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Art. 2131 codice civile: Retribuzione

La retribuzione dell’apprendista non può assumere la forma del salario a cottimo.


Commento

Retribuzione: [v. 2099]; Apprendistato: [v. 2130]; Cottimo: [v. 2099].


Giurisprudenza annotata

Retribuzone del tirocinio

In osservanza del principio della retribuzione sufficiente sancito dall'art. 36 Cost., che trova applicazione anche in materia di apprendistato, nonostante la specialità di tale rapporto, l'art. 19 del d.P.R. 30 dicembre 1956 n. 1668 (contenente il regolamento per l'esecuzione della disciplina legislativa dell'apprendistato) - che, per l'ipotesi di mancanza di disposizioni della contrattazione collettiva sulla misura della retribuzione, richiama l'art. 2099 c.c. - deve essere interpretato nel senso che al giudice, pur in presenza di un contratto collettivo o di un accordo aziendale, è consentito verificare, sulla base della relativa domanda proposta dall'interessato, se la retribuzione prevista dal contratto o dall'accordo risulti o meno rispondente ai principi stabiliti dalla norma costituzionale citata e procedere, eventualmente, all'adeguamento di essa.

Cassazione civile sez. lav.  10 luglio 1991 n. 7621  

 

L'art. 11, lett. c), della l. 19 gennaio 1955 n. 25, nel richiamare i contratti collettivi ai fini della determinazione dell'entità della retribuzione che il datore di lavoro è obbligato a corrispondere all'apprendista, opera (come l'art. 7 della stessa legge) un rinvio generico alla contrattazione collettiva, senza alterarne l'originaria efficacia giuridica ed il conseguente limite di operatività - ove trattisi di contratti collettivi di diritto comune - per i soli aderenti all'organizzazione di categoria che li hanno stipulati. Una diversa interpretazione, non giustificata a termini dell'art. 12, comma 1, delle preleggi, contrasterebbe sia con il precetto del comma 4 dell'art. 39 Cost., che stabilisce determinati requisiti per il conferimento di efficacia generale obbligatoria ai contratti collettivi, sia con il principio di uguaglianza stabilito dall'art. 3 Cost., atteso che la diversità di efficacia della disciplina collettiva rispetto agli altri rapporti di lavoro non sarebbe giustificata dalla specialità del rapporto di apprendistato, caratterizzato da due cause - quella dell'insegnamento e quella della prestazione di lavoro nel periodo di tirocinio - che non si sovrappongono ma che, componendosi, non perdono la loro individualità.

Cassazione civile sez. lav.  18 gennaio 1983 n. 441  

 

L'attività del praticante giornalista, iscritto nell'apposito albo, si differenzia da quella del giornalista redattore professionista perché tende, come qualsiasi tirocinio, all'acquisizione della preparazione tecnico-pratica e della qualificazione necessaria per l'esercizio della professione. Pertanto, qualora il dipendente, sebbene assunto come praticante sia di fatto adibito a svolgere in piena autonomia le mansioni del giornalista redattore, senza fruire dei controlli, dei sussidi orientativi e degli interventi correttivi ed integrativi strumentali all'acquisizione suddetta, l'iscrizione nel menzionato albo perde ogni rilevanza, essendo il rapporto di praticantato che ne dovrebbe derivare superato dalla diversa natura delle mansioni in concreto esercitate ed è, in relazione a questa ultime ed in considerazione del loro intrinseco contenuto obiettivo, che deve essere stabilito il dovuto trattamento retributivo.

Cassazione civile sez. lav.  08 febbraio 1982 n. 745  



 
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