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Art. 2121 codice civile: Computo dell’indennità di mancato preavviso

L’indennità di cui all’articolo 2118 deve calcolarsi computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti ed ogni altro compenso di carattere continuativo, con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese.

Se il prestatore di lavoro è retribuito in tutto o in parte con provvigioni, con premi di produzione o con partecipazioni, l’indennità suddetta è determinata sulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servizio o del minor tempo di servizio prestato.

 

Fa parte della retribuzione anche l’equivalente del vitto e dell’alloggio dovuto al prestatore di lavoro.


Commento

Indennità: [v. 2118].


Giurisprudenza annotata

Trattamenti economici

Il principio di onnicomprensività della retribuzione, sancito dall'art. 2121 c.c. (nel testo anteriore alla l. 29 maggio 1982, n. 297) ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità, poi confluita nel trattamento di fine rapporto, trova applicazione anche ai fini della liquidazione dell'indennità di buonuscita spettante agli autoferrotranvieri con diritto a pensione con conseguente nullità, ai sensi dell' art. 2121 c.c. cit., e dell'art. 1419 c.c., di clausole contrattuali che escludano espressamente la computabilità di indennità corrisposte in maniera continuativa o che adottino una nozione di retribuzione non comprensiva di emolumenti percepiti in maniera continuativa, come il compenso per lavoro straordinario continuativo, ferma restando l'inclusione anche di somme ' non occasionali ' a decorrere dalla entrata in vigore della legge n. 297/1982, salvo che, a seguire, sia diversamente previsto dai contratti collettivi. Riforma parzialmente TAR Basilicata, sez. I nn. 271/2011, 269/2011, 233/2011, 272/2011, 274/2001, 212/2011, 313/2011.

Consiglio di Stato sez. VI  03 giugno 2014 n. 2836  

 

Il principio di onnicomprensività della retribuzione, sancito dall'art. 2121 c.c., (nel testo anteriore alla L. n. 297 del 1982) ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità, poi confluita nel trattamento di fine rapporto, trova applicazione anche ai fini della liquidazione dell'indennità di buonuscita spettante agli autoferrotranvieri con diritto a pensione, con conseguente nullità, ai sensi del cit. art. 2121 c.c., e dell'art. 1419 c.c., di clausole contrattuali che escludano espressamente la computabilità di indennità corrisposte in maniera continuativa o che adottino una nozione di retribuzione non comprensiva di emolumenti percepiti in maniera continuativa, come il compenso per lavoro straordinario continuativo; quest'ultimo compenso è computabile anche ai fini del trattamento di fine rapporto per il periodo successivo al 31 maggio 1982 , dovendo, per un verso, escludersi che le clausole collettive nulle, per contrarietà al principio di onnicomprensività di cui all'art. 2121 (vecchio testo) c.c., possano rivivere nel contesto normativo introdotto dalla stessa l. n. 297 del 1982 e, per altro verso, ritenersi che una eventuale deroga al predetto principio di onnicomprensività da parte di contratti o accordi collettivi successivi all'entrata in vigore della l. n. 297 del 1982, debba essere espressamente prevista.

Consiglio di Stato sez. VI  30 maggio 2014 n. 2808  

 

Ai sensi dell'art. 2129 c.c. la normativa di cui all'art. 2120 c.c. non si applica ai dipendenti pubblici se il rapporto è diversamente regolato dalla legge. Per gli autoferrotranvieri non risultano norme di legge speciali quanto alla disciplina dell'indennità di buona uscita (in precedenza 'indennità di anzianità') e/o TFR e alla determinazione della retribuzione alla base del relativo calcolo. Si deve perciò applicare quanto disposto dall'art. 2120 c.c., nel testo antecedente a quello modificato con la legge n. 297 del 1982 (entrata in vigore l' 1 giugno 1982 ) quanto alla disciplina relativa al periodo anteriore (determinata anche dall'art. 2121 c.c. per il calcolo della retribuzione utile) e nel testo dell'articolo come modificato con la legge citata riguardo al periodo successivo, tenendo conto della normativa transitoria di cui alla legge stessa. Nella nuova normativa, ferma la prescrizione previgente della onnicomprensività della retribuzione di riferimento, nel computo in questa sono incluse le somme corrisposte a titolo ' non occasionale ' e non soltanto ' continuativo ', prevedendosi che il criterio di determinazione della retribuzione annua vale ' salvo diversa disposizione dei contratti collettivi ' (art. 2120 c.c., comma 2), dovendosi evidentemente intendere ciò in riferimento ai contratti stipulati dopo l'entrata in vigore della legge n. 297 del 1982.

Consiglio di Stato sez. VI  30 maggio 2014 n. 2808  

 

Va dichiarata la nullità per contrasto con le norme imperative di cui agli art. 2120 e 2121 c.c., nel testo antecedente all'entrata in vigore della l. n. 297 del 1982, delle clausole dell'Accordo nazionale dei Ferrotranvieri del 21 maggio 1981, nella parte in cui escludono le indennità di cui ai punti 3, 4 e 5 dell'accordo stesso, dalla base di calcolo del t.f.r. dei dipendenti interessati alla loro percezione.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. IV  03 gennaio 2013 n. 86  

 

Le maggiorazioni retributive e le indennità erogate in corrispettivo di prestazioni di lavoro notturno, non occasionali, costituiscono parte integrante dell'ordinaria retribuzione globale di fatto giornaliera e, come tali, concorrono - ai sensi della nozione omnicomprensiva di retribuzione, recepita dagli art. 2120 e 2121 c.c., ed in assenza di deroghe introdotte successivamente all'entrata in vigore della l. n. 297 del 1982 - alla composizione della base di computo dell'indennità di anzianità e del t.f.r.

