenziali.

Cassazione civile sez. lav.  14 aprile 2008 n. 9815  

 

Un fondo speciale per l'assistenza e la previdenza, costituito nell'ambito della previsione dell'art. 2117 c.c. (nella specie, la Cassa interaziendale) può legittimamente continuare ad erogare prestazioni previdenziali anche dopo che sia cessato il rapporto previdenziale, in quanto ciò, pur costituendo una anomalia - giacché implica la continuazione del rapporto fra il fondo e dipendenti usciti ormai dal sistema - non costituisce però violazione di alcun principio logico o giuridico, posto che l'impegno assunto dal fondo anzidetto di effettuare una prestazione perequativa in favore di chi abbia fatto parte del sistema per un certo periodo di tempo rientra nella autonomia negoziale della quale esso dispone.

Cassazione civile sez. lav.  18 agosto 2004 n. 16176  

 

I fondi speciali per la previdenza e l'assistenza costituiti nell'ambito della previsione dell'art. 2117 c.c., con la contribuzione sia del datore di lavoro che dei lavoratori, o anche del solo datore di lavoro, ove non abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica, sono assoggettati alla disciplina comune dettata per le associazioni non riconosciute. Essi sono pertanto soggetti giuridici che, ancorché privi di personalità, costituiscono centri di imputazione di rapporti giuridici con altri soggetti dell'ordinamento, compreso tra di essi il datore di lavoro che assume l'obbligo di contribuzione. Ne consegue che l'obbligo di prestazione previdenziale o assistenziale grava sul fondo o cassa e non sul datore di lavoro.

Cassazione civile sez. lav.  17 maggio 2003 n. 7755  



 
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