Cassazione civile sez. lav.  21 maggio 2012 n. 7987  

 

La determinazione dell'indennità di buonuscita del personale autoferrotranviario di cui all'art. 1 r.d. 8 gennaio 1931 n. 148 e all'inerente contrattazione collettiva va effettuata sulla base dei criteri inderogabili fissati dagli art. 2120 e 2121 c.c., tenendo conto di ogni elemento di natura retributiva che, avendo i caratteri dell'obbligatorietà, della continuità e della determinatezza (o determinabilità), rientri nella nozione di retribuzione normale o di fatto e i principi degli art. 2120 e 2121, in tema di indennità di fine rapporto, lungi dall'essere espressione di insuperabili vincoli costituzionali, sono estensibili al pubblico impiego in via sussidiaria e nei limiti in cui la materia non sia diversamente regolata da norme speciali, giusta quanto disposto dall'art. 2129 c.c. (Conferma Tar Puglia, Bari, sez. I, n. 3408 del 2006).

Consiglio di Stato sez. VI  27 dicembre 2011 n. 6824  

 

Il principio di onnicomprensività della retribuzione, sancito dall'art. 2121 c.c. (nel testo anteriore alla l. n. 297 del 1982), ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità, poi confluita nel trattamento di fine rapporto, trova applicazione anche ai fini della liquidazione dell'indennità di buonuscita spettante agli autoferrotranviari con diritto a pensione con conseguente nullità, ai sensi dell'art. 2121 c.c. e dell'art. 1419 c.c., di clausole contrattuali che escludano espressamente la computabilità di indennità corrisposte in maniera continuativa o che adottino una nozione di retribuzione non comprensiva di emolumenti percepiti in maniera continuativa, come il compenso per lavoro straordinario continuativo; quest'ultimo compenso è computabile anche ai fini del trattamento di fine rapporto per il periodo successivo al 31 maggio 1982, dovendo, per un verso, escludersi che le clausole collettive nulle, per contrarietà al principio di onnicomprensività di cui all'art. 2121 c.c. (vecchio testo), possano rivivere nel contesto normativo introdotto dalla stessa l. n. 297 del 1982 e, per altro verso, ritenersi che una eventuale deroga al predetto principio di onnicomprensività da parte di contratti o accordi collettivi successivi all'entrata in vigore della l. n. 297 del 1982, debba essere espressamente prevista. (Conferma Tar Campania, Napoli, sez. VI, 29 luglio 2005 n. 10500).

Consiglio di Stato sez. VI  21 luglio 2011 n. 4415  

 

Per il periodo anteriore all'entrata in vigore della l. 29 maggio 1982 n. 297, l'indennità di buonuscita dovuta agli autoferrotranvieri deve essere liquidata includendo nella base di computo ogni emolumento fisso e continuativo in conformità al principio dell'onnicomprensività della base stessa secondo i criteri fissati dal vecchio testo degli art. 2120 e 2121 c.c., mentre, a partire dal 1º giugno 1982, ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto trova applicazione il nuovo testo di cui all'art. 2120 c.c. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, comma 1, c.p.c.).

Cassazione civile sez. VI  21 dicembre 2010 n. 25904  

 

Il principio affermato dalla Corte cost. con le sentenze n. 140 del 1971 e n. 124 del 1975, secondo cui la retribuzione da prendere a base del calcolo dell'indennità di buonuscita del personale autoferrotranviario senza diritto a pensione (art. 26 e 27, all. A, r.d. 8 gennaio 1931 n. 148) deve intendersi in senso onnicomprensivo, secondo i criteri fissati per l'indennità di anzianità dagli art. 2120 e 2121 c.c., trova applicazione anche riguardo alla indennità di buonuscita prevista dalla contrattazione collettiva in favore del personale autoferrotranviario con diritto a pensione, la quale ha anch'essa la medesima natura e funzione dell'indennità di anzianità, con la conseguente nullità (ai sensi dell'art. 1419, comma 2, c.c.) di clausole contrattuali esclusive della computabilità di emolumenti di natura retributiva. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, comma 1, c.p.c.).

Cassazione civile sez. VI  21 dicembre 2010 n. 25904  

 

La determinazione della buonuscita del personale autoferrotranviario di cui all'art. 1 r.d. n. 148 del 1931, e alla contrattazione collettiva ivi richiamata, va effettuata sulla base dei criteri inderogabili fissati dagli art. 2120 e 2121 c.c., tenendo conto di ogni elemento di natura retributiva che, avendo i caratteri dell'obbligatorietà, della continuità e della determinatezza (o determinabilità) rientri nella nozione di retribuzione norma o di fatto, e che i principi di cui agli art. 2120 e 2121 c.c., in materia di indennità di fine rapporto, lungi dall'essere espressione di inabdicabili vincoli costituzionali, sono estensibili al pubblico impiego in via sussidiaria e nei limiti in cui la materia non sia diversamente regolata da norme speciali, giusta quanto disposto dall'art. 2129 c.c. Più in particolare, il compenso per lavoro straordinario e le altre indennità, erogate per specifiche prestazioni, che non presentano, quindi, i richiamati caratteri della fissità e continuatività, possono essere computate nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita nel solo caso in cui, in forza di atti dell'Amministrazione, risultino predeterminati, fissi, obbligatori, continuativi e forfetizzati, non essendo sufficiente la continuità della relativa percezione. (Conferma Tar Puglia, Bari, sez. III, n. 2391 del 2007; id., n. 2482 del 2007; id., n. 2479 del 2007; id., n. 2478 del 2007; id., n. 2483 del 2007).

Consiglio di Stato sez. VI  10 dicembre 2010 n. 8720  

 



 
